Festival della Psicologia 2017

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Manchester by the Sea

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Accusata di calunnia per aver denunciato lo stupro: sviene dopo la sentenza Accanto a lei la moglie dell’imputato

Accusata di calunnia per aver denunciato  lo stupro: sviene dopo la sentenza  Accanto a lei la moglie dell’imputatoCorriere della sera - La 27 ora  - 23 marzo 2017    di Elisa Sola «Quando ho sentito che lo assolvevano, ...

RIUNIONE DEL COMITATO 6 aprile 2017 ore 21

RIUNIONE DEL COMITATO  6 aprile 2017 ore 21La prossima riunione del Comitato SeNonOraQuando? – Torino si terrà giovedì 6 aprile  2017  alle ore 21 presso la Sede di Via Cernaia ...

Ad essere imbarazzante è il video articolo.

Ad essere imbarazzante è il video articolo.Pubblichiamo la lettera che una giovane donna ha inviato a Francesco Merlo, autore di un video articolo pubblicato su Repubblica.it ...

Festival della Psicologia 2017

23 marzo 2017

Nell’ambito del Festival della Psicologia 2017, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte,

Genitori su misura propone 6 workshop destinati ai genitori durante i quali si utilizzeranno vari spunti di riflessioni, tratti da poesie, film, testi teatrali, avvenimenti e argomenti di attualità, per stimolare i partecipanti a riflettere e condividere le loro esperienze.

Ciascun workshop sarà condotto da due psicologhe.

Workshop :

per genitori separati – 1 aprile h. 9,30 -11,30 (Rivoira -Fuggetta)

per coppie adottive o che intendono fare domanda -1 aprile h.11,30-13.30 (Rivoira -Fuggetta)

per coppie omogenitoriali con figli – 1 aprile h.14,00-16 (Fuggetta – Recrosio)

per genitori impegnati in un percorso di procreazione assistita – 1 aprile h.16,00 -18 (Fuggetta Recrosio)

per genitori single – 2 aprile h.11-13 (Recrosio – Rivoira)

per coppie ricostituite – 2 aprile h.14,00-16 ( Recrosio – Rivoira)

partecipanti max 12 persone sede: Via Assaro3 11 – Torino tel /fax 011 8138349 genitorisumisura@gmail.com

per informazioni andare sul sito: https://psicologiafestival.it/piemonteintreatment/categoria/workshop/

 

Manchester by the Sea

ND – Noi Donne  19 marzo 2017

Questo è un film che tratta il malessere maschile. L’uomo non dimostra il suo dolore, non piange, non si lamenta, ma attraverso la violenza palesa la sua disperazione

a cura di Adriana Moltedo esperta di Comunicazione e Media
Manchester by the sea, è l’ultimo film di Kenneth Lonergan di cui è anche sceneggiatore con cui ha guadagnato il ben meritato Oscar, conquista con un dramma scavato nelle luci e ombre di un fatto di solitudine, di un dolore che non riesce a trovare pace, a partire dal tema del lutto come forza distruttrice all’interno di una famiglia, per proseguire con l’intensità emotiva del racconto e il tono straziante delle interpretazioni.

Questo è un film che tratta il malessere maschile. È descritto il modo dello star male maschile in un mondo quasi primitivo, nordico, attraverso l’assenza di dialogo e di apertura nei confronti degli altri e dove è importante l’immagine dell’uomo forte.

L’uomo non dimostra il suo dolore, non piange, non si lamenta, ma attraverso la violenza palesa la sua disperazione. I sensi di colpa lo possono portare a tentare suicidio mentre la violenza sugli altri è l’espressione della sua impotenza e frustrazione.
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Accusata di calunnia per aver denunciato lo stupro: sviene dopo la sentenza Accanto a lei la moglie dell’imputato

Corriere della sera – La 27 ora  – 23 marzo 2017    di Elisa Sola

«Quando ho sentito che lo assolvevano, è come avere subito violenza una seconda volta. Sono stata a casa cinque giorni a piangere. Mi sono sentita vuota. Adesso la cosa che mi fa più male è non essere stata capita da quelle giudici». Non trattiene le lacrime Laura, la giovane donna che lavora alla Croce rossa che deve fare i conti con le motivazioni di una sentenza che definisce “inverosimili” le sue accuse di stupro nei confronti di un ex collega perché, per fermarlo, gli avrebbe detto “solo basta”, senza “gridare” o “tradire emotività”. Dopo aver ascoltato il dispositivo della corte, Laura era svenuta. Fuori dall’aula. L’avevano soccorsa i colleghi venuti a darle supporto e l’ex moglie dell’imputato, in fase di divorzio, che l’aveva abbracciata prima che crollasse a terra. Oggi Laura è seduta nello studio della sua legale, Virginia Iorio, che sfogliando le carte non si trattiene: «Questa è una sentenza d’altri tempi. Questo processo non può prescindere dal profilo psicologico della vittima. Si è dato per scontato che tutti abbiamo le stesse reazioni in situazioni simili. Ha dell’incredibile».

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RIUNIONE DEL COMITATO 6 aprile 2017 ore 21

21 marzo 2017

La prossima riunione del Comitato SeNonOraQuando? – Torino si terrà giovedì 6 aprile  2017  alle ore 21 presso la Sede di Via Cernaia 30 (suonare Libertà e Giustizia) con questo o.d.g.:

-proiezione film 7 minuti  definizione data e modalità

-idee e suggestioni per la prossima iniziativa SNOQ? Torino

-8 marzo riflessioni sull’iniziativa di Non una di meno – Sciopero delle donne  8 marzo

-report della nostra partecipazione ai convegni di Trento “Oltre le scollature” e Milano Ufficio del Parlamento europeo”Donne, Europa, economia, empowerment,”

-Salone del Libro: aggiornamenti dei progetti
Progetto Potere alla parola – Uso e non getto

-Pubblicazione sul sito di un progetto di foto scrittura sociale al femminile.

Vi aspettiamo!

Ad essere imbarazzante è il video articolo.

Pubblichiamo la lettera che una giovane donna ha inviato a Francesco Merlo, autore di un video articolo pubblicato su Repubblica.it il 16 marzo dal titolo : ”Imbarazzante Angelina alla London School of Economics” e che per il momento è rimasta senza risposta.

Gentile dottor Merlo,

Le scrivo in merito a un Suo video-articolo apparso ieri su Repubblica.it dedicato ad Angelina Jolie e alla sua visiting professorship a LSE. Ho trovato il suo video-articolo offensivo, sessista e misogino. Se ha un attimo di tempo la prego di leggere la mia email. 

 

Sono una giovane donna e sono stufa di indignarmi almeno una volta al giorno per un qualche articolo sessista o per un commento fattomi sul lavoro o da un uomo per strada. Articoli come il Suo perpetuano un maschilismo che non fa bene alla società. Per questo le ho elencato qui di seguito tutti i passaggi sessisti che, a mio avviso, sono presenti nel suo video-articolo, perché è evidente che lei non se ne è accorto.  

 

All’inizio del video Lei afferma che ‘piacerebbe a tutti averla [Angelina] come insegnante non certo per imparare ma per sognare […] ed è per questo, per far pazziare gli studenti che l’hanno chiamata.’ Iniziamo già male. Angelina Jolie è di certo una bellissima donna, ma è innegabile che sia stata scelta da LSE per via del suo grande impegno umanitario. Come Lei già sicuramente sa, Angelina Jolie lavora con le Nazioni Unite (UNHCR per la precisione) dal 2001 – quindi da ben 16 anni – ha partecipato in diverse missioni in tutto il mondo (Sierra Leone, Pakistan, Turchia, Kenya, Ecuador, Sudan, Siria, Iraq…). Pertanto paragonarla a persone come Schettino e Platinette è del tutto inadeguato e offensivo. Inoltre, la Jolie non è l’unica ad essere stata invitata quest’anno dal Centro per le Donne, la Pace e la Sicurezza di LSE. Insieme a lei sono stati invitati Jane Connors, Direttore del International Advocacy di Amnesty International Geneva, Rt Hon The Lord William Hague, ex Segretario di Stato per gli Affari Esteri del Regno Unito (con il quale la Jolie collabora da anni sempre per combattere le violenze sessuali in guerra), e Madeleine Rees OBE, Segretario Generale del Women’s International League for Peace and Freedom. Tutt’altro che incompetenti. 

 

 

La Jolie ha deciso di parlare a LSE dell’impatto della guerra sulle donne, e delle violenze sessuali come strumento di guerra. È certamente possibile tuttavia che il contenuto del suo discorso possa essere stato non all’altezza di una lezione dell’LSE, ma se così fosse mi sarei aspettata una critica nel merito, cosa del tutto assente nel video.

 

Inoltre, per illustrare la grandezza di LSE, o come dice Lei ‘il luogo alto del sapere di un paese che è stato l’anima del mondo’, ha scelto di elencare 9 uomini. Lei è al corrente che LSE accetta anche donne, vero? Basta un velocissimo controllo su Google per trovare i nomi degli Alumni di LSE e fra di questi ci sono anche molte donne illustri. Per esempio: Kim Campbell (altro PM Canadese), Margarethe II di Danimarca, Janet Yellen (Presidente della Federal Reserve) e Janet Coleman (Professore Emeritus a LSE in Storia del Pensiero Antico e Medievale). Perché non dare risalto anche a loro? Anziché contrapporre, come nel suo video, grandi uomini intellettuali a una donna, una bella attrice incompetente, scelta solo per una ‘monelleria scientifica’? Si rende conto che questo linguaggio è avvilente?

 

 

Terzo punto: il confronto fra il nome del centro di LSE – Donne, Pace e Sicurezza – con i titoli delle commedie all’italiana è incredibilmente inappropriato. Angelina Jolie è stata invitata per parlare di un tema sensibile e gravissimo, quale è lo stupro come strumento di guerra, e lei lo paragona alla commedia all’italiana? Inserendo oltretutto una scena di un film con Sophia Loren mezza nuda e Marcello Mastroianni che fa il ‘wolf whistle’? 

 

In conclusione, la vita privata della Jolie non ha nulla a che vedere con l’invito a parlare a LSE. Quindi basta per favore con commenti sulla sua bellezza, sul suo divorzio, le mastectomie e le droghe, perché non centrano nulla con la sua visiting professorship. Sopratutto se accompagnati da immagini provocanti con il lecca lecca in bocca. E per finire, non si impara l’economia dalla Jolie perché ‘è bella da vedere e da ascoltare, senza trucco e senza lifting’. Innanzitutto perché la sua lezione non aveva a che fare con l’economia in senso stretto e poi perché la bellezza di Angelina Jolie non è il punto focale. Lei non direbbe queste cose se si trattasse di un uomo, quindi La prego, non le dica di una donna – sopratutto quando fuori contesto, non stiamo parlando di un servizio di moda. 

 

 

Siamo nel 2017, le donne in molti paesi del mondo non hanno ancora gli stessi diritti degli uomini, non guadagniamo quanto loro e tante volte veniamo giudicate per l’apparenza e non per le nostre capacità. Le chiedo quindi di pensare a queste cose quando scriverà altri articoli. Quei 2.20 minuti del suo video li poteva gestire molto meglio, si potevano dedicare al tema e alle argomentazioni della lezione della Jolie che, se non convincenti, potevano essere criticate in un modo più degno. 

 

  

La ringrazio per l’attenzione. 

 

Distinti saluti, 

 

Lorenza Gay