SUI GENERI. Identità e stereotipi in evoluzione?

sezione di Psicologia Sociale

 

Convegno tematico

SUI GENERI. Identità e stereotipi in evoluzione?

Torino, 21-22 SETTEMBRE 2017 Via Verdi 10

Comitato Scientifico: Angela Fedi, Silvia Gattino, Anna Miglietta, Cristina Mosso, Stefano Tartaglia, Georgia Zara, Stefano Pagliaro, Mauro Sarrica, Caterina Suitner, Loris Vezzali

Coordinatrice: Norma De Piccoli

Sala Lauree del Dipartimento di Psicologia – Palazzo Badini – via Verdi 10

14 – 14.15: Saluti del Direttore del Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino, Alessandro Zennaro

14.15 – 14.30: C’era una volta GDG: Gruppo Differenze di Genere: Elisabetta Camussi, Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi Milano Bicocca Norma De Piccoli, Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino

14.30 – 16.15: Sessioni parallele:

Stereotipi di genere tra oggettivazione ed esclusione sociale (Sala Seminari).

Discussant: Laura Onofri, Commissione Pari Opportunità Regione Piemonte e Se Non Ora Quando? Luca Rollè, Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino

Genere, stereotipi, mondo del lavoro e ruoli pubblici (Sala Lauree)

Discussant: Chiara Ghislieri, Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino Silvia Pasqua, Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”, Università degli Studi di Torino

16.15 – 16.30: Coffe break 16.30 – 17.30: Sessione plenaria con discussants e chairs delle sessioni parallele Coordina: Maria Grazia Monaci, Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Università della Valle d’Aosta 17.30 – 19.30: Assemblea AIP Venerdì 22 s

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Uccisa da un uomo

Dopo l’ennesimo femminicidio e l’ennesimo articolo di giornale che parla di raptus, le attiviste di Rebel Network hanno deciso di inviare questa lettera al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Vi invitiamo, se condividete, ad inviare le vostre adesioni con  una mail a:  rebelnetworkitaly@gmail.com  

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Le Attiviste di Rebel Network,
chiedono all’Ordine Nazionale dei Giornalisti di intervenire con una potente azione di moral suasion affinché nel dare le notizie relative ai femminicidi si abbandonino espressioni fuorvianti e sminuenti della gravità del reato quali “delitto passionale”, “raptus”, “pista sentimentale”, “gelosia”.
Questa terminologia induce di fatto a giustificare azioni criminali e violenze reiterate, non solo ostacolando il superamento di una cultura misogina ma rendendosene complice.
Chiediamo inoltre che l’Ordine inserisca tra i suoi obiettivi prioritari del 2017 la scrittura e ratifica di una “Carta del Rispetto della dignità delle donne”. Una carta che sappia, come la “Carta di Treviso” per i minori (si pensi all’ uso del termine “baby-squillo”), dare indicazioni deontologiche definitive su come rispettare l’immagine e la dignità delle donne.
Crediamo che questo documento potrà essere una fondamentale dimostrazione di quanto l’Ordine vorrà contribuire, con tutte le donne e gli uomini di questo Paese, a fare la sua preziosa parte in quel cambiamento culturale necessario e non più rinviabile per contrastare il femminicidio e porre fine alla violenza maschile contro le donne.
Rebel Network, con le giornaliste associate, è a disposizione dell’Ordine per eventuali confronti e approfondimenti in merito, nonché per contribuire a giornate formative sul linguaggio e le modalità di comunicazione.

#donne #femminicidio #violenzasulledonne #linguaggiocorretto #rispetto

Rebel Network – rete Attiviste per i Diritti

 

“RAPTUS” di Stefanella Campana

21 settembre 2013

L’ha tramortita con un corpo contundente per poterla violentare dopo il suo rifiuto, poi l’ha uccisa; è andato a casa per disfarsi dei vestiti insanguinati, tornando poco dopo sul luogo del delitto per incendiare il cadavere della vittima, una badante ucraina che aveva detto no a un rapporto sessuale col giovane rom che ha confessato. Come si può definire raptus questo ennesimo femminicidio? Non è stato un impulso improvviso, ma la violenza estrema nei confronti di una donna considerata solo un oggetto di piacere e non una persona libera di scegliere con chi e quando avere rapporti sessuali. “Il ragazzo non si è ancora reso conto di quanto ha fatto”, http://www.lastampa.it/2013/09/20/italia/cronache/ucraina-violentata-uccisa-e-bruciata-orrore-a-locri-confessa-un-enne-a-scatenare-il-raptus-stato-un-rifiuto-4NLNTE44NTMqjXwEi2qdPM/pagina.html ha detto il procuratore di Locri, come se l’assassinio di una donna che ti dice un “no” fosse normale. Ogni giorno la realtà ci racconta una sequenza interminabile di orrori di cui sono vittime le donne, ma smettiamola di scrivere “raptus” , delitto passionale come ancora ci tocca leggere sui media, capaci poi di dedicare una pagina intera a un caso di stalking da parte di una donna nei confronti di un suo ex fidanzato– certamente stigmatizzabile – quando i ben più numerosi casi in cui la vittima è una donna non ricevono altrettanta attenzione. Salvo poi scoprire che queste vittime di stalking – generalmente donne – non sono state aiutate, che il loro persecutore spesso si è tramutato in assassino. Continuare a raccontare questi casi in modo stereotipato, a usare parole e racconti che banalizzano la gravità del fenomeno, non aiutano a formare una cultura del rispetto nei confronti di tutti, anche delle donne.
Stefanella Campana