Let’s talk about race

In.Genere   19 maggio 2017

In un salone di bellezza cinque donne asiatiche chiacchierano e ridono sedute mentre si lasciano fare la pedicure da un gruppo di altrettante donne bianche. Una ragazzina bionda se ne sta in piedi davanti agli scaffali di un negozio di giocattoli dove sono impilate scatole di bambole tutte dalla pelle scura. Una ragazza latina parla a telefono seduta su una poltrona di lusso mentre una cameriera bianca di cui neanche sembra accorgersi le versa il te. Non è un film di fantascienza, ma una serie di scatti intitolata Let’s talk about race realizzata dal fotografo Chris Buck e comparsa sull’edizione di maggio del mensile americano O, The Ophra Magazine, che ha dedicato uno speciale al discorso sulla razza.

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Infint∞marzo 2°puntata

 

un progetto di   Marina Gellona (scrittrice) e  Irene Mastrocicco (fotografa, con formazione in fototerapia, photolangage, facilitatrice del metodo Nunez)

Infint∞marzo, nato nel 2014 e ora alla sua 4^ edizione, è un ritratto collettivo di più di duecento voci femminili: fotografia e scrittura sono i linguaggi espressivi che abbiamo scelto per cogliere l’attimo fulgido in cui le donne incontrate per le strade, le piazze, i mercati della nostra città, Torino, si fermano e si raccontano.

Infint∞marzo è un progetto nato intorno all’8 marzo e ai suoi fiori gialli, stelle comete che durano un giorno, piccoli microfoni simbolici che abbiamo voluto accendere per sentire la voce delle donne, il loro punto di vista su di sé e sul mondo.

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infint∞marzo 1° puntata

un progetto di   Marina Gellona (scrittrice) e  Irene Mastrocicco (fotografa, con formazione in fototerapia, photolangage, facilitatrice del metodo Nunez)

Infint∞marzo, nato nel 2014 e ora alla sua 4^ edizione, è un ritratto collettivo di più di duecento voci femminili: fotografia e scrittura sono i linguaggi espressivi che abbiamo scelto per cogliere l’attimo fulgido in cui le donne incontrate per le strade, le piazze, i mercati della nostra città, Torino, si fermano e si raccontano.

Infint∞marzo è un progetto nato intorno all’8 marzo e ai suoi fiori gialli, stelle comete che durano un giorno, piccoli microfoni simbolici che abbiamo voluto accendere per sentire la voce delle donne, il loro punto di vista su di sé e sul mondo.

Dall’8 marzo all’infinito∞marzo, il passo, per noi, è stato bellissimo.

Infint∞marzo è prima di tutto un’occasione di incontro e scambio tra noi due, una scrittrice e una fotografa, che insieme ci avviciniamo alle donne per strada e raccontiamo loro il nostro progetto. Se accettano di partecipare (gratuitamente, ci teniamo a dirlo), e accettano in tantissime, poniamo loro una domanda e proponiamo uno scatto fotografico, che confluiranno nel ritratto collettivo di voci su famiglia, vita, relazioni, aspirazioni.

Infint∞marzo corrisponde, per noi, al desiderio di restituire attraverso un sito dedicato e una pagina facebook, un affresco colorato e profondo delle donne che vivono ogni giorno i loro sogni, affetti, battaglie, studi, lavori, arti, amori; che combattono contro la violenza, contro l’ignoranza, contro i pregiudizi; che trasformano l’esperienza in sapere, empatia, domande e ribellione, in ogni luogo e spazio della città.

Infint∞marzo è nato per sentire le voci delle donne ma da quest’anno si è aperto anche agli uomini e in futuro evolverà ancora, perché questo è il nostro spirito: scendere per le strade, incontrare le donne, le persone, e metterle nelle condizioni di raccontarsi in un modo sincero, libero, espressivo ed autentico.

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L’ubriacatura del fine settimana. Il consumo di alcol dilaga tra i giovani

L’Istat: il picco di chi beve fino allo stordimento nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni. L’allarme: accertati casi di 11enni che abusano. Coinvolte sempre di più le donne

La Stampa  – 13 aprile 2017    – Linda Laura Sabbadini

Siamo un Paese dal consumo moderato di alcol, ma al tempo stesso diffuso. Il vino buono ai pasti ci piace, è parte della nostra tradizione culinaria e dello stare insieme. Sono troppe le persone che in Italia abusano di alcol, 8 milioni 643 mila secondo l’Istat nel 2016. La maggioranza sono uomini, ma ci sono anche 2 milioni e mezzo di donne. L’alcol fa male, può portare dipendenza, è potenzialmente cancerogeno, ce lo dice l’Istituto Superiore di Sanità.

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Quello che i manuali non dicono è che a fare la storia sono anche le donne

La Repubblica  – 2 febbraio 2017   Simonetta Fiori

Ridotte a didascalia o trattate come fossero uomini. Perché i testi scolastici ignorano il ruolo femminile collettivo: i risultati di un’indagine della Sis

Nei manuali di storia per ragazzi le donne sono solo una didascalia, un paragrafo isolato o “una vita eccezionale”. Comunque un soggetto che non fa parte del racconto collettivo ma viene confinato in un angolo della pagina per fare colore o destare meraviglia. In linguaggio teatrale potremmo paragonarla a una figurante che solo in rari casi avanza sul proscenio perché giudicessa o santa, regina o imperatrice, oppure perché imbellettata e profumata e rilucente di piume dorate, ma quasi mai nella veste anonima di gente comune, parte che spetta solo agli uomini insieme a quella di eroi e guerrieri. E questa regìa perdura per milioni di anni, dalla Preistoria al Novecento, dall’età dei cavernicoli alla Grande Guerra quando finalmente «le donne entrano nella storia», come sentenzia un manuale Mondadori sulla cittadinanza per la quinta elementare (una curiosità: prima dov’erano nascoste?). Ma, attenzione, entrano nella storia «perché dimostrano di saper prendere il posto degli uomini». Altrimenti chissà quanto avrebbero dovuto aspettare per diventare visibili anche agli autori dei sussidiari. Il quadro appena tratteggiato emerge da un’originale ricerca che sarà presentata oggi a Pisa, al VII congresso internazionale della Società italiana delle Storiche, l’associazione che da circa trent’anni promuove la ricerca sulle donne. Elisabetta Serafini, dottoranda dell’Università di Tor Vergata e responsabile per la Sis della didattica, ha selezionato sedici testi scolastici dei più importanti editori nazionali, i titoli maggiormente adottati tra sussidiari di terza, quarta e quinta elementare e manuali delle medie. Letture fondamentali, libri di formazione che forgiano la conoscenza e l’immaginario di ragazzini e ragazzine dagli otto ai quattordici anni, delicatissima stagione in cui si matura coscienza di sé e degli altri. Leggi il resto »