CHI HA UCCISO MIO PADRE

di Édouard Louis / regia Daria Delflorian, Antonio Tagliarini / con Francesco Alberici dal 15 al 17 maggio Teatro ...

Sul disegno di legge Zan

Studi sulla questione criminale 6 maggio 2021 - Tamar Pitch Riceviamo e pubblichiamo un attualissimo commento di Tamar Pitch, ...

RASSEGNA Stampa SNOQ? -Torino aprile 2021

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Ursula Hirschmann - Come in una giostra

Ursula Hirschmann (Berlino 1913 - Roma 1991) svolge un ruolo intellettuale e politico in condizioni burrascose. Ebrea, lascia la sua ...

CHI HA UCCISO MIO PADRE

12 Maggio 2021

di Édouard Louis / regia Daria Delflorian, Antonio Tagliarini / con Francesco Alberici

dal 15 al 17 maggio Teatro ASTRA Torino

Nelle pagine di Edouard Louis uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Una «lettera al padre» in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia, un aspetto della dominazione.
Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona e vuole raccontare la storia di tutti attraverso la storia di uno solo.

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Sul disegno di legge Zan

6 Maggio 2021

Studi sulla questione criminale 6 maggio 2021 – Tamar Pitch

Riceviamo e pubblichiamo un attualissimo commento di Tamar Pitch, direttrice della rivista Studi sulla questione criminale, sul dibattito in merito al disegno di legge Zan. Ringraziamo Tamar per il prezioso contributo!

Io non sono una fan della moltiplicazione dei reati e tantomeno dell’uso del diritto penale per il suo potenziale simbolico (e pedagogico). Dunque, ho storto il naso anche per la legge Mancino sulla criminalizzazione dei discorsi d’odio e di incitazione alla violenza per motivi razziali, etnici o nazionali. Però, questi reati ci sono già in parecchi ordinamenti, e l’estensione di questa criminalizzazione ai discorsi d’odio per orientamento sessuale e identità di genere (così, testualmente, chiamata in vari documenti) è stata richiesta più volte da organismi internazionali (cfr. per esempio, al Report of the Independent Expert on protection against violence and discrimination based on sexual orientation and gender identity, UN General Assembly, 12 July 2018, o la Risoluzione adottata dal Consiglio dei diritti umani, 30 giugno, 2016, intitolata Protection against violence and discrimination based on sexual orientation and gender identity).  E poi, forse, talvolta, il potenziale simbolico e pedagogico del diritto può venir utile: la violenza e il bullismo verso chi è percepito/a come omosessuale o transgender è in Italia una vera piaga, ed io apprezzo che questo ddl instauri una giornata contro l’omolesbotransfobia, soprattutto se in questa giornata di tutto questo si parlerà nelle scuole.

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RASSEGNA Stampa SNOQ? -Torino aprile 2021

4 Maggio 2021

RASSEGNA Stampa SNOQ? -Torino aprile 2021

29 aprile 2021 The Vision Jennifer Guerra Perché dovresti conoscere Laura Conti, la donna che aprì la strada per il diritto all’aborto

28 aprile 2021 La Repubblica Carlotta Rocci “Break the silence”, piazza Castello ricoperta di jeans contro la violenza sulle donne

28 aprile 2021 ANSA Usa: stretta in Arizona, vietati aborti per anomalie genetiche Carcere per chi li effettua, ‘c’è valore in ogni vita’

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Ursula Hirschmann – Come in una giostra

2 Maggio 2021

Ursula Hirschmann (Berlino 1913 – Roma 1991) svolge un ruolo intellettuale e politico in condizioni burrascose. Ebrea, lascia la sua città all’avvento del nazismo, vive a Parigi a contatto col mondo degli esuli.
Sposa il filosofo ebreo e antifascista Eugenio Colorni, condivide con lui il confino, e sarà tra i protagonisti della
stesura del Manifesto di Ventotene e della sua diffusione. Dopo la tragica morte di Colorni vivrà la sua vita con
Altiero Spinelli, uniti in un potente rapporto amoroso, condividendo il progetto di una Europa federale, capace di superare nazionalismi e abbattere muri.

Nel 1975 costituisce a Bruxelles “Femmes pour l’Europe”. Una emorragia cerebrale le toglie l’uso della parola, ma con la sua tenacia saprà riacquistarla. Madre di sei figlie, vive con passione la sua esistenza, dichiarandosi con coerenza
senza patria. Una vita come in una giostra: gioco, vertigine, meraviglia, stupore.
Rappresentata spesso solo nel ruolo di moglie e musa ispiratrice, la sua vita è affermazione di autonomia, irriducibilità, coraggio e sfida.


L’autrice ci offre una nuova storia al femminile che attraversa il Novecento europeo, con una scrittura densa,
originale, creativa, empatica, capace di riconoscere la complessità, l’autorevolezza del suo pensiero e del suo impegno, rivelando aspetti intimi con delicatezza, dialogando con essa e con tante altre figure che l’hanno incontrata. Ne emerge una costellazione di storie inedite e uniche. Un racconto di erramento, sconfinamenti, inattese conseguenze, che riaffiora dopo tanto oblio.

L’autrice
Marcella Filippa vive a Torino. Direttrice della Fondazione Nocentini, storica, saggista, traduttrice, giornalista pubblicista, vincitrice di numerosi premi letterari, ha curato mostre, sceneggiature di documentari, collabora con prestigiosi istituti culturali internazionali. Ha contribuito con le sue riflessioni alla conoscenza di
figure femminili europee come Etty Hillesum, Milena Jesenská, Marianne Golz Goldlust. Collabora a Enciclopedia delle donne. Molti i contributi in volumi collettanei da lei curati. Tra le sue pubblicazioni in Italia e all’estero Avrei capovolto le montagne, Dis-crimini, La morte contesa, Donne a Torino nel Novecento, Rita Levi Montalcini, Tina Anselmi.