Rispondiamo al gravissimo attacco portato alla Convenzione di Istanbul

Rispondiamo al gravissimo attacco portato alla Convenzione di Istanbul IMPORTANTISSIMO e URGENTE. Rispondere entro il 18 aprile ore 12.00 Rispondiamo al gravissimo attacco portato alla Convenzione di Istanbul sottoscrivendo la ...

Le competenze per i CDA e le posizioni apicali ci sono: basta cercarle!

Le competenze per i CDA e le posizioni apicali ci sono: basta cercarle!  Laura Onofri Leggendo il sottotitolo dell'articolo  dell'11 aprile su La Repubblica (edizione di Torino sul caso Finpiemonte,) si rimane perplessi dalle dichiarazioni ...

H OPEN WEEK - Conosci previeni cura

H OPEN WEEK - Conosci previeni cura 16-22 aprile 2018 In occasione della 3a Giornata Nazionale della Salute della DonnaOnda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di ...

Aborto. Gallo/Parachini (Coscioni) e Pompili (Amica): “Da Provita bugie e disinformazione prive di evidenza scientifica”

Aborto. Gallo/Parachini (Coscioni) e Pompili (Amica): “Da Provita bugie e disinformazione prive di evidenza scientifica”QuotidianoSanità.it -  12 aprile 2018 Arriva dal palco del Congresso mondiale sulla libertà di scienza in corso a Bruxelles la risposta all’appello ...

Parliamo del Congedo di Paternità

Parliamo del Congedo di PaternitàFREEDAMEDIA.IT    -   7 aprile 2018   Jonathan Bazzi A dare il buon esempio di recente è arrivato addirittura il creatore di Facebook. ...

Non torneremo alla clandestinità

11 aprile 2018

Femministerie   7 aprile 2018        – Cecilia D’Elia

Roma ferita due volte in poche ore. Prima il mega manifesto della associazione Provita su via Gregorio VII,  poi, oggi, lo striscione all’ingresso della Casa internazionale delle donne: 194 strage di stato. I caratteri sono quelli noti, usati dall’estrema destra romana.

Si avvicinano i 40 anni della legge che ha legalizzato le interruzioni di gravidanza in Italia, e i toni si riaccendono, le crociate ripartono, le ideologie si rianimano.

Contro una legge che ha consentito negli anni una costante diminuzione del ricorso all’aborto, che è passata indenne attraverso due referendum, una legge che sopravvive nonostante il quotidiano tentativo di boicottarne l’applicazione. Leggi il resto »

Breve storia vera: alla ricerca della coppetta sconosciuta

Femministerie   10 aprile 2018     –  Costanza Bianchi

Qualche mese fa, dopo averci pensato su, ho deciso di acquistare una coppetta per le mestruazioni. Per chi non sapesse cos’è (visto che in Italia non se ne parla ancora granché) si tratta, per l’appunto, di una coppetta in silicone morbido lavabile e riutilizzabile durante il periodo del ciclo mestruale. Alcune amiche mi avevano parlato della loro esperienza in maniera più che positiva e mi sono detta “perché non tentare?”. Devo ammetterlo, i motivi per iniziare ad usarla erano davvero entusiasmanti: la magica coppetta è molto economica (di solito costa intorno ai 19 euro e dura alcuni anni), è estremamente igienica (ad esempio usata al mare o in piscina è assolutamente preferibile agli assorbenti interni) e soprattutto ha un forte impatto ecologico. Lo confesso che l’idea di non produrre più notevoli quantità di rifiuti mi ha dato la spinta decisiva. Per approfondire (o per scoprire) l’impatto ambientale degli assorbenti usa e getta segnalo questo articolo bello ed esaustivo. Per darvi solo un assaggio della quantità di rifiuti prodotti: si stima che una donna nell’arco della sua vita usi circa 12000 assorbenti. Quindi perché non provare (o almeno considerare) soluzioni alternative ed efficaci?

Piena di buoni propositi, decido di andare subito nella farmacia più vicina a casa per procurarmi questo magico dispositivo. Arrivo, mi metto in fila e aspetto il mio turno. Finalmente tocca a me e già mi immaginavo uscire trionfante dal negozio con il mio nuovo splendido acquisto.

