Una crisi politica che impone un'assunzione di responsabilità e una scelta di campo

Una crisi politica che impone un'assunzione di responsabilità e una scelta di campo Laura Onofri Abbiamo, in questo momento più che mai, la necessità che una visione diversa, con uno sguardo femminista si imponga. La ...

NO PILLON: gridiamolo forte a Roma il 28 settembre!

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La regina nera dell'altra America

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Il soffitto di cristallo resiste

Il soffitto di cristallo resiste Laura Onofri Per la prima volta una donna diventa avvocata generale dello Stato. Una notizia passata abbastanza sotto traccia in questi giorni ...

Agnese Pini, 34 anni, direttrice La prima donna a firmare la «Nazione»

Agnese Pini, 34 anni, direttrice La prima donna a firmare la «Nazione» Corriere della sera La 27 ora 5 agosto 2019 - Irene Soave «Ci ho messo quasi mezz’ora, ...

Una crisi politica che impone un’assunzione di responsabilità e una scelta di campo

12 Agosto 2019

Laura Onofri

Abbiamo, in questo momento più che mai, la necessità che una visione diversa, con uno sguardo femminista si imponga.

La crisi politica del nostro Paese ci riguarda e ci allarma perchè sta avanzando una destra sovranista e fascista nemica acerrima delle donne.

Il cambio culturale, già da molti mesi è tangibile, e va nella direzione ben indicata dal documento, che mai ci stancheremo di citare: Ristabilire l’ordine naturale: Un’Agenda Per l’Europa

Le proposte di legge (dal DDL Pillon a quelli Stefani e Gasparri) le tante misure politiche espresse da questo governo vanno tutte in una direzione: imporre modelli arcaici e involutivi della donna e della famiglia.

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NO PILLON: gridiamolo forte a Roma il 28 settembre!

8 Agosto 2019

SeNonOra Quando? Coordinamento Nazionale Comitati aderisce alla:
Manifestazione nazionale a Roma # No Pillon e DDL collegati
sabato 28 settembre ore 14.30
Piazza della Repubblica
NOI CI SAREMO!

Siamo le donne che hanno lottato per il nuovo diritto di famiglia, per il divorzio e la legge 194.

Siamo le donne che hanno definito lo stupro reato contro la persona e non contro la morale, lottando per cancellare le norme ereditate dal codice fascista Rocco insieme al delitto d’onore, al matrimonio riparatore, allo ius corrigendi del marito, titolare di ogni potere su moglie e figli.

Siamo le donne che da sempre si battono contro la violenza maschile fuori e dentro la famiglia. 

Siamo le donne dei Centri antiviolenza femministi. 

Siamo le donne che hanno lottato per il diritto al lavoro, per il valore e il rispetto del lavoro, per la centralità e il valore sociale della maternità, per i congedi di maternità e paternità, per un welfare solidale e non basato su nonne e nonni. 
Siamo le donne che si prendono cura delle persone, delle comunità, dei territori.
Siamo coloro che tengono davvero al centro il benessere e la serenità di bambine e bambini perché è grazie a noi che bambini e bambine sono diventati soggetti di diritto.

Siamo le famiglie in tutte le possibili declinazioni. 

Siamo le donne e gli uomini giovani, che vorrebbero lavorare e non emigrare, che rivendicano il diritto di poter decidere se, dove, come e quando costruirsi una famiglia.  

Siamo le donne e gli uomini che danno vita giorno per giorno a una società accogliente inclusiva aperta e giusta con donne e uomini migranti. 

Siamo donne e uomini scesi in piazza come e con soggettività transfemministe e lgbtq+ per una società di piena cittadinanza umana.

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La regina nera dell’altra America

