MANIFESTI DI CHIVASSO: LA CGIL -TORINO CONTRO ATTACCHI ALLA LEGGE 194 E IN DIFESA DELLE DONNE

MANIFESTI DI CHIVASSO: LA CGIL DI TORINO CONTRO I CONTINUI ATTACCHI ALLA LEGGE 194 E IN DIFESA DELLE DONNE, DELLA LORO SALUTE E LIBERTÀ DI SCELTA!

Comunicato Stampa della CGIL Torino

Sono stati affissi a Chivasso alcuni manifesti che associano l’interruzione volontaria di gravidanza alla soppressione di bambini.
La Cgil di Torino condanna fermamente la campagna contro le donne e contro una legge dello Stato, la legge194, che proprio quest’anno celebra il suo quarantennale.
Si tratta di una campagna di disinformazione contro le donne, la loro salute e la loro libertà di scelta e autodeterminazione. La legge 194 è invece una legge che ha dato, e continua a dare – nonostante i ripetuti attacchi – ottimi risultati, sia in termini di prevenzione, sia contro gli aborti clandestini e a favore della salute delle donne e della maternità.
Le istituzioni intervengano con urgenza in merito alla vergognosa campagna  promossa dal movimento per la vita e centro di aiuto alla vita di Chivasso, e il Comune rimuova immediatamente i manifesti, così come è avvenuto in altre città d’Italia. Leggi il resto »

The Global Gag Rule (Regola del bavaglio globale)

Queste informazioni sono state tradotte dal sito Engender Health, organizzazione senza fini di lucro che si occupa di salute riproduttiva nei paesi del terzo mondo e che documenta l’influenza ed i meccanismi di politiche contrarie all’aborto che passano attraverso la gestione e l’erogazione di aiuti da parte degli U.S.A. Viene in particolare analizzato il meccanismo dell “Global gag rule” (regola del bavaglio globale)

The Global gag rule (regola del bavaglio globale) altrimenti nota come “politica di Mexico City”, prevede che ogni organizzazione fuori dai confini nazionali che riceve aiuti dagli U.S.A. non abbia nulla a che fare con l’aborto. Medici, ostetriche ed infermieri/e di queste organizzazioni non potrebbero neanche pronunciare la parola aborto- ed ancor meno organizzare con i propri fondi servizi di interruzione di gravidanza- anche se questi servizi sono erogati in paesi dove l’interruzione di gravidanza è legale o se la donna lo richiede. Le organizzazioni che non si attengono a queste regole perdono i fondi erogati dagli U.S.A., comprese forniture essenziali di contraccettivi.

Fu il Presidente Reagan per primo a stabilire il “Global Gag Rule” nel 1984. Questo fu più tardi revocato dal Presidente Clinton, introdotto nuovamente dal presidente George W. Bush e revocato di nuovo dal Presidente Barack Obama nel 2009. Il presidente Donald J. Trump lo ha ripristinato nel 2017.

Impatto del “Global gag rule”

Sebbene il “The Global Gag Rule” volesse avere l’obiettivo di colpire chi eseguiva gli aborti, ha avuto conseguenze terribili per la salute e la vita delle donne povere e delle loro famiglie anche non avendo nulla a che fare con l’aborto. Leggi il resto »

Lacrime irlandesi: di aborto clandestino non si dovrà più morire

Globalist  27 maggio 2018

Nel paese tradizionalista un referendum ha tolto il divieto di interruzione della gravidanza.

Canti, balli, lacrime e commozione per le strade: il pensiero che di gravidanza non si dovrà più morire, che le donne sono finalmente padrone di decidere sul proprio corpo, questo è il fuoco che ha spinto migliaia di donne irlandesi a scendere in piazza per festeggiare una svolta storica, a festaggiare l’abolizione dell’ottavo emendamento della costituzione con la gioia di chi ha combattutto, ha sofferto ma alla fine è riuscito a vincere.

Rimangono nella memoria i volti di coloro che sono state martiri in questa lotta, come Savita, la donna indiana-irlandese morta di setticemia quando i medici le hanno rifiutato l’interruzione della gravidanza che alla fine l’ha uccisa. Savita è diventata il simbolo di questa lotta e oggi il suo sorriso è più raggiante che mai.

Aborto, tra scelta e diritto

Femministerie    12 maggio 2018  Cecilia D’Elia

Quarant’anni sono una soglia: non ci sono più alibi, si è decisamente nell’età adulta. E tali sono dunque quelle leggi che quest’anno entrano negli “anta”. Due in particolare videro la luce nel maggio del 1978, la legge 180, in tema di “accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, e la legge 194 sulla “tutela della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”. La prima, che fu poi compresa nel testo istitutivo del servizio sanitario nazionale approvato a fine anno, ha posto fine a secoli di abusi e ha promosso una nuova idea di salute e di dignità della persona malata di mente. La seconda ha reso legale, entro certe condizioni, interrompere una gravidanza quando questa leda il diritto alla salute psicofisica della donna. A lei, dopo una pausa di riflessione di sette giorni, spetta la decisione su tale scelta. In entrambi i casi, nel nome del diritto alla salute, vengono meno forme di controllo statale prima in essere. Perché tale era, per esempio, quello che veniva esercitato sul corpo femminile e sulla sua capacità generativa: abortire o costringere una donna ad abortire era all’epoca un reato contro l’integrità e la sanità della stirpe, le cui pene venivano ridotte dalla metà ai due terzi se l’aborto, su donna consenziente o meno, veniva procurato per “causa di onore” (ricordiamo che il delitto d’onore sarà abolito solo nel 1981). Leggi il resto »

Aborto. Gallo/Parachini (Coscioni) e Pompili (Amica): “Da Provita bugie e disinformazione prive di evidenza scientifica”

QuotidianoSanità.it –  12 aprile 2018

Arriva dal palco del Congresso mondiale sulla libertà di scienza in corso a Bruxelles la risposta all’appello lanciato dall’associazione Provita al ministro Lorenzin di diffondere informazioni relative ai danni che l’aborto può causare alla salute delle donne: “Smascherate le tre bugie di Provita”

“La petizione Provita chiede che il ministero della Salute ‘diffonda le informazioni relative ai danni che l’aborto può causare alla salute delle donne’. Di fatto le informazioni che chiedono di diffondere sono bugie o disinformazioni, prive di evidenza scientifica. E le tre bugie dell’Associazione sono state smascherate dal congresso mondiale sulla libertà di scienza” Leggi il resto »