E se parlassimo di quote blu?

di Chiara Saraceno La Repubblica 19 dicembre 2019

E se parlassimo di “quote blu”, o di riduzione del monopolio maschile nelle posizioni che contano, invece che di “quote rosa”? Il modo in cui si nominano le cose non è irrilevante per la loro comprensione.

Se si parla di quote rosa il gruppo “protetto” appare quello delle donne, laddove invece il gruppo che strenuamente ha difeso e difende il proprio privilegio monopolistico è quello degli uomini.

Chi dovrebbe trovarsi a disagio nell’essere considerato parte di una quota da proteggere e non per i propri meriti individuali non sono le donne, ma gli uomini, specie quelli che occupano le posizioni apicali, nella misura in cui sono stati e sono ancora in larga misura protetti da una competizione ad armi pari con le donne. Alessandro De Nicola, come molti (ma anche molte) altri prima di lui giustamente sostiene che si dovrebbe essere scelti per far parte di un consiglio di amministrazione – come per altri incarichi professionali – in base al merito e non all’appartenenza di sesso.

Ma perché ciò succeda occorre contrastare una situazione in cui un sesso controlla tutti i meccanismi decisionali. Nessuno riconosceva il merito delle donne e consentiva loro di costruirsi un curriculum professionale con i requisiti richiesti, prima che la legge Golfo-Mosca rompesse il monopolio di fatto detenuto dagli uomini sia come reclutatori che come candidati, imponendo di allargare il campo dei reclutati alle donne con le qualifiche professionali e le competenze adeguate.

Se alle donne in quanto tali si ostacola la vita professionale, si rallenta la carriera, le si colloca in posizioni marginali, come testimoniano inesorabilmente i dati statistici e le ricerche sulle biografie professionali, difficilmente acquisiscono il cursus honorum e la visibilità necessarie per essere prese in considerazione.

Leggi il resto »

Saraceno “Perplessa sul progetto regionale allontamento zero”

La Repubblica 6 dicembre 2019 di Sarah Martinenghi 

Professoressa Chiara Saraceno, da sociologa della famiglia, come reputa funzioni il sistema a Torino degli affidi?

«Questa città ha una lunga tradizione e c’è sempre stata grande attenzione da parte dei servizi sociali. Anche sulle adozioni. Sono rimasta molto perplessa dalla recente proposta regionale “Allontanamento zero”».

La riforma si è basata anche su numeri di allontanamenti più alti rispetto alle altre regioni. Ritiene che siano stati commessi errori?

«Errori possono essercene stati, causati magari dai sovraccarichi. Ma contrariamente all’assessore (Chiara Caucino, ndr) non ritengo ci siano più affidi del necessario. Nei casi di disagio grave, dove ci sono abusi è necessario intervenire. Moltissimi altri casi derivano dall’assenza di cure , perché non c’è un investimento affettivo, per immaturità o incapacità dei genitori. Si tratta di situazioni altrettanto gravi dove non necessariamente l’affido deve essere l’ultima istanza, tuttavia non è nemmeno opportuno trascinare a lungo queste situazioni: meglio un affido tempestivo allora, anche solo temporaneo, per consentire di lavorare sui genitori, dandogli il tempo e l’opportunità di maturare».

Leggi il resto »

Chiara Saraceno: «Non si fa spazio alle donne, crescono le diseguaglianze tra di noi»

Il Manifesto 21 gennaio 2018    – Rachele Gonnelli

Intervista. Parla la sociologa, autrice tra l’altro de “L’equivoco della famiglia”: “Il rischio è di riprodurre le stesse dinamiche che si vedono tra uomini e donne”

Il divario salariale di genere è una articolazione del più generale indice chiamato global gender gap, monitorato anche dall’Onu che nei goals, gli obiettivi mondiali per il 2030 vorrebbe portarlo a zero, realizzando la parità tra i sessi quanto a condizioni materiali e quindi di accesso ad attività e servizi. E proprio l’anno appena trascorso, il 2017, nell’ultimo rapporto del World economic Forum, ha segnato a livello globale un’inversione di marcia dopo un decennio di lievi miglioramenti.

Le donne, professoressa Saraceno, stanno arretrando dalle più recenti conquiste, incluso la parità di salario a parità di lavoro? Leggi il resto »

“Il Jobs Act non aiuta le madri”

Espresso Repubblica.it 8 giugno 2015
intervista di Francesca Sironi a Chiara Saraceno

Se sui diritti civili il Parlamento riparte, sulle politiche sociali non c’è innovazione. Bonus bebè e congedi, per come sono stati strutturati dal governo Renzi, non bastano. E la precarietà peggiora le speranze. L’analisi di una grande sociologa

«C’è una direzione chiara per rendere più plurale e libero il modello di famiglia. Ma sul piano delle politiche sociali non c’è alcuna inversione di tendenza». Parla Chiara Saraceno, sociologa e attenta osservatrice degli interventi sul welfare. Leggi il resto »