Il nuovo Consiglio Superiore di Sanità non rispetta la parità di genere

Il nuovo Consiglio Superiore di Sanità non rispetta la parità di genereSe non ora quando? è fortemente critico al riguardo delle affermazioni della ministra Grillo, giustificative delle poche nomine femminili nel ...

Anja Rubik, la modella che sfida il governo polacco sul sesso sicuro

Anja Rubik, la modella che sfida il governo polacco sul sesso sicuroIl Mondo                            Chiara Piselli - 10/02/201914:39 #Sexedpl è un ...

Convegno  " Il linguaggio sessista e l'odio on line": obiettivo raggiunto! A piccoli passi si cambia la cultura sessista della società

Convegno  Laura Onofri Pubblichiamo  una lettera che abbiamo ricevuto dopo il Convegno  " Il linguaggio sessista e l'odio on line"  di venerdì ...

Il nuovo Consiglio Superiore di Sanità non rispetta la parità di genere

13 Febbraio 2019

Se non ora quando? è fortemente critico al riguardo delle affermazioni della ministra Grillo, giustificative delle poche nomine femminili nel nuovo CSS.

Sabato, 09/02/2019 – La ministra della Salute Giulia Grillo ha così motivato la scelta di sole 3 donne, al posto delle 14 presenti nel precedente Consiglio Superiore di Sanità da lei azzerato: “Non ho guardato al sesso, noi come movimento politico non siamo per le quote rosa. Conta la capacità, che prescinde dall’essere maschio o femmina. Per quanto mi riguarda, preferirei essere selezionata su questa base e non per genere”.

E così, con una frase, la ministra ha tentato di cancellare dalla storia politica italiana decenni di impegno profuso da associazioni femministe e femminili, movimenti e singole donne per tentare di incrinare il soffitto di cristallo, che ancora oggi impedisce all’Italia di raggiungere i livelli degli altri Paesi europei impegnati a colmare il divario tra uomini e donne, attraverso politiche idonee. Difatti, secondo autorevoli statistiche l’Italia in fatto di uguaglianza di genere è 82esima, su 144 nazioni prese in esame.

Ma la ministra Grillo non crede alla necessità di politiche di genere. Silente fin qui su importanti questioni che riguardano la salute delle donne, oggi ci fa sapere che in Italia ad una donna basti essere competente per fare carriera o rivestire ruoli istituzionali. Sembrerebbe, quasi, che la titolare del ministero della Sanità, puntando teoricamente solo sulla capacità delle singole donne, come modalità di selezione per raggiungere determinati traguardi professionali, e poi in pratica premiando di più gli uomini, stia dando delle incompetenti a tante donne che faticano ad emergere, non per personali incapacità ma, ad esempio, a causa dei gravi oneri che su di loro ricadono per la cura dei propri cari. Leggi il resto »

Anja Rubik, la modella che sfida il governo polacco sul sesso sicuro

Il Mondo                            Chiara Piselli – 10/02/201914:39

#Sexedpl è un progetto per promuovere l’educazione sessuale in Polonia dove il governo attua politiche ultra-conservatrici in tema di aborto, fecondazione assistita e sulla possibilità che le donne lavorino

Anja Rubik è una delle indossatrici più famose al mondo e, nel suo paese natale, promuove da tempo una campagna per l’educazione sessuale. Una sfida che probabilmente vale doppio visto che la Polonia continua ad attuare politiche ultra-conservatrici in campo sociale. La supermodella polacca, 35 anni, ha dunque deciso di sfidare il partito Legge e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski a suon di video: quattordici clipche spiegano ai giovani che cosa sia la sessualità. Contenuti di immagini e parole in cui vengono affrontati, con la semplicità del linguaggio colloquiale giovanile, temi come il sesso sicuro, la contraccezione e tutte le precauzioni da prendere contro malattie veneree. Leggi il resto »

Convegno  ” Il linguaggio sessista e l’odio on line”: obiettivo raggiunto! A piccoli passi si cambia la cultura sessista della società

6 Febbraio 2019

Laura Onofri

Pubblichiamo  una lettera che abbiamo ricevuto dopo il Convegno  ” Il linguaggio sessista e l’odio on line”  di venerdì 1 febbraio organizzato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte.

Non solo perchè ci dà una spinta a proseguire il lavoro che, ormai dal marzo 2015, quando lanciammo la campagna “Donne con la A” è uno de nostri obiettivi per abbattere le discriminazioni ancora presenti nel nostro Paese , plasticamente  rappresentate dalle discriminazioni linguistiche.

Ma perchè siamo convinte  che il mondo potrà essere migliore solo se riusciremo a vivere in una società dove c’è una reale parità che avverrà solo se i cambiamenti culturali saranno profondi, proprio a partire dal linguaggio.

Anche un convegno può servire a cambiare la cultura, questo  è riuscito a far riflettere un pubblico attento (oltre 400 persone), sul tema del linguaggio corretto dal punto di vista del genere e del linguaggio sessista on line.

Cara Laura,
sono a complimentarmi per l’ottima riuscita del convegno di venerdì scorso! Ero molto dubbiosa se venire ed ora ne sono entusiasta: le relazioni sono state chiarissime ed interessanti ed le relatrici e relatori molto comunicativi. Risultato: ho imparato un sacco di cose!
Ed è su ciò che voglio condividere con te e con tutta l’organizzazione alcuni pensieri:
per la prima volta nella mia vita mi sono sono resa conto che io uso il “maschile inclusivo” come se fosse normale. Ho 56 anni ed a scuola ho imparato che  esiste “la maestra, la infermiera, il dottore e l’avvocato”. Ho anche pensato che l’uso del femminile fosse una forzatura o comunque non indispensabile (ci sono problemi più grandi). Oggi, grazie al tuo e vostro impegno, ho un’altra consapevolezza e seppure non escludo che scivolerò ancora col maschile inclusivo, sento che  ci farò molta, ma molta  più attenzione, perchè l’immaginario conta e se sei una bimba degli anni ’60 come me, rischi di rimanerci imprigionata. Ed infatti io ho fatto le magistrali e poi ho scelto un mestiere  “storicamente femminile” tanto che ancora oggi quando parlo in pubblico racconto “delle” assistenti sociali, ricevendo una marea di critiche dall’uditorio maschile. Questo per dirti che i maschi sanno molto più di noi, difendere la propria identità e nel mio caso hanno perfettamente ragione.