#MeToo: come il mondo dell’arte guarda la rivolta delle donne che fa tremare lo showbiz?

Artribune 18 febbraio 2018   – Santa Nastro

Per troppo tempo certi comportamenti erano considerati normali. Averli scardinati ha scatenato una ribellione incredibile, al di là delle aspettative. Mi ha colpito che ci siano state reazioni completamente opposte. L’opinione di Lucia Veronesi sul #MeToo.

#MeToo. Anche io. Che significa: anche io ho subito molestie, anche io sono stata o stato importunato, anche io ho subito pressioni, soprattutto sul mondo del lavoro. Un fenomeno, questo, cominciato con l’ormai famigerato caso Harvey Weinstein lo scorso ottobre e poi ricaduto a cascata su tutto il mondo dello spettacolo. Sembrava una moda passeggera, o un ghiribizzo del momento e invece in nome del #MeToo sono cadute un sacco di teste. Anche quelle più blasonate, di attori come Kevin Spacey, il protagonista di House of Cards. Leggi il resto »

SPLENDIDA ARDENTE

 

 

 

“Splendida, Ardente” è il titolo della mostra che la Galleria gli Acrobati ospiterà dal 31 Ottobre al 23 Dicembre 2017. Le due giovani artiste di Damasco, Noor Bahjat e Yara Said, intrecciando spiritico critico e vicissitudini personali, ci permetteranno di riflettere non solo sull’elemento distruttivo della guerra, ma su quanto la guerra crea e costruisce, ridefinendo i rapporti di forza, le dinamiche sociali, i ruoli delle identità etniche e di genere, provocando reti di solidarietà e gli stessi vuoti a cui si oppongono.

Inaugurazione 31 ottobre alle ore 18  –  Gli Acrobati Galleria – via Ornato 4 *

Yara e Noor saranno presenti a Torino dal 31 Ottobre al 4 Novembre impegnate in una serie di incontri, workshop e conferenze che si terranno nella stessa Galleria gli Acrobati. Info 366/152.59.67.

Leggi il resto »

29 ottobre 2017 | Tags: |

Crisalide

Una mostra sulla violenza alle donne

Silvia Danesi

CRISALIDE

dal 7 al 25 novembre presso Luoghi Comuni di San Salvario, Via San Pio V, n.11  Torino

Inaugurazione alle ore 18,30 del 7 novembre

La mostra presenta 10 opere polimateriche, frutto del lavoro di 18 mesi in cui l’artista Silvia Danesi ha realizzato un percorso artistico e umano con donne che hanno avuto il coraggio di denunciare le violenze subite, iniziando così a cambiare il proprio destino. Le donne, di diverse età e provenienza, oltre a divenire soggetti artistici hanno partecipato attivamente, insieme all’artista, al completamento dell’opera, rielaborando la propria esperienza attraverso il processo artistico che diventa simbolo e opera allo stesso tempo. Attraverso un calco di gesso fatto sul corpo delle donne è stato cristallizzato il momento dell’ultima violenza subita, quello che le ha portate a ribellarsi e liberarsi da una vita di abusi; esse sono soggetto e artiste allo stesso tempo perché hanno lavorato sulla finitura dell’opera, ovvero l’involucro/bozzolo che ha permesso la presa di coscienza della loro situazione e da cui è partita la trasformazione. Lo scopo è duplice da un lato denunciare gli abusi sulle donne e dall’altro raccontare il momento, fermato nella materia, che ha innescato la trasformazione da schiave della violenza a donne libere, o in via di guarigione, che si sono riappropriate della propria vita. La mostra è promossa da ARCOTE ONLUS, con la collaborazione dell’ associazione ALMATERRA, LUOGHI COMUNI di San Salvario, Consorzio OPLÀ, con il patrocinio della Città di Torino. All’inaugurazione verrà presentata una performance con la partecipazione di Paola Colonna e Roberta Crippa, con le musiche di Johnny Lapio e Adriano Vecchio.

Mille voci contro la violenza

Milano 26 novembre 2017

Cultura al Femminile, Parole ad hoc, Ewwa, Scintille d’anima, Women in White di Como, Linearosa SPAZIODONNA di Salerno, SeNonOraQuando? di Torino, Medicamenta-lingua di donna e altre scritture, Donne che emigrano all’estero, Gli scrittori della porta accanto presentano:

Mille voci contro la violenza

Milano, 26 novembre  2017 – presso il Politeatro, viale Lucania, 18 – ore 16. INGRESSO LIBERO.

La letteratura, l’arte e la musica cambiano il mondo: parole, note, forme e colori si trasformano in un messaggio che si fa interprete della volontà di raggiungere e coinvolgere tutti nella condanna della violenza contro le donne. Un evento corale che riunisce scrittori, poeti, giornalisti, editori, avvocati, cantanti, musicisti, artisti, attori, psicologi e testimoni diretti.

Questo evento sarà possibile solo con il vostro contributo! Aiutateci a raccogliere i fondi necessari. Ci servono almeno 600 Euro.

Donando 10 Euro riceverete come ricompensa una raccolta di racconti curata da Emma Fenu in formato ebook.

Donando 12 Euro riceverete come ricompensa una raccolta di racconti curata da Emma Fenu in formato ebook e vi assicurerete un posto riservato nelle prime file del teatro.

La raccolta verrà spedita via mail all’indirizzo fornito.

Ringraziamo fin da ora tutti coloro che vorranno contribuire per rendere possibile questo evento!

Vi aspettiamo numerosi domenica 26 novembre al Politeatro di Viale Lucania 18, Milano.

Campagna gestita da Emma Fenu, fondatrice di Cultura al Femminile e Marina Fichera, staff di Cultura la Femminile.

Altre informazioni a questo link 

Stupro e potere. Corpi femminili fra arte, opinione pubblica, propaganda

Artribune  14 settembre 2017  – Helga Marsala

Dai recenti fatti di cronaca, consumati tra Rimini, Firenze e poi Lecce, ad alcuni casi esemplari nel campo dell’arte e della letteratura. Si parla di violenza sulle donne in relazione al sistema culturale, alla morsa mediatica, al dibattito pubblico, ai meccanismi del potere e alle strategie politiche di propaganda. E il corpo femminile, in tutto questo inferno, che posto ha?

Il tuo corpo è un campo di battaglia”. Rubando sintesi e incisività al linguaggio pubblicitario, Barbara Krugerfondava negli Anni Ottanta la sua cifra stilistica-concettuale, orientata a una pratica costante di scardinamento: saccheggiare l’estetica della comunicazione di massa e insieme contestare vizi, stereotipi e aberrazioni della società contemporanea. Guerra sottile e spietata a consumismo, capitalismo, pregiudizio, macchina del potere, militarismo, maschilismo. E, fra i temi ricorrenti, quel corpo femminile tramutato in “battleground”: solo uno dei tanti slogan sparati dall’artista contro un sistema socio-economico che della donna ha fatto strumento e oggetto di un pensiero patriarcale, repressivo, mercificante. La stessa pubblicità, ribaltata da Kruger nel suo doppio polemico, porta con sé le tracce di una tradizione sessista dura a morire.
Quel “campo di battaglia” oggi appare come un residuo ridondante, un’immagine superstite che odora di vetero-femminismo, di rivendicazioni vetuste e ormai depotenziate: le conquiste ottenute sul piano culturale e legislativo fanno del tema “emancipazione” e “parità” una storia metabolizzata, il cui fuoco polemico sembrerebbe esaurito.
Ma è davvero così?

Leggi il resto »