La famiglia secondo il nuovo governo

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RIUNIONE DEL COMITATO GIOVEDI' 31 MAGGIO ore 21

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Aborto, tra scelta e diritto

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DICHIARAZIONE DI REBEL NETWORK SUL #CONTRATTO LEGA-5STELLE

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Aggiornamento Farmacopea. Smic: “Manca categoria specifica per contraccezione di emergenza: così non si aiutano le donne”

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La famiglia secondo il nuovo governo

23 maggio 2018

in.Genere    22 maggio 2018

Il contratto appena firmato da Lega e 5Stelle rivela una precisa visione del ruolo delle donne e della famiglia: la cura è un problema tutto femminile. Chi ha i soldi può risolverlo pagando, le altre pesando sulle nonne o rinunciando al lavoro. Un’analisi di genere e le ripercussioni sull’economia

Che tipo di famiglia hanno in mente gli estensori del ‘contratto di governo’ Lega-5Stelle?

Pensano alla famiglia tradizionale, con l’uomo che porta a casa il pane e la donna impegnata nella cura dei famigliari, con al massimo un lavoro part-time a integrare il bilancio famigliare?

O a una famiglia che, fuori dagli stereotipi sessuali, condivide lavoro pagato e non pagato?

La domanda è importante, non solo per capire quali prospettive attendono la parità di genere, e in che modo si vuole rispondere al problema della sostenibilità del modello di sviluppo, ma anche per immaginare quale sarà l’impatto sull’economia del paese. A una prima lettura il contratto sembra barcamenarsi fra i due modelli descritti sopra, ma solo in apparenza. Leggi il resto »

RIUNIONE DEL COMITATO GIOVEDI’ 31 MAGGIO ore 21

22 maggio 2018

Riunione Comitato giovedì 31 maggio 2018 ore 21

La prossima riunione del Comitato si terrà:

giovedì 31 maggio  2018  alle ore 21  presso la nostra sede in via Cernaia 30 scala destra 4 piano (suonare Libertà e Giustizia)

ecco l’ordine del giorno:

-aggiornamento sulla preparazione del convegno che si terrà il 15 giugno in Sala Viglione – Palazzo Lascaris
dal titoloMADRE PER SCELTA

La tutela dei diritti delle donne nella rete dei consultori  – organizzato nell’ambito della nostra iniziativa sulla Maternità dal gruppo aspetti medico sanitari

-aggiornamento su organizzazione delle letture sceniche sempre nell’ambito dell’iniziativa maternità
(essendoci novità rilevanti preghiamo tutte le componenti del gruppo giuridico e gruppo psico/sociologico di essere presenti. grazie)
-aggiornamento  su varie iniziative a cui abbiamo aderito a livello nazionale (appelli/petizioni/ ecc)
-varie ed eventuali.

Vi aspettiamo!

Aborto, tra scelta e diritto

Femministerie    12 maggio 2018  Cecilia D’Elia

Quarant’anni sono una soglia: non ci sono più alibi, si è decisamente nell’età adulta. E tali sono dunque quelle leggi che quest’anno entrano negli “anta”. Due in particolare videro la luce nel maggio del 1978, la legge 180, in tema di “accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, e la legge 194 sulla “tutela della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”. La prima, che fu poi compresa nel testo istitutivo del servizio sanitario nazionale approvato a fine anno, ha posto fine a secoli di abusi e ha promosso una nuova idea di salute e di dignità della persona malata di mente. La seconda ha reso legale, entro certe condizioni, interrompere una gravidanza quando questa leda il diritto alla salute psicofisica della donna. A lei, dopo una pausa di riflessione di sette giorni, spetta la decisione su tale scelta. In entrambi i casi, nel nome del diritto alla salute, vengono meno forme di controllo statale prima in essere. Perché tale era, per esempio, quello che veniva esercitato sul corpo femminile e sulla sua capacità generativa: abortire o costringere una donna ad abortire era all’epoca un reato contro l’integrità e la sanità della stirpe, le cui pene venivano ridotte dalla metà ai due terzi se l’aborto, su donna consenziente o meno, veniva procurato per “causa di onore” (ricordiamo che il delitto d’onore sarà abolito solo nel 1981). Leggi il resto »

DICHIARAZIONE DI REBEL NETWORK SUL #CONTRATTO LEGA-5STELLE

20 maggio 2018

Pubblichiamo il comunicato stampa delle rete Rebel Network sul #contratto Lega 5 stelle che condividiamo

Rebel Network esprime grande preoccupazione per quanto riportato nel contratto di governo in materia di politiche di riequilibrio tra i generi.

Le poche righe dedicate al tema sono un vero e proprio salto nel passato che cancellano anni di battaglie per i diritti e studi sul contrasto alla violenza maschile sulle donne.

Le donne vengono collocate fra gli anziani e le periferie. L’impressione è che non si conosca il linguaggio di genere e che non vi sia alcuna consapevolezza delle nuove istanze sociali volte a considerare – finalmente – uomini e donne diversi e pari.

La conciliazione famiglia-lavoro menzionata nel documento esclude gli uomini (in un Paese dove la cura della casa, dei figli e degli anziani è già in gran parte sulle spalle delle donne), ostacolando così una più moderna visione della genitorialità e della cura responsabilmente condivisa. Per esempio, non vi è nessun accenno al congedo di paternità.

