Anche un’informazione scorretta non aiuta a risolvere i problemi

Laura Onofri

Fare buon giornalismo significa innanzitutto dare un’informazione corretta.

Certamente non è il caso dell’articolo di Emanuela Valente dal titolo “Violenza domestica, il «kit della fuggiasca» che non risolve i problemi”  pubblicato ieri sulla 27 ora del  “Corriere della sera” pieno di inesattezze (basta poco per documentarsi…), facile ironia e stereotipi che nell’informazione non vanno mai bene, ma ancor  di più quando si tratta di un tema delicato come la violenza contro le donne.

Prima inesattezza: il Consiglio Regionale del Piemonte non ha  “scelto la via del gadget: una valigia con tutto l’occorrente in omaggio alle donne che decidono di «non tornare più a casa” e non ha utilizzato “fondi pubblici per l’acquisto di canottiere e dischetti di cotone”.

L’iniziativa, che piaccia o meno,  è stata voluta e finanziata dal Soroptimist locale  che, essendo un’associazione privata,  non spende quindi soldi pubblici, ma fondi  raccolti nell’ambito della sua associazione e li destina come meglio crede.

Per quanto riguarda  la Polizia di Stato, quella  municipale e i Carabinieri del nostro territorio,   inviterei la giornalista, prima di generalizzare e semplificare sugli atteggiamenti che le  Forze dell’ordine hanno  nei confronti delle donne vittime di violenza quando si presentano a sporgere denuncia, di venire a verificare come effettivamente lavorano, quanta delicatezza usano nell’approccio,  di quali strumenti si sono dotati (per esempio la stanza, presente in molti commissariati,   dove le donne possono sporgere denuncia, allestita con tecnologie per registrare la testimonianza su supporti validi ad  evitare alla donna di dover rivivere tantissime volte la violenza subita) Leggi il resto »

Torino, alle donne vittime di violenza domestica un “kit di sopravvivenza” per non tornare più a casa

La Repubblica  25 giugno 2018

Un borsone con accappatoio, asciugamani, canottiera, pigiama, pantofole, tre cambi di slip e di calze, e anche fazzoletti di carta e assorbenti: alle donne che hanno il coraggio di denunciare le violenze subite in famiglia sarà subito consegnato un kit di prima necessità con tutto l’occorrente per non tornare a casa. Succede a Torino e l’iniziativa è del club Soroptimist, che l’ha realizzata con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte dove oggi è stato presentato il progetto. Nel kit c’è anche una trousse con l’occorrente per l’igiene, che contiene bagnoschiuma, shampoo e saponetta,  spazzolino e dentifricio, cotton fioc e dischetti di cotone, spazzola, latte detergente, creme per il viso e per il corpo. Leggi il resto »