Deve finire l’ipocrisia sessuale in Marocco

Le Monde 23 settembre 2019 Editoriale. Traduzione a cura di Laura Recrosio e Eleonora Data

L’appello di 470 cittadini per l’abrogazione delle leggi contro l’interruzione di gravidanza e le relazioni sessuali fuori dal matrimonio giunge al momento giusto.

La condizione delle donne è sovente un buon indice della salute di una società e dello qualità di un regime politico. La condizione delle donne marocchine riflette al tempo stesso la notevole vitalità di un paese, in cui sempre più donne accedono a compiti di responsabilità, e un sistema ipocritamente ossessionato dalla verginità, dove la libertà di costumi serve come pretesto per regolamenti di conti politici.

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Verona, cartelli anti-abortisti e pro-family in una scuola pubblica: «La pillola deresponsabilizza»

OPEN      Redazione – 09/04/2019

Lo rivela l’Espresso: un Istituto tecnico Veronese ospita una «mostra» di cartelloni anti-abortisti e a favore della famiglia tradizionale

A Verona si è concluso il Congresso Mondiale delle Famiglie, ma i temi trattati dai relatoricontinuano a essere d’attualità nella provincia veneta. Nei corridoi dell’istituto tecnico Dal Cero, a San Bonifacio, sono stati affissi dei manifesti che definiscono la pillola del giorno dopo «deresponsabilizzazione» e chiamano l’aborto «un dramma».

Lo rivela il settimanale l’Espresso, che pubblica insieme alle foto dei cartelloni anche quella di una circolare con cui la preside della scuola invita i docenti a «valorizzare tale iniziativa» coinvolgendo i ragazzi. L’«iniziativa» in causa è una mostra promossa dal centro di aiuto alla vita del “Movimento per la vita”, che installa da anni nell’atrio della scuola i ventisette pannelli in questione, per un mese e mezzo.

L’esposizione pone al centro la «famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, centro e cuore della civiltà dell’amore». Uno dei poster è intitolato «siamo stati tutti embrioni» e spiega che «l’essere umano va rispettato e trattato come una persona sin dal suo concepimento».  Leggi il resto »

Aborto, mozione per “la vita” dal consiglio regionale della Liguria

Ecco un altro tassello di un disegno ormai chiaro: smantellare con mozioni, o.d.g. proposte di legge quella che è la legge  più emblematica dell’autodeterminazione delle donne: la Legge 194

La Repubblica  5 febbraio 2019

Votata dal centrodestra, contrario il Pd, si astengono i 5 Stelle

A maggioranza il consiglio regionale della Liguria stamani a Genova ha approvato una mozione che impegna la Giunta Toti a “attuare la parte a tutela della maternità della legge 194 per salvaguardare la vita”. Sono stati 17 i voti favorevoli (centrodestra), 6 i contrari (Pd) e 5 gli astenuti (M5S e Rete a Sinistra-LiberaMente Liguria) alla proposta del capogruppo FdI Matteo Rosso mirata a far sì che “vengano attuate tutte le azioni riportate dalla legge 194/78”.
“La legge 194 è conosciuta e considerata come la legge sull’aborto ma ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne”, ha detto il capogruppo di FdI Matteo Rosso, che ha proposto la mozione pro vita. “La legge va applicata in toto – hanno replicato le opposizioni -, la mozione dimentica il principio di autodeterminazione delle donne e non rafforza la rete dei consultori pubblici”.

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Legge 194. Relazione nuova, approccio vecchio

Quotidiano.sanità.it   21 gennaio 2019

Gentile Direttore,
qualche giorno fa è stata presentata la relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge 194, che conferma la tendenza alla riduzione dei tassi di abortività e del numero delle IVG/anno; nel 2017 sono state 80.733. In particolare, la relazione ministeriale evidenzia la peculiarità tutta italiana dell’andamento dei tassi di abortività (1): quasi ovunque dopo la legalizzazione si ha una diminuzione progressiva, seguita da un plateau che si mantiene negli anni; in Italia, al contrario, dal 2005, i tassi di abortività diminuiscono significativamente di anno in anno.

Nella relazione si attribuisce tale riduzione ad una serie di fattori, primi fra tutti l’eliminazione dell’obbligo di prescrizione medica dei contraccettivi di emergenza per le maggiorenni, nonché l’aumento dell’uso di contraccettivi e l’“uso estensivo del profilattico” per le minorenni.
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Aborti in calo: scendono sotto quota 81mila.

Quotidianosanità.it   18 gennaio 2019  – Ester Maragò

Si conferma diminuzione di quelli clandestini, merito anche della contraccezione d’emergenza. Lieve flessione dell’obiezione di coscienza. Grillo: “Non ci sono particolari criticità nei servizi”. La Relazione al Parlamento

Nel 2017 le Ivg scendono del 4,9% rispetto all’anno precedente. Dopo un aumento importante nel tempo, le IVG fra le donne straniere si sono stabilizzate e cominciano a mostrare una tendenza alla diminuzione. In calo anche il tasso di abortività tra le minorenni, con livelli più elevati nell’Italia centrale, e la percentuale di IVG ripetute (25.7% nel 2017 contro 26.4% nel 2016).  Grillo: “Su contraccezione emergenza serve una maggiore informazione per evitarne un uso inappropriato”

LA RELAZIONE AL PARLAMENTO

Interruzioni volontarie di gravidanza sempre di più in discesa libera. Nel 2017 sono stati registrarti 80.733 aborti che, non solo confermano il trend in diminuzione del fenomeno, ma con un ulteriore spinta in più: le IVG diminuiscono in misura leggermente maggiore rispetto al 2016 (-4.9% rispetto al dato del 2016 e ben -65.6% rispetto al 1982, anno in cui si è osservato il più alto numero di IVG in Italia (234.801 aborti). Liguria, Umbria, Abruzzo e PA di Bolzano sono le Regioni dove le IVG hanno mostrato un rallentamento importante. Al contrario la PA di Trento è l’unica con un lieve aumento di interventi.
Continua l’effetto “pillola dei 5 giorni dopo” anche nel 2017. E anche quest’anno si conferma l’influsso positivo della contraccezione di emergenza: l’andamento di questi ultimi anni, potrebbe essere almeno in parte collegato alla determina Aifa che ha cancellato l’obbligo di ricetta di ellaOne per le donne maggiorenni. Una ricaduta positiva anche sugli aborti clandestini che sarebbero in calo anche grazie all’arma delle pillole del giorno dopo acquistabili dalle donne maggiorenni senza prescrizione.

Diminuiscono anche i tempi di attesa, anche se con differenze tra regione e regione, e si registra un aumento delle interruzioni nelle prime 8 settimane di gestazione, probabilmente almeno in parte dovuto all’aumento dell’utilizzo della tecnica farmacologica.

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