“Buonasera, come posso aiutarla?”
“Buonasera, vorrei una coppetta mestruale… Sa quella in silicone”
La farmacista, una donna sulla sessantina, mi guarda perplessa. Prendo coraggio e riformulo la mia richiesta.
“La coppetta mestruale: quella a forma leggermente a campana in silicone morbido. Ho visto su internet che esistono varie marche, ma non ho preferenze. Sa, è la prima volta che ne acquisto una”.
Niente. Nessun segno da parte della signora dall’altra parte del bancone.
Con sguardo un po’ attonito mi risponde: ”E a cosa dovrebbe servire? Va appoggiata sull’assorbente? Guardi, mi dispiace, ma io non l’ho mai sentita nominare questa ‘coppetta’”.
A questo punto faccio un breve résumé sulla coppetta e sul suo uso alla farmacista e poi con gentilezza mi congedo.
Non credevo di aver intrapreso una ricerca così strana e bizzarra.
Ancora determinata e piena di risorse, mi reco nella seconda farmacia più vicina.
Entro, non c’è nessun cliente oltre me, perfetto. Il farmacista, questa volta, è un ragazzo sui 35 anni. Tra me e me penso: non saprà mai cos’è una coppetta mestruale… Però poi mi ricordo che io gli stereotipi li voglio abbattere e, quindi, mi dirigo fiduciosa verso il bancone.
“Buonasera, stavo cercando una coppetta mestruale?”
“Scusi non ho capito cosa cerca…”
Ecco, ci risiamo.
“Avete per caso le coppette mestruali in silicone morbido che dovrebbero sostituire gli assorbenti interni e esterni?”
“Ah, no. Mi dispiace non trattiamo questo tipo di oggetti”.
Non so bene a quale tipo di oggetti si riferisse. Insomma stavo cercando una coppetta mestruale, non un qualche oggetto oscuro per riti esoterici.
In ogni caso anche il secondo tentativo era fallito miseramente.
Nella terza ed ultima farmacia trovo una farmacista molto gentile, ma anche lei all’oscuro di questa misteriosa e ormai leggendaria coppetta. In ogni caso mi propone di provare ad ordinarla, ma io essendomi scoraggiata lascio perdere.

Alla fine la coppetta l’ho trovata (acquistata in un grande supermercato di quelli in cui ti perdi tra gli scaffali, ma almeno non devi confrontarti con nessuno) e posso dire di aver fatto un ottimo investimento. Per me funziona benissimo e mi trovo molto a mio agio. Certo magari non per tutte è la soluzione ideale, ma credo che ci dovrebbe essere più consapevolezza e più facilità nel conoscere e nell’acquistare alternative agli assorbenti interni ed esterni usa e getta.

Il linguaggio sessista è violenza

Laura Onofri

Ormai siamo abituate a tutto. La violenza sessista sul web o sui social è ormai una questione quotidiana e purtroppo proprio questo fa sì che spesso ci scivoli addosso senza neanche più creare indignazione.

La frase pronunciata da Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria è veramente terribile: “La porta è come una donna, va penetrata non discussa” non solo perchè accosta una donna ad un oggetto, ma per la rappresentazione della penetrazione che, in quel contesto,  fa pensare ad uno stupro e quindi sembra quasi un incitamento alla violenza. Leggi il resto »

Per una riaffermazione del principio di equità nella regolamentazione dei rapporti post-coniugali

10 aprile 2018

La Stampa 10 aprile 2018

Il 10 aprile le Sezioni Unite della Corte di cassazione si esprimeranno sul parametro del «tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio», al quale da quasi trent’anni si è rapportata la giurisprudenza in relazione al diritto all’assegno divorzile, messo in crisi dalla Prima Sez. Civ. della Cassazione con la sentenza n. 11504 del 2017.

Leggi il resto »

MAKTOUB, E’ SCRITTO NEL DESTINO. LA COMPLESSA REALTA’ DELL’ISLAM IN ITALIA

in collaborazione con SeNonOraQuando? Torino

 

MAKTOUB, E’ SCRITTO NEL DESTINO.  LA COMPLESSA REALTA’ DELL’ISLAM IN ITALIA

Elena Perlino, fotografa italiana residente a Parigi, che collabora con riviste nazionali e internazionali e le cui immagini sono state esposte a Arles, Perpignan, Parigi, Napoli, Singapore, ha pubblicato il libro di fotografie e testimonianze “Maktoub. Islam d’Italia” (Ed. Cibele, con il sostegno di Open Society Foundations e Lettera 27).

Lo presenterà a Torino il 19 aprile, ore 21, Circolo dei Lettori  – via Bogino 9, Sala Gioco Leggi il resto »