7 Agosto 2019

La Repubblica 7 agosto 2019 di Roberto Saviano

Resistere o cadere la lezione a un mondo tornato razzista

Toni Morrisonè in pace. Se ne va da un mondo caduto nuovamente nella trappola razzista. Lascia un’America inebetita, stanca, sporca di sangue, se ne va proprio quando la sua voce diventava ossigeno necessario. Era stata educata da una tragedia, proprio così. A due anni i suoi genitori non riuscivano a pagare l’affitto di casa e il proprietario diede fuoco all’appartamento. Ma non fu la tragedia a educarla né a segnarla, tutt’altro. La reazione dei genitori a quelle fiamme: scoppiarono a ridere. Non perdevano nessun bene prezioso, avevano avuto salva la vita, e in più mostravano alla figlia quanta idiozia c’è nella pervicacia dei crudeli, nella crudeltà delle persone. La vita prima di tutto e poi proteggere la propria dignità, questo Toni Morrison ricordava di quelle risate.La sua scrittura traccia una morale imperativa e immanente, nessuna trascendenza o speranza ultraterrena: non puoi aspettare che il mondo diventi giusto per trovare una dimensione di felicità e giustizia. Per essere più chiari, i tribunali continueranno a condannare innocenti ma tu puoi scegliere di credere alle vittime, i governi trufferanno ma tu puoi decidere di non essere sommato al grande numero degli elettori truffati, puoi scegliere di provare a vivere per quel che puoi già con regole diverse dallo schifo di mondo in cui vivi. I protagonisti dei suoi libri resistono. Non aspettano aiuto, scelgono. O reagisci o soccombi, non c’è altra strada. Questo sarebbe il titolo che potrebbe abbracciare tutti i suoi romanzi. La schiavitù non ti rende un’anima buona, il pregiudizio non ti aiuta a vivere con saggezza.

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Il soffitto di cristallo resiste

5 Agosto 2019

Laura Onofri

Per la prima volta una donna diventa avvocata generale dello Stato.

Una notizia passata abbastanza sotto traccia in questi giorni  è  la nomina di  Gabriella Palmieri Sandulli ad Avvocata generale dello Stato.

Come se fosse normale che una donna ricopra questo ruolo, in una delle massime istituzioni dello Stato, come dovrebbe essere normale in un Paese civile, ma invece non lo è.

L’avvocata napoletana Palmieri Sandulli  ha un curriculum veramente eccellente con il quale ha sbaragliato la candidatura di 7 uomini, tutti con più anzianità di lei.

Negli stessi giorni un’altra notizia è sulle prime pagine dei giornali, questa forse con più rilevanza mediatica (visti i tempi forse lo sport interessa più delle questioni di legge…): è la designazione di Stephanie Frappart ad  arbitrare la finale di Supercoppatra Liverpool e Chelsea ( i due club inglesi, vincitori rispettivamente delle ultime edizioni di Champions League ed Europa League che si affronteranno il prossimo 14 agosto al Besiktas Park di Istanbul)

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Agnese Pini, 34 anni, direttrice La prima donna a firmare la «Nazione»

Corriere della sera La 27 ora 5 agosto 2019 – Irene Soave

«Ci ho messo quasi mezz’ora, entrata in ufficio, a sentire che potevo sedermi su quella poltrona: quella da direttore della Nazione. L’ho guardata un po’ dal divano, poi dalle due sedie di fronte, quelle dove per molto più tempo mi sono seduta mentre il direttore guardava le pagine che gli portavo. Ho spostato cose, fatto telefonate in piedi. Poi mi sono seduta». È un sentimento femminile, racconta la neo-direttrice Agnese Pini, classe 1985, prima direttrice donna in 160 anni di storia del quotidiano nato a Firenze: «l’idea di chiedersi se ce la faremo, la previdenza, l’idea che con una cosa bella ti arrivano responsabilità, che devi esserne all’altezza. Siamo più pratiche, sappiamo che un ruolo non è una medaglia vuota. Lo devi riempire. I maschi sono più…» Arroganti? «Abituati».

Sei anche molto giovane (tra giornalisti vige l’uso di darsi del tu, ndr). 
«Sì, e di una generazione, i nati negli anni ‘80, a cui è stato ripetuto sempre come un mantra che non ci saremmo mai collocati. Che la pacchia era finita, che non avremmo mai trovato lavoro. Il risultato è che abbiamo ottimi lavori. Ci siamo dati da fare, siamo concreti, non sbruffoni, sappiamo cento lingue, ci siamo laureati in tempo, non abbiamo rifiutato incarichi nemmeno umili. Nel 2009 mi sono iscritta a una scuola di giornalismo, la Walter Tobagi, di Milano: avevo 29 compagni come me, e tutti pensavamo, in fondo, di stare compiendo anche un azzardo a puntare tanto su un lavoro che sembrava così irraggiungibile. Oggi penso a quei mesi, ai sacrifici e alla tigna che abbiamo avuto da praticanti e poi da stagisti; alle occasioni avute e penso tutte colte; ai successi che poi sono arrivati. E sono fiera di noi, sono fiera della mia generazione».

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