#NoMissItaliaInRAI

Mentre in tutto il mondo le donne abbattono disparità di genere e disparità salariali, mentre contrastano con determinazione molestie e violenza maschile, in Italia la RAI riporta in palinsesto “Miss Italia”, un concorso antistorico e zeppo di tutti quegli stereotipi dai quali le donne tentano faticosamente di affrancarsi.

Con l’ardire di farla passare per un’operazione “culturale”, con una decisione presa non si sa da chi, in pieno agosto, senza alcun passaggio formale in Cda e con la maggioranza del Consiglio di amministrazione contraria, la passerella dei corpi femminili viene riproposta in RAI contravvenendo alla missione del Contratto di Servizio Pubblico.

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“Basta insulti e minacce alle donne ma per fortuna la Rai ci risparmia le miss” di Stefanella Campana

da La Stampa.it – blog 20 luglio 2013

Non c’è stata una più diffusa e generale reazione, levata di scudo contro gli insulti, le volgarità, le violenze razziste, le minacce contro le donne di ogni colore politico, in quanto donne: dalla Boldrini alla Kyenge, dalla Carfagna alla Idem: puttana, orango, minacce di stupro, giusto per ricordare. Gli autori “assolti” in troppi casi, minimizzando le loro responsabilità. Un altro segnale dell’arretratezza culturale del nostro Paese che si aggiunge al dramma della mattanza quotidiana di donne che qualcuno cerca persino di negare. In compenso c’è chi si scandalizza perché la Rai non ci mostrerà – per la prima volta – la carrellata di donne con numerino in concorso per miss Italia, in attesa di sapere se le loro gambe, fondo schiena e viso saranno premiati. Uno show deprimente che relega le donne solo a corpo e immagine. Mi auguro che le giovani donne che vogliono farsi apprezzare e conoscere nel mondo dello spettacolo puntino soprattutto sul proprio cervello e preparazione. Bene ha fatto la Rai a dare un segnale di cambiamento. Troppe volte si dimentica di essere un servizio pubblico (per il quale paghiamo un canone), in cui i due generi, uomo e donna, dovrebbero trovare spazio e visibilità con lo stesso rispetto. Vorrei che ci si scandalizzasse quando le donne vengono ignorate per le loro opinioni e idee, quando vengono usate come contorno muto, in genere svestite, quando le loro azioni, le loro attività, il loro impegno nella vita e nel lavoro non fanno notizia.