Tutte le donne del mondo a Vancouver. Ce ne siamo accorte?

Giulia giornaliste Assenti i media italiani. Reportage dalla più grande conferenza internazionale sulle questioni di genere [di Stefania ...

Il gender gap è un problema anche in Svizzera: «Le donne guadagnano il 20% in meno»

Il gender gap è un problema anche in Svizzera: «Le donne guadagnano il 20% in meno» Open 14 giugno 2019 «Le donne in Svizzera guadagnano il 20% in meno rispetto agli uomini: ciò vuol dire che ...

RIUNIONE DEL COMITATO martedì 25 giugno ore 21

RIUNIONE DEL COMITATO    martedì 25 giugno ore 21 La prossima riunione del Comitato si terrà presso la nostra sede in via Cernaia 30 scala destra 4 piano (suonare Libertà ...

Ad ognuno la sua croce…

Ad ognuno la sua croce… Maria Grazia Alemanno, FNISm, sez. Torino “Frida Malan” ...

Tutte le donne del mondo a Vancouver. Ce ne siamo accorte?

18 Giugno 2019

Giulia giornaliste
Assenti i media italiani. Reportage dalla più grande conferenza internazionale sulle questioni di genere [di Stefania Burbo]

Arriva dallo Zambia, ha 18 anni, lo sguardo fiero e le idee molto chiare:«rappresento non solo il futuro ma il presente della leadership giovanile.

Noi giovani vogliamo interrompere le dinamiche attuali di potere, fare progressi su questioni profondamente radicate e affermare il cambiamento per le ragazze e le donne in tutto il mondo». Sì è presentata così, Natasha Chibesa Wang Mwansa, alla plenaria di apertura di Women Deliver 2019, la più grande conferenza internazionale sulle questioni di genere che si è tenuta in Canada dal 3 al 6 giugno: oltre 8mila fra attiviste/i, rappresentanti della società civile accanto a parlamentari e funzionari governativi, ma anche influencer, accademiche/i, attiviste/i, giornaliste/i provenienti da 165 paesi, centinaia i media mainstream presenti, tranne quelli italiani, a conferma che certe questioni continuano a non far notizia nel nostro paese.


Anche una delegazione del Network italiano Salute Globale e di Aidos ha partecipato ai lavori: uno slalom fra sessioni parallele di discussione e approfondimento su molteplici temi. Dai diritti sul corpo delle donne, con le restrizioni enormi negli Stati Uniti e diversi altri paesi in tema di aborto e prevenzione, alla necessità di investire sull’informazione e la formazione rispetto alla salute sessuale e riproduttiva di bambine e ragazze, alle strategie e pratiche necessarie per coinvolgere anche i ragazzi, in modo che diventino uomini consapevoli dei diritti delle proprie compagne.

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Il gender gap è un problema anche in Svizzera: «Le donne guadagnano il 20% in meno»

14 Giugno 2019

Open 14 giugno 2019

«Le donne in Svizzera guadagnano il 20% in meno rispetto agli uomini: ciò vuol dire che a partire dalle ore 15:30 del 14 giugno le donne smettono di essere retribuite rispetto ai loro colleghi uomini»

Se pensavate che il gender gap non potesse riguardare un Paese come la Svizzera, vi sbagliavate di grosso: la Confederazione elvetica è il settimo Paese dell’Unione Europea per peggior condizione di parità salariale. Ecco perché dalla notte del 13 giugno, le cittadine hanno iniziato uno sciopero generale di tutte le attività produttive e riproduttive che durerà per le 24 ore successive.

«Le donne in Svizzera guadagnano il 20% in meno rispetto agli uomini: ciò vuol dire che a partire dalle ore 15:30 del 14 giugno le donne smettono di essere retribuite rispetto ai loro colleghi uomini», cita il manifesto della protesta, indetta dall’associazione femminista Grève des femmes, grève féministe e organizzata da una ventina di collettivi nazionali. La data coincide anche con la votazione federale del 1981, che accolse l’articolo costituzionale sulla parità tra donne e uomini.

Il manifesto riporta tutti i suggerimenti per riuscire a partecipare in caso di maggiore difficoltà sul lavoro: «Se non riesci a scioperare per l’intera giornata, coinvolgi le tue colleghe e prolunga la tua pausa pranzo», si legge. Oppure: «Esponi alle finestre o ai balconi il simbolo del lavoro di cura: grembiuli, scope, stracci, dà libero sfogo alla tua fantasia», e «Ovunque tu sia indossa qualcosa di viola e rendi visibile la tua adesione allo sciopero (il viola è il colore scelto per tutte le proteste femministe degli ultimi 3 anni, ndr)».

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RIUNIONE DEL COMITATO martedì 25 giugno ore 21

La prossima riunione del Comitato si terrà presso la nostra sede in via Cernaia 30 scala destra 4 piano (suonare Libertà e Giustizia)

martedì  25 giugno ore 21:

con questo o.d.g.:

programmazione per il prossimo anno e relazione dei vari gruppi su i seguenti progetti:

-POTERE alla PAROLA;

-GENERATION WOMAN;

-INIZIATIVE PER PROSEGUIRE L’INFORMAZIONE SUL TESTO  “Ristabilire l’ordine naturale” anche rispetto all’incontro che si terrà a Roma, organizzato da Laura Boldrini, dopo il summit di Vancouver;

nostro sostegno e partecipazione e due iniziative : “Le signore della musica”  (incontro e dibattito con le signore dell’orchestra)  e ” I was my husband” (progetto in favore delle vedove indiane libro e mostra fotografica)

-varie ed eventuali.

Vi aspettiamo!

SeNonOraQuando? – TORINO

Ad ognuno la sua croce…

Maria Grazia Alemanno, FNISm, sez. Torino “Frida Malan” Cinzia Ballesio, Se Non Ora Quando? comitato di Torino

Desta sconcerto e preoccupazione la decisione presa dalla Direzione medica dell’Ospedale di Chivasso (circolare del 31.05.2019) di posizionare nuovi crocefissi nelle stanze di degenza. Dopo il Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona dello scorso marzo ed una campagna elettorale dove il crocifisso è stato brandito come simbolo identitario ed utilizzato strumentalmente per legittimare prese di posizione politiche antidemocratiche, molto urlate e poco argomentate, appare purtroppo evidente che questo, o altri simboli che richiamano il cattolicesimo, hanno assunto connotazioni ideologiche la cui pretesa universalità consiste invece nella negazione di posizioni diverse.

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