Gian Carlo Blangiardo designato all’Istat, è polemica: “È di parte, non può fare il presidente”

La Repubblica  29 novembre 2018  – Valentina Conte

Il nome designato dal Consiglio dei ministri – il demografo Gian Carlo Blangiardo – solleva perplessità e proteste. I sindacati interni chiedono al Parlamento di bloccare la nomina: “E’ leghista, mette a rischio indipendenza e imparzialità dell’istituto”. Ma lui intanto scrive editoriali e suggerisce politiche per la natalità

Mai designazione fu così tormentata. Il Consiglio dei ministri, su proposta della ministra della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e dopo diffusi rumors estivi, ha indicato lo scorso 8 novembre  Gian Carlo Blangiardo – ordinario di demografia all’università Bicocca di Milano considerato vicino al leader della Lega Matteo Salvini – come successore di Giorgio Alleva alla guida dell’Istat.

Qualche giorno fa l’assemblea della Rsu interna si è schierata contro la nomina. “E’ a rischio l’indipendenza e l’imparzialità della statistica ufficiale”, sostengono i sindacalisti che non lesinano critiche alla “mancata trasparenza” della designazione, improntata a “meri criteri di lottizzazione”. Nel mirino finisce anche l’attività pubblica di Blangiardo: “Partecipa a iniziative della Lega, anche a procedura di nomina già avviata”. Leggi il resto »

Calvino: una risposta a Magris sull’aborto. Ancora oggi attuale!

Ci pare importante pubblicare, in questo momento, la lettera che Italo Calvino, inviò a Claudio Magris nel 1975 in risposta ad un articolo”Gli sbagliati” pubblicato sul Corriere.

Si trattava di un articolo aspro, forte, giudicante e soprattutto: antiabortista. Magris, in tono anche sprezzante, illustrava la sua tesi di contrarietà all’aborto in modo moralistico, ironizzando sulle misure igieniche e lasciando trasparire una non troppo celata misoginia, rinvenibile anche in altri suoi scritti. Leggi il resto »

Aborto. Dopo mozione a Verona, ne arrivano altre a Ferrara e Roma.

QuotidianoSanità.it   20 ottobre 2018   Giovanni Rodriguez

Aborto. Dopo mozione a Verona, ne arrivano altre a Ferrara e Roma. Non una di meno: “Giù le mani dai nostri corpi”

Il 22 ottobre il Consiglio comunale capitolino discuterà una mozione presentata sempre dal Gruppo di Fratelli d’Italia, analoga a quella già approvata a Verona presentata dalla Lega e a quella di Ferrara anch’essa proposta da Fratelli d’Italia. Nel testo romano viene messo in discussione quanto “inapplicato” dalla legge 194 e si dichiara la capitale “città a favore della vita”. Torna la protesta di Non una di Meno per “impedire che la mozione passi”. “I nostri corpi, i nostri desideri non sono negoziabili”.

Prima Verona, poi Ferrara e il prossimo lunedì toccherà a Roma. Il diritto all’aborto viene messo in discussione, a livello comunale, con una serie di mozioni molto simili tra loro presentate da Lega e Fratelli d’Italia.

Tutto è iniziato lo scorso 4 ottobre con l’approvazione a Verona di una mozione a firma del consigliere della Lega nord Alberto Zelger. In occasione del 40° anniversario dell’entrata in vigore della legge 194 del 1978, questa impegnava il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell’aborto con “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale ‘culla segreta’, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali; a proclamare ufficialmente Verona ‘città a favore della vita’”. Leggi il resto »

La legge e il corpo delle donne: la mozione del consiglio comunale di Verona del 27 settembre 2018

Questione Giustizia   –  10 ottobre 2018

di Elisabetta Tarquini
consigliera della Corte d’Appello di Firenze

Non è solo il contenuto della decisione di sostenere associazioni e progetti di una ben precisa connotazione ideologica ad essere preoccupante, ma se possibile lo è ancor di più la motivazione che sorregge la decisione, una motivazione che va per questo letta tutta, comprese le note, che indicano le fonti dei dati che l’amministrazione ha utilizzato, e le correzioni, le parti espunte, che evidentemente non si è avuto animo di conservare, ma che restano comunque ben visibili e danno anch’esse conto del contesto culturale in cui la mozione è maturata

La mozione del consiglio comunale di Verona del 27 settembre scorso che «impegna il Sindaco e la Giunta» a fornire «un congruo finanziamento» ad associazioni cd. pro life, a promuovere un progetto regionale in collaborazione con la Federazione dei movimenti e dei centri di aiuto alla vita e a «proclamare ufficialmente Verona città a favore della vita» merita una compiuta, e preoccupata, lettura. Leggi il resto »

Verona. Ipocrisie e retorica della vita su aborto non aiutano a procedere sulla giusta strada

Quotidiano sanità.it   –   8 ottobre 2018             Sandro M. Viglino   Presidente Agite

In questi anni sono aumentati molto gli aborti clandestini e la motivazione andrebbe ricercata nell’insufficiente o inadeguata applicazione della 194, magari a causa dell’obiezione di coscienza che in alcune regioni sfiora il 100%. Comunque la si giri, non si possono proprio trovare ragioni sensate alla base dei comportamenti dei consiglieri comunali veronesi. Piuttosto bisognerebbe remare tutti dalla stessa parte, diffondendo la cultura contraccettiva specie tra i giovani e giovanissimi.

Non si finisce mai di stupirsi! Quest’anno, il 22 Maggio, varie manifestazioni e numerosi eventi hanno ricordato i 40 anni della legge 194, la legge che ha regolamentato e legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese. Sottolineando soprattutto, al di là delle posizioni più o meno ideologizzate, che, comunque la si pensi, grazie a questa legge gli aborti in Italia si sono ridotti ad un terzo rispetto a quelli praticati nei primi anni di applicazione della stessa. Infatti da circa 240.000 IVG dei primi anni ’80 si è scesi a circa 80.000 del 2017. Leggi il resto »