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Medicina di genere. Lo speciale di The Lancet

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Il nuovo Consiglio Superiore di Sanità non rispetta la parità di genere

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Anja Rubik, la modella che sfida il governo polacco sul sesso sicuro

Il Mondo                            Chiara Piselli – 10/02/201914:39

#Sexedpl è un progetto per promuovere l’educazione sessuale in Polonia dove il governo attua politiche ultra-conservatrici in tema di aborto, fecondazione assistita e sulla possibilità che le donne lavorino

Anja Rubik è una delle indossatrici più famose al mondo e, nel suo paese natale, promuove da tempo una campagna per l’educazione sessuale. Una sfida che probabilmente vale doppio visto che la Polonia continua ad attuare politiche ultra-conservatrici in campo sociale. La supermodella polacca, 35 anni, ha dunque deciso di sfidare il partito Legge e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski a suon di video: quattordici clipche spiegano ai giovani che cosa sia la sessualità. Contenuti di immagini e parole in cui vengono affrontati, con la semplicità del linguaggio colloquiale giovanile, temi come il sesso sicuro, la contraccezione e tutte le precauzioni da prendere contro malattie veneree. Leggi il resto »

Convegno  ” Il linguaggio sessista e l’odio on line”: obiettivo raggiunto! A piccoli passi si cambia la cultura sessista della società

6 Febbraio 2019

Laura Onofri

Pubblichiamo  una lettera che abbiamo ricevuto dopo il Convegno  ” Il linguaggio sessista e l’odio on line”  di venerdì 1 febbraio organizzato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte.

Non solo perchè ci dà una spinta a proseguire il lavoro che, ormai dal marzo 2015, quando lanciammo la campagna “Donne con la A” è uno de nostri obiettivi per abbattere le discriminazioni ancora presenti nel nostro Paese , plasticamente  rappresentate dalle discriminazioni linguistiche.

Ma perchè siamo convinte  che il mondo potrà essere migliore solo se riusciremo a vivere in una società dove c’è una reale parità che avverrà solo se i cambiamenti culturali saranno profondi, proprio a partire dal linguaggio.

Anche un convegno può servire a cambiare la cultura, questo  è riuscito a far riflettere un pubblico attento (oltre 400 persone), sul tema del linguaggio corretto dal punto di vista del genere e del linguaggio sessista on line.

Cara Laura,
sono a complimentarmi per l’ottima riuscita del convegno di venerdì scorso! Ero molto dubbiosa se venire ed ora ne sono entusiasta: le relazioni sono state chiarissime ed interessanti ed le relatrici e relatori molto comunicativi. Risultato: ho imparato un sacco di cose!
Ed è su ciò che voglio condividere con te e con tutta l’organizzazione alcuni pensieri:
per la prima volta nella mia vita mi sono sono resa conto che io uso il “maschile inclusivo” come se fosse normale. Ho 56 anni ed a scuola ho imparato che  esiste “la maestra, la infermiera, il dottore e l’avvocato”. Ho anche pensato che l’uso del femminile fosse una forzatura o comunque non indispensabile (ci sono problemi più grandi). Oggi, grazie al tuo e vostro impegno, ho un’altra consapevolezza e seppure non escludo che scivolerò ancora col maschile inclusivo, sento che  ci farò molta, ma molta  più attenzione, perchè l’immaginario conta e se sei una bimba degli anni ’60 come me, rischi di rimanerci imprigionata. Ed infatti io ho fatto le magistrali e poi ho scelto un mestiere  “storicamente femminile” tanto che ancora oggi quando parlo in pubblico racconto “delle” assistenti sociali, ricevendo una marea di critiche dall’uditorio maschile. Questo per dirti che i maschi sanno molto più di noi, difendere la propria identità e nel mio caso hanno perfettamente ragione.

Aborto, mozione per “la vita” dal consiglio regionale della Liguria

Ecco un altro tassello di un disegno ormai chiaro: smantellare con mozioni, o.d.g. proposte di legge quella che è la legge  più emblematica dell’autodeterminazione delle donne: la Legge 194

La Repubblica  5 febbraio 2019

Votata dal centrodestra, contrario il Pd, si astengono i 5 Stelle

A maggioranza il consiglio regionale della Liguria stamani a Genova ha approvato una mozione che impegna la Giunta Toti a “attuare la parte a tutela della maternità della legge 194 per salvaguardare la vita”. Sono stati 17 i voti favorevoli (centrodestra), 6 i contrari (Pd) e 5 gli astenuti (M5S e Rete a Sinistra-LiberaMente Liguria) alla proposta del capogruppo FdI Matteo Rosso mirata a far sì che “vengano attuate tutte le azioni riportate dalla legge 194/78”.
“La legge 194 è conosciuta e considerata come la legge sull’aborto ma ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne”, ha detto il capogruppo di FdI Matteo Rosso, che ha proposto la mozione pro vita. “La legge va applicata in toto – hanno replicato le opposizioni -, la mozione dimentica il principio di autodeterminazione delle donne e non rafforza la rete dei consultori pubblici”.

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