Si parla di ‘premio’ per la #maternità anziché di ‘contributo alle spese’, riportandoci all’insopportabile retorica da ventennio fascista del “dare figli alla Patria”, della maternità come dovere sociale e non come desiderio e libera scelta individuale.

Sul tema dell’affidamento dei figli, in caso di separazione, l’unica soluzione proposta è una uguale divisione del tempo da trascorrere con l’uno o l’altro genitore. Si parla di affido condiviso come se i figli fossero beni da spartire, più che da crescere in un ambiente sereno che garantisca loro continuità e serenità.

In un Paese in cui si consuma un #femminicidio ogni tre giorni (e in cui vi è un preoccupante aumento dei casi di #figlicidio) la “Prevenzione” è affidata solo ai corsi di formazione per le Forze dell’Ordine (attività importante, ma non sufficiente) e a singole iniziative dei Centri Antiviolenza; si legittima la teoria dell’alienazione parentale, quella che accusa le donne di denunciare prevaricazioni e abusi al solo scopo di separare padri e figli. Questa teoria, da tempo scientificamente disconosciuta a livello internazionale, non solo discredita le #donne, ma mette in pericolo la loro vita e quella dei loro figli e di fatto difende gli uomini violenti.

Viene ignorata completamente la necessità prioritaria di fare prevenzione, come se subire violenza fosse per le donne un destino ineluttabile. Manca un qualsivoglia riferimento all’inserimento di programmi di educazione di genere nelle Scuole, luoghi centrali del rinnovamento della cultura nel rispetto delle diversità.

Nessuna posizione sulla preoccupante situazione della disoccupazione femminile (attualmente al 50,3%), su eventuali strumenti necessari per il superamento degli ostacoli nell’accesso alle carriere da parte delle donne, sulla disparità di retribuzioni tra uomini e donne a parità di incarico (fenomeno pandemico, nonostante in Italia vi sia il DL 198/2006 che regola la parità salariale).

Nella parte dedicata allo Sport sono completamente assenti i riferimenti alle discriminazioni che il mondo femminile subisce, a partire dall’impossibilità di accedere alla Legge sul professionismo sportivo (L.91 del 1981), di cui possono beneficiare in Italia solo quattro discipline sportive, tutte solo maschili.

In definitiva, rileviamo la mancanza di una visione femminista del presente e del futuro, intendendo con la parola “femminista” una visione della società come un luogo inclusivo delle differenze e che garantisca a tutte le persone pari opportunità di realizzazione e pari #diritti. In questa mancanza di inclusività, riteniamo esempio aberrante la volontà di escludere dagli asili nido i bambini non italiani.

Pur consapevoli che si tratti di una sintesi, riteniamo che questo programma metta a rischio alcuni dei fondamentali diritti acquisiti nel percorso di fuoriuscita dalla #cultura patriarcale iniziato nel secolo scorso e ripreso con slancio irrefrenabile in questi ultimi anni, in Italia e nel mondo.

Nell’auspicio che quanto scritto nel documento possa essere rivisto, chiediamo sin d’ora un incontro per confrontarci con i Ministri e le Ministre che avranno il compito di attuare le politiche su questi temi, sottolineando la necessità di una nomina di una Ministra per le #pariopportunità che abbia una storia personale e competenze vicine ai movimenti delle donne e alle loro battaglie.
#politica #governo #contratto ANSA.it Adnkronos #LGBT #donne#politichedigenere #pariopportunita

Aggiornamento Farmacopea. Smic: “Manca categoria specifica per contraccezione di emergenza: così non si aiutano le donne”

Quotidiano.sanità.it  18 maggio 2018

Questo il commento di Emilio Arisi, Presidente della Società medica italiana per la contraccezione sull’aggiornamento realizzato dal tavolo tecnico. “La richiesta inviata al ministero della Salute e al tavolo tecnico dalla Smic e dai ginecologi italiani, è rimasta quindi inascoltata, eppure questo è uno strumento farmacologico di emergenza, cioè di pronto soccorso, utilizzabile allo scopo di evitare gravidanze non desiderate”. 

18 MAG – “Il nuovo elenco dei farmaci da tenere obbligatoriamente in farmacia varato nell’ambito della revisione odierna della Farmacopea Ufficiale non ha purtroppo tenuto conto della nostra richiesta di prevedere una categoria specifica dedicata ai farmaci per la contraccezione d’emergenza. L’elenco prevede infatti che il farmacista sia tenuto a detenere almeno uno dei prodotti della categoria “contraccezione ormonale” entro la quale sono mischiati gli anticoncezionali ordinari di uso quotidiano con quelli d’emergenza, che hanno scopo e modalità di utilizzazione diversi. Un’occasione mancata, perché offrire alle donne italiane la sicurezza di poter trovare in ogni farmacia del territorio nazionale un anticoncezionale d’emergenza (pillola del giorno dopo), senza essere costrette, come ancora avviene, a passare da una farmacia all’altra, è un fattore importante per ottenere una efficace prevenzione e di conseguenza un ulteriore auspicabile calo delle IVG anche negli anni a venire, in quanto è stato dimostrato che la sua efficacia è tanto più elevata quanto più esso venga assunto vicino al rapporto presunto a rischi”. Leggi il resto »