Cosa pensano dei diritti i candidati e le candidate alle prossime elezioni?

Per le imminenti Elezioni Europee e Regionali del 26 maggio prossimo, SeNonOraQuando? Torino ha deciso di proporre a tutti i candidati e le candidate due questionari uno per ogni elezione, regionale e europea, per capire quanto sono importanti questi temi e qual’è la consapevolezza dei candidati/e sulla situazione regionale e europea rispetto ai problemi e ai diritti  che sono di nostro interesse: violenza contro le donne, diritti sessuali e riproduttivi, democrazia paritaria,rappresentazione delle donne, lavoro e servizi di cura per la famiglia.
Riteniamo che ci sia da parte degli elettori poca informazione su questi temi, che sono però di grande interesse per la vita di tutti noi, e pensiamo quindi che  per poter esprimere un voto più consapevole  sulla base di informazioni e non di slogan,  la pubblicazione  delle risposte che ci perverranno, sia un utile strumento per gli elettori e le elettrici.
Diffonderemo questi contributi  sul nostro sito, sulla nostra pagina FB, mediante invio della nostra news letter e di qualunque altro mezzo di comunicazione riterremo utile,  per far conoscere meglio agli elettori e alle elettrici  le liste  e per chi si presenta in questa tornata elettorale un modo per farsi conoscere.
Dopo che avremo ricevuto le risposte sarà pubblicato anche un report qualitativo e quantitativo per ciascuna lista o partito.Pertanto invitiamo tutte le segreterie, a cui abbiamo inviato i questionari, a promuoverli fra i loro candidati e le candidate.
Le risposte, dovranno pervenire, debitamente firmate anche nella parte dell’autorizzazione alla pubblicazione al fondo del questionario  e ad una foto del candidato o della candidata a questo indirizzo:
senonoraquando.torino@hotmail.it
entro il 17 maggio p.v. per dar modo alla nostra associazione di promuovere l’iniziativa e i/le  candidati/e.

Non appena ricevute pubblicheremo le risposte.

Invito al voto: abbiamo una grande responsabilità!

Laura Onofri

Mancano solo due giorni al voto.
Mai come questa volta abbiamo tutte e tutti una grande responsabilità e mai come questa volta sentiamo la necessità di lanciare  un appello perchè si possano continuare ad affermare i nostri diritti, perchè si possa continuare a manifestare liberamente, perchè la libertà d’espressione non sia solo sulla carta, perchè sessismo, fascismo e razzismo, tutte facce della stessa medaglia, siano affrontati e avversati con decisione e senza tentennamenti.

Per questo dobbiamo essere consapevoli che un voto non vale l’altro, che le formazioni politiche non sono tutte uguali, come la vulgata populista vuole farci credere.

Chi come noi si occupa da anni dei diritti delle donne, delle loro discriminazioni, del tema della violenza, sa bene che questi temi possono essere affrontati in tanti modi diversi. Che la libertà e l’autodeterminazione delle donne non hanno per tutti i partiti lo stesso valore