All’interno di ospedali pubblici in Italia, ho visto come una rete anti-aborto connessa agli Stati Uniti ‘umilia’ le donne

Open Democracy 9 marzo 2020 di Francesca Visser Tradotto da Francesca Visser e Claudia Torrisi

Una federazione italiana di attivisti anti-aborto, connessa alla destra religiosa statunitense, si sta ‘infiltrando’ negli ospedali per fermare gli aborti. Li ho visti in azione. (In English).

In copertina: l’ospedale San Pio a Benevento dove attivisti anti-aborto aspettano le donne all’interno del reparto IVG due giorni alla settimana | Francesca Visser

Alle 8 del mattino di un venerdì invernale la strada che porta all’ospedale San Pio di Benevento, una cittadina al sud d’Italia, è ricoperta dalla nebbia. I corridoi dell’ospedale sono silenziosi, eccetto al secondo piano, dove le visite per le IVG sono pronte a iniziare.

Dopo ben quarant’anni da quando l’aborto è stato legalizzato in Italia, questa procedura rimane difficilmente accessibile – in particolare al sud, dove la maggior parte dei dottori sono obiettori di coscienza. Nel 2017, l’intera provincia di Benevento fu lasciata senza nessun servizio di IVG dopo che l’unico non obiettore al San Pio andó in pensione.

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Esclusivo: “estremisti” religiosi legati a Trump bersagliano le donne con una campagna di disinformazione mondiale

Open Democracy 10 febbraio 2020 – di Claire Provost e Nandini Archer Traduzione di Cinzia Ballesio

Come OpenDemocracy rivela, è necessaria una risposta contro la diffusione di informazioni false e “manipolative” che implicano “gravi rischi” per le donne e la democrazia.

Una rete globale di “centri per gravidanze inattese”, o CPC, sostenuta da gruppi anti-aborto statunitensi legati alla Casa Bianca di Trump, è stata condannata da legislatori, medici e difensori dei diritti umani per aver preso di mira le donne più vulnerabili con “disinformazione, manipolazione emotiva e falsità”.

Ci sono migliaia di questi centri negli Stati Uniti. Molti sono stati criticati per essersi presentati come strutture sanitarie neutre per le donne in gravidanza, nascondendo i loro programmi anti-aborto e religiosi. Ma la dimensione globale di queste controverse attività non era mai stata mappata fino ad ora.

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Cos’è “incivile”?

HuffPost 17 febbraio 2020 – Elisabetta Salvini – storica

In Italia per interrompere la gravidanza non si va al Pronto Soccorso. Non ci si va perché non è questa la procedura e dunque nessuna donna ha abortito lì, nemmeno una volta, figuriamoci sei o sette! Il testo della legge 194, nonostante le sue criticità, prevede un iter completamente diverso.

Per prima cosa la donna deve effettuare una visita ginecologica che attesti lo stato di gravidanza, successivamente, ottenuto il certificato di gravidanza, deve sostenere un colloquio con un medico o un consultorio sulle ragioni che l’hanno portata alla scelta di interromperla.

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Regione Piemonte: ancora nessuna risposta sulla contraccezione gratuita nei consultori

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato la lettera sull’accesso all’interruzione di gravidanza e alla contraccezione gratuita nei consultori. che avevamo inviato all’Assessore Icardi, rimasta ad oggi senza risposta.

Il Consigliere regionale Grimaldi ha proposto un’interrogazione urgente sullo stesso tema.

Qui il comunicato stampa del consigliere Grimaldi: I consultori ancora a corto di preservativi, ma a questa Giunta la salute dei più giovani forse non interessa così tanto

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