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Che libro metto in valigia?

Che libro metto in valigia?Per quelle di voi che ancora devono partire ecco i consigli di Cinzia Ballesio per le vostre letture estive Orna Donath ...

La maternità è sopravvalutata. Parola di mamma.

La maternità è sopravvalutata. Parola di mamma.FuoriLogo 10 agosto 2015 Adesso basta. Ve lo buco questo elogio sperticato della maternità. E ve lo buco proprio perché sono ...

Il Jobs Act del lavoro autonomo

Il Jobs Act del lavoro autonomoin.Genere      29 luglio 2017        Rosita Zucaro Cosa cambia per lavoratrici e lavoratori autonomi in termini di ...

Andiamo in vacanza!

11 agosto 2017

Anche il sito di SeNonOraQuando?-Torino merita qualche giorno di riposo!
Ci rivediamo a settembre con proposte, progetti e informazioni aggiornate.
Buone vacanze!!!

Che libro metto in valigia?

Per quelle di voi che ancora devono partire ecco i consigli di Cinzia Ballesio per le vostre letture estive

Orna Donath – Pentirsi di essere Madri    ed.Bollati Boringhieri

Una lettura che, attraverso interviste a ventitrè donne di età ed esperienze differenti, indaga la maternità sfidando un tabù: la scelta di non avere figli o il pentimento per averli avuti. Un’indagine sociologica che esce dal dibattito degli specialisti ed offre a chiunque sia interessato al tema della genitorialità una indagine su un sentire sociale  che esiste ma nessuno vuole vedere. Una riflessione  sulla sacralizzazione della maternità che non ammette  scelte diverse, anzi determina ancora oggi stigmatizzazione sociale e una severa colpevolizzazione per chi sceglie di non essere madre o osa mettere in discussione  “l’istinto” materno.

 

Un altro titolo sulla genitorialità

Serena Marchi – Mio Tuo, Suo, Loro- Donne che partoriscono per altri, ed.Fandango

Il lungo lavoro di una giornalista che ha percorso 33.613 kilometri in giro per il mondo per incontrare ed ascoltare donne che prestano il loro utero e una parte della loro vita per partorire figli di altri: per soldi, per interesse, per altruismo, per amicizia…

Un puzzle di esperienze e realtà per dare “la giusta centralità alla scelta della donna, qualunque essa sia. Anche se non è la scelta che avremmo fatto noi”

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La maternità è sopravvalutata. Parola di mamma.

FuoriLogo 10 agosto 2015

Adesso basta. Ve lo buco questo elogio sperticato della maternità. E ve lo buco proprio perché sono una mamma.

Sono una mamma. Ma anche un’incredibile polemica, una curiosa appassionata, una lettrice instancabile, una collezionista di sogni, una caffeinomane, una cinica necessitata, una piangiona improvvisa, una cuoca versatile, un’amante delle passeggiate sul fiume.

Sì, potrei annoiarvi ore ed ore spiegandovi che io non sono solo una mamma. La mia vita è piena di molte altre sfumature e modi di essere. Mi ha sempre dato fastidio essere identificata solo come “la mamma di X”. Come se il parto ti rendesse un corpo unico con l’essere che hai messo al mondo. Mi fanno paura le simbiosi e detesto le fusioni. Solo nella somma dell’individualità si apprezza la complessità dell’essere. Non è l’appiattimento, la chiave della felicità. E se questo vale in ogni relazione, vale ancor di più in quella genitoriale.

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Gli ultimi dati Istat parlano di un tasso di occupazione femminile al 48,8%, un record storico per l’Italia. Ecco perché in tempi di crisi crescono le occupate

in.Genere  4 agosto 2017             – Redazione

L’Italia non ha mai visto così tante donne nel mercato del lavoro. La notizia arriva dall’Istat che ha appena reso pubblici gli ultimi dati su occupazione e disoccupazione. Secondo le stime dell’istituto, a giugno 2017 il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 48,8%. Un record storico: nonostante sia ancora molto distante dalla media europea (65,3%) si tratta della percentuale più alta registrata nel nostro paese dal 1977, anno in cui l’Istat ha iniziato a diffondere i dati sull’occupazione.

Segno di un Jobs Act che funziona? Di un raggiunto consolidamento della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro? A dispetto dei commenti più affrettati, alcuni entusiasti, altri fin troppo cauti, ma tutti limitati dallo scarso dettaglio delle note Istat, le cifre registrate sembrano confermare più che altro tre  processi di fondo.

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Il Jobs Act del lavoro autonomo

in.Genere      29 luglio 2017        Rosita Zucaro

Cosa cambia per lavoratrici e lavoratori autonomi in termini di conciliazione tra vita e lavoro. Le novità in materia di congedi parentali e maternità

La legge n.81 del 2017, “Misure per la tutela del lavoro autonomonon imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”, ha ampliato le tutele per le lavoratrici e i lavoratori autonomi, oltre a fornire una cornice normativa allo smart working[1].

Dopo il Jobs Act del lavoro dipendente, che nel 2015 ha esteso le tutele in materia di genitorialità, maternità soprattutto, la normativa qui in commento interviene sullo stesso versante per quanto attiene gli autonomi. Con tale provvedimento legislativo, quindi, si cerca di ridurre, almeno in parte, la distanza in termini di conciliazione vita-lavoro tra lavoro dipendente e autonomo.

La legge delega il governo ad adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento un decreto legislativo volto ad ampliare le prestazioni di maternità riconosciute alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata. Nello specifico, al fine di incrementare le prestazioni legate al versamento della contribuzione aggiuntiva per gli iscritti alla gestione separata, il governo dovrebbe ridurre i requisiti di accesso alle prestazioni di maternità, incrementando il numero di mesi precedenti al periodo indennizzabile entro cui individuare le tre mensilità di contribuzione dovuta, nonché introduzione di minimali e massimali per le medesime prestazioni.

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