UN’ALLEANZA GLOBALE PER LE DONNE: Se Non Ora Quando?

Laura Onofri

Si è svolto giovedì 25 luglio a Roma l’incontro promosso da AIDOS -Associazione italiana donne per lo sviluppo-  e da Laura Boldrini, dal titolo “L’Alleanza parlamentare globale sui diritti delle donne in vista di Cairo e Pechino + 25”

L’iniziativa è stata l’occasione per aggiornare la platea circa la Conferenza mondiale “WOMAN DELIVER 2019” sulle questioni di genere e la salute sessuale e riproduttiva, svoltasi a Vancouver nello scorso mese di giugno, e a cui ha partecipato, in rappresentanza del Gruppo parlamentare, l’onorevole Laura Boldrini, che ha sottoscritto l’Alleanza parlamentare globale, promossa dal Forum Internazionale di parlamentari che ha avuto luogo durante i lavori della conferenza.

Il tema è stato introdotto da Maria Grazia Panunzi, presidente di AIDOS che ha sottolineato come in questo momento sia particolarmente importante costruire nel mondo, in Europa e in Italia un’alleanza per promuovere e difendere i diritti di donne e ragazze e favorire la parità di genere, l’autodeterminazione, e l’empowerment .

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Rispondiamo al gravissimo attacco portato alla Convenzione di Istanbul

IMPORTANTISSIMO e URGENTE. Rispondere entro il 18 aprile ore 12.00
Rispondiamo al gravissimo attacco portato alla Convenzione di Istanbul sottoscrivendo la lettera (allegata qui sotto), che Women Against the Violence Epidemic – WAVE ha preparato per contrastare l’attacco portato alla Convenzione di Istanbul da 333 organizzazioni, in larghissima parte di matrice cattolica, prolife e politica di destra, di 9 paesi che chiedono.Obiettivo della lettera di WAVE, la rete europea dei centri antiviolenza, è raccogliere un numero di sottoscrizioni che superi ampiamente le 333 organizzazioni conservatrici che hanno avviato questa azione.

Le firme dovranno essere comunicate alla segreteria di D.i.Re (segreteria@direcontrolaviolenza.it) con indicazione

NOME COGNOME / ASSOCIAZIONE

TESTO ITALIANO DELLA LETTERA DI WAVE

Women Against the Violence Epidemic – WAVE, Donne contro la violenza Europa), chiede di contrastare l’attacco lanciato contro il riconoscimento universale della discriminazione e della diseguaglianza di genere come cause e conseguenze della violenza contro donne e ragazze, e contro l’inclusione di tale riconoscimento nella Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne (Convenzione di Istanbul).

Al segretario generale del Consiglio d’Europa

Noi, associazioni riunite nella rete europea WAVE – Women Against Violence Europe (Donne contro la violenza Europa) e i/le nostre alleati/e, le scriviamo per esprimere il nostro shock e la nostra e preoccupazione di fronte all’attacco lanciato contro il riconoscimento universale della discriminazione e della diseguaglianza di genere come cause e conseguenze della violenza contro donne e ragazze, e contro l’inclusione di tale riconoscimento nella Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne (Convenzione di Istanbul).

Questo attacco è stato espresso in una lettera che le è stata inviata.

Riteniamo che le raccomandazione contenute in tale lettera abbiano un grave impatto sulla prevenzione delle diverse forme di violenza e sulla protezione delle donne e ragazze che ne sono vittima.

WAVE lavora nel campo della prevenzione della violenza contro donne e ragazze e dei diritti umani delle donne fin dal 1994, e siamo profondamente impegnate per la realizzazione dei principi universali dell’uguaglianza di genere e dei diritti umani delle donne.

Ribadiamo il nostro pieno sostegno alla Convenzione di Istanbul e al Comitato GREVIO che ne cura il monitoraggio, e rifiutiamo in toto ogni iniziativa tesa a consentire che si pongano riserve alle disposizioni chiave della Convenzione.

Consideriamo la Convenzione di Istanbul come lo strumento regionale e internazionale più coerente e ampio per contrastare la violenza contro le donne e la violenza domestica. Siamo assolutamente convinte che la ratifica e la piena implementazione della Convenzione di Istanbul contribuiranno a ridurre in maniera significativa l’esposizione delle donne alla violenza e faciliteranno la costruzione di una società più equa e responsabile per tutti.

Le scriviamo per unire la nostra voce a quella di altre organizzazioni, a cominciare dalla EWL – European Women’s Lobby (Lobby europea delle donne), che hanno anch’esse espresso la propria preoccupazione a fronte della lettera che le è stata inviata.

Firme:
Rosa Logar, President of WAVE network;

potete trovare ulteriori ino sul sito

Quanto vale per lo Stato la vita di una persona che è stata vittima di un reato violento?

Laura Onofri

Che prezzo ha la vita di una donna massacrata di botte e uccisa? Quanto vale  per lo Stato la vita di una persona che è stata vittima di un reato intenzionale violento?

Il 10 ottobre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto  con cui si dà esecuzione  alla Legge 7 luglio 2016, n. 122  che  avrebbe dovuto  finalmente rendere giustizia alle vittime dei reati violenti che non hanno ottenuto un risarcimento equo ed adeguato dal reo.

Ma andiamo per ordine:

Il  principio secondo il quale tutti i crimini violenti intenzionali devono dare accesso a un indennizzo è stato stabilito da una Convenzione Europea del 1983, mai ratificata dall’Italia.

Successivamente ci sono state numerose direttive a cui il nostro Paese non si è mai adeguato.

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“Femminicidio e stalking: basta perdere tempo” di Valeria Fedeli

l’Unità 12 luglio 2014

DOPO ANNI DI INDIGNAZIONE E DISCUSSIONI SULL’EMERGENZA FEMMINICIDIO, ANCORA INSUF- FICIENTI RISULTANO ESSERE GLI STRUMENTI DI DIFESA DELLE VITTIME E DEI LORO FAMILIARI.
La sfida da affrontare è quella di un’adeguata applicazione della legge n. 119 del 2013, recante varie disposizioni urgenti tra cui, appunto, quelle in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. In questa legge non solo vengono affrontati alcuni importanti aspetti penali degli atti persecutori, ma viene anche previsto un piano di finanziamento per il sostegno delle vittime. Leggi il resto »

Appello dell’associazione D.i.Re al Governo di Matteo Renzi

Il Comitato di Torino sottoscrive convintamente questo appello dell’Associazione D.iRe sul tema del contrasto alla Violenza di genere.

Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

La violenza maschile contro le donne è una priorità da affrontare nel nostro Paese. Con l’insediamento del Suo Governo avevamo chiesto la nomina di una ministra per le pari opportunità, che fosse il punto di riferimento per coordinare tutti gli interventi e le strategie necessarie per contrastare il fenomeno e le discriminazioni che alimentano la violenza. Leggi il resto »