Salute è autodeterminazione

L’8 Marzo la Città di Torino ha messo al centro la salute e i diritti sessuali e riproduttivi con un forum dal titolo: “SALUTE È AUTODETERMINAZIONE”. che si è svolto al Polo del ‘900

Qui il programma. Sono disponibili le foto della giornata e le slides delle relatrici: C. Biglia – L. Onofri – T. Todros – C. Quaglino – E. Manzone – V. Donvito – L. Centillo – G. Tanturri – V. Maher – M. Gallo

A questo link informazioni sull’iniziativa

Quando il femminicidio fa notizia aumentano le richieste di aiuto

La voce.info 18 marzo 2022  MARCO COLAGROSSICLAUDIO DEIANADAVIDE DRAGONEANDREA GERACILUDOVICA GIUA E ELISA IORI

La copertura mediatica dei femminicidi può indurre le vittime di violenza domestica a cercare aiuto. Uno studio documenta un forte aumento di chiamate al 1522 nella settimana successiva alla notizia nella provincia in cui si è verificato il crimine.

Il femminicidio come forma estrema di violenza di genere

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, una donna su tre subisce violenze fisiche o sessuali almeno una volta nel corso della sua vita. La maggioranza delle violenze è perpetrata da partner o ex partner e all’interno delle mura domestiche. La forma più estrema di violenza contro le donne è la loro uccisione per motivi di genere, o femminicidio. Purtroppo, non si tratta di un fenomeno raro: nel 2017 sono state assassinate nel mondo 87 mila donne; nel 58 per cento dei casi l’autore è stato un partner, un ex partner, o un membro della famiglia della vittima. In Italia nell’arco degli ultimi dieci anni è stato commesso un femminicidio ogni tre giorni.

Capire quali sono gli strumenti più adatti di prevenzione e protezione per chi subisce violenza è di primaria importanza nella lotta alla violenza di genere. Un nostro lavoro indaga perciò quali siano i fattori che spingono le donne a chiedere aiuto e a intraprendere un percorso di uscita dalla violenza. In particolare, studiamo se le notizie di femminicidio aumentano la propensione a chiamare una linea di assistenza dedicata.

Notizie di femminicidio e le chiamate al 1522

Nel nostro recente studio ci siamo chiesti se la notizia di un femminicidio possa alterare la percezione del rischio di violenza futura da parte delle vittime di violenza domestica, e se questo possa indurle a cercare aiuto.

Per rispondere alla domanda abbiamo combinato due tipi di dati. Il primo riguarda i dati settimanali provinciali relativi alle chiamate alla linea di assistenza 1522, che dal 2006 assiste e sostiene le vittime di violenza domestica, forniti dal Dipartimento per le Pari opportunità del governo italiano. Il secondo riguarda le notizie di femminicidio sulla stampa locale e nazionale, raccolti dalla Casa delle donne per non subire violenza, un’organizzazione non governativa italiana specializzata nel fornire sostegno e riparo alle donne vittime di violenza. Il periodo considerato va da gennaio a maggio per gli anni 2015-2019, e quindi copre periodi nei quali cui il Covid-19 non era ancora apparso.Leggi anche:  Parità di genere, dalle parole ai fatti: se non ora, quando?

Il riquadro (a) della figura 1 presenta la distribuzione geografica delle chiamate al 1522 (media settimanale provinciale per 100 mila abitanti), mentre il riquadro (b) mostra il numero totale di femminicidi in ciascuna provincia (ogni 100 mila abitanti).

Figura 1 – Chiamate al 1522 e femminicidi, gennaio-maggio 2015-2019

(a) Chiamate al 1522                                      (b) Femminicidi

Mettendo a confronto le due tipologie di dati, nella nostra analisi empirica abbiamo studiato l’effetto di una notizia di femminicidio sulle chiamate al 1522. Chiedere aiuto chiamando il 1522 non sembra dipendere dall’efferatezza del reato o dalla tipologia di arma usata, né dall’interesse mediatico che l’evento potrebbe aver suscitato (misurato tramite l’intensità delle ricerche di Google), ma sembra dipendere dalla notizia in sé. I risultati infatti mostrano che nella settimana successiva alla notizia di femminicidio, e nella provincia in cui il fatto è avvenuto, le chiamate al 1522 aumentano di circa nove punti percentuali, che corrispondono a un aumento delle chiamate del 21 per cento.

Quali indicazioni?

I nostri risultati mostrano che la copertura mediatica sui femminicidi aumenta la generale propensione delle donne vittime di violenza a cercare un aiuto. Parlarne non è quindi solo funzionale al processo di sensibilizzazione sull’esistenza e sulla gravità del fenomeno, ma è anche estremamente rilevante nell’innescare il percorso di ricerca di aiuto, e quindi di uscita dalla violenza, da parte delle vittime stesse.

I risultati sono coerenti con l’ipotesi che le notizie sul femminicidio rendano più saliente nelle vittime la possibilità di un’escalation di violenza, e che la conseguente reazione sia una richiesta di aiuto. Tuttavia, la reazione svanisce rapidamente: dopo una settimana il numero delle chiamate ritorna ai valori precedenti alla notizia. Ciò suggerisce che la copertura mediatica delle notizie di femminicidio sia complementare ad altri tipi di intervento, quali, ad esempio, campagne di informazione continuative e ricorrenti, che permettano di mantenere un alto livello di attenzione nel dibattito pubblico sul tema della violenza domestica. Un recente studio, infatti, ha provato che la campagna di promozione del numero 1522 durante il primo lockdown del 2020 ha incoraggiato l’utilizzo del servizio in maniera sostanziale. Parallelamente, come dimostrato da un recente articolo basato su dati del Regno Unito, il potenziamento dei servizi locali di sostegno si rende necessario per rendere credibile che le richieste di aiuto possano effettivamente tradursi nel primo passo del percorso verso l’uscita dalla violenza domestica.

Conoscere per decidere

Conoscere per decidere
L’attuazione del Piano Nazionale sulla violenza di genere contro le donne attraverso i dati
Rivivi il convegno scientifico “Conoscere per decidere. L’attuazione del Piano Nazionale sulla violenza di genere contro le donne attraverso i dati”.
qui si puo’ guardare la registrazione:

Sentenza Cassazione: fuori dallo stato di diritti l’esecuzione coattiva dei minori

COMUNICATO STAMPA

LA CORTE DI CASSAZIONE BANDISCE L’ALIENAZIONE PARENTALE DAI TRIBUNALI E DEFINISCE FUORI DALLO STATO DI DIRITTO L’ESECUZIONE COATTIVA DEI PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEI MINORI, CHE DEVONO ESSERE SEMPRE ASCOLTATI NEI PROCEDIMENTI CHE LI RIGUARDANO.ELISA ERCOLI: LA VITTORIA DI LAURA MASSARO E’ UNA VITTORIA STORICA. 

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 286/2022 depositata in data odierna in accoglimento totale del ricorso presentato dalla signora Laura Massaro, annulla la decisione di decadenza dalla responsabilità genitoriale sul figlio minore e di trasferimento del bambino in casa-famiglia, ritenendo l’uso della forza in fase di esecuzione fuori dallo Stato di diritto.

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Costruire la pace attraverso il diritto. Il ruolo della Corte Penale Internazionale

L’autrice dell’articolo è Maria Grazia Giammarinaro, Magistrata in pensione , già Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla tratta di persone in particolare donne e minori, già Rappresentante Speciale e Coordinatrice dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per il contrasto alla tratta di esseri umani.

Pubblicato da Giustizia Insieme 18 marzo 2022

1.L’invasione dell’Ucraina e la Corte Penale Internazionale. 2. Il crimine di genocidio. 3. I crimini
contro l’umanità e i crimini di guerra. 4. Un nuovo Tribunale ad hoc per il crimine di aggressione
all’Ucraina? 5. Una riflessione conclusiva da una prospettiva giusfemminista

1. L’invasione dell’Ucraina e la Corte Penale Internazionale

In questi giorni terribili, in cui la forza delle armi sembra avere del tutto oscurato e sconfitto il principio di legalità, è opportuno chiedersi se la Corte Penale Internazionale possa svolgere un ruolo di riconoscimento delle responsabilità per i crimini commessi nel corso dell’invasione dell’Ucraina e per l‘invasione stessa, un’aggressione illegittima e non provocata, che ha già causato migliaia di morti anche tra la popolazione civile, ivi compresi tanti, troppi bambini e bambine.

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La conciliazione tra vita privata e lavoro: tutele, previdenza e innovazioni in sanità

Organizzato dall’Omceo di Torino, a cura della Commissione Pari Opportunità, affronta le questioni del mondo del lavoro presentando la normativa che regola le tutele di genitorialità e inabilità temporanea al lavoro per dipendenti e liberi professionisti e medici convenzionati e la previdenza Enpam e Inps.
La sociologa Manuela Naldini dell’Università degli Studi di Torino presenta un quadro sociale su lavoro e famiglia e differenze tra donne e uomini

26 marzo 2022, dalle 8.30 alle 14.30 evento n. 4196-348651
In presenza presso Villa Raby, corso Francia 8, Torino

CREDITI ECM: 6.3

RESPONSABILI SCIENTIFICHE: Mariasusetta Grosso, Francesca Manzieri, Rosella Zerbi

PROGRAMMA:

PROGRAMMA
08:30 – 08:45 Introduzione ai lavori e saluto del Presidente – Guido GIUSTETTO

08:45 – 09:30 Manuela NALDINI
Lezione magistrale: Vita famigliare e lavoro: ostacoli e modalità di conciliazione, differenze nella vita professionale di donne e uomini

I SESSIONE Tutele della genitorialità e inabilità temporanea al lavoro

09:30 – 10:00
Tutele della genitorialità e inabilità temporanea al lavoro per i dipendenti – Maria Teresa SORRENTINO e dott.ssa Rosella ZERBI

10:00 – 10:30
Tutele della genitorialità e inabilità temporanea al lavoro per i medici liberi professionisti e convenzionati – Francesca MANZIERI

0:30 – 11:00
Le tutele per tutti gli iscritti alla Fondazione ENPAM – Alberto OLIVETI

11:00 – 11:15
La Fondazione ONAOSI – Amedeo BIANCO

11:15 – 11:45
Esercitazioni a piccoli gruppi su casi

11:45 – 12:00 Pausa

II SESSIONE Previdenza obbligatoria e previdenza complementare: agire per costruire la propria rendita pensionistica

12:00 – 12:40
La Previdenza INPS e la previdenza integrativa per dipendenti pubblici e privati – Giorgio CAVALLERO

12:40 – 13:20
La Previdenza ENPAM – Alberto OLIVETI

13:20 – 13:40 Esercitazione a piccoli gruppi su casi

13:40 -14:00
Tech2Doc: una nuova piattaforma digitale per tutti i medici e gli odontoiatri – Luca CINQUEPALMI

14:00 – 14:30 Conclusioni a cura di Mariasusetta GROSSO

L’evento si terrà in presenza presso la sede di Villa Raby, in corso Francia 8. Crediti Ecm #6,3

Per Info:
🔸 sito istituzionale https://omceo-to.it/ecm-corsi-e-congressi/
🔸 segreteria organizzativa corsi Omceo Torino – 011 5815104

Nasce ORA – Osservatorio Regionale Antidiscriminazione

Per analizzare e raccontare le rappresentazioni nei media localicon focus su donne, pari opportunità e disabilità

Grazie all’accordo siglato tra la Regione Piemonte e l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Cultura Politica e Società, è partita la ricerca proposta dall’Associazione GiULiA Giornaliste del Piemonte, per analizzare e raccontare le rappresentazioni nei media locali del Piemonte, con focus specifici su donne, pari opportunità e disabilità, ambiti indicati come centrali dall’articolo 19 dal Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea.La ricerca abbraccia l’arco temporale compreso tra il 1° luglio 2021 e il 31 marzo 2022, periodo interessante perché si sono svolte le elezioni amministrative a Torino, Novara e altri 151 Comuni del Piemonte.

È noto infatti che lo spazio della politica viene spesso indicato come lo scenario dove è possibile operare un cambiamento sostanziale e culturale. Una ricerca per capire meglio – attraverso la carta stampata, le tv e il web – la correttezza delle rappresentazioni, il linguaggio usato, il persistere o meno delle discriminazioni, operando in ottica intersezionale.

L’obiettivo del progetto è la Costituzione in merito a tali temi di un osservatorio di monitoraggio dell’informazione locale, O.R.A. (Osservatorio Regionale Antidiscriminazioni), nonché una pubblicazione e una serie di eventi sul territorio regionale.

La ricerca sarà guidata da un Comitato di indirizzo composto da Marinella Belluati, docente di Analisi dei media del Dipartimento di Culture, Politica e Società, da Osvaldo Milanesio dirigente regionale del Settore Pari Opportunità e da Stefanella Campana, giornalista, del Direttivo nazionale dell’Associazione GiULiA-Giornaliste e rappresentante della CPO dell’Associazione Stampa Subalpina.

Il monitoraggio dei media locali e la sua disseminazione saranno realizzati da un team di lavoro misto composto da una ricercatrice universitaria, Francesca Tampone e da tre professioniste dell’informazione appartenenti alla rete GiULiA: Sara Iacomussi, Ilaria Leccardi e Elena Miglietti.

L’attività sarà inserita all’interno dell’Osservatorio sulla comunicazione Pubblica e Politica del Dipartimento di Cultura Politica e Società dell’Università di Torino. E farà parte dell’attività di GiULiA-Giornaliste, associazione nazionale con oltre 300 giornaliste associate, nata nel 2012 con l’intento tra l’altro di battersi contro le discriminazioni nel mondo del giornalismo e difendere l’immagine corretta della donna nella sua rappresentazione mediatica.

Linee di indagine:1. Monitorare all’interno dell’informazione giornalistica locale la presenza e la declinazione dei temi di genere e sulla disabilità, il corretto uso del linguaggio e la visibilità di soggettività femminili e disabili ai vertici della comunità piemontese.2. Monitorare i processi di selezione delle candidature e la presenza di temi di genere e disabili all’interno del dibattito elettorale.3. Verificare attraverso un monitoraggio interno alle testate locali (giornali, radio e tv) la presenza e la posizione di figure femminili.

L’importanza dei congedi parentali per le famiglie italiane

openpolis 15 marzo 2022

Cresce il ricorso ai congedi da parte dei padri, anche se tra i richiedenti gli uomini restano minoranza. Uno strumento su cui è intervenuta anche l’ultima legge di bilancio e dal cui potenziamento passa una miglior distribuzione dei carichi familiari e il diritto alla paternità.

I congedi parentali, insieme a quelli di paternità e di maternità, sono strumenti essenziali per la vita delle famiglie. In un paese che affronta da diversi anni un declino delle nascite, garantire ai genitori la possibilità di conciliare meglio la propria vita familiare con quella lavorativa è cruciale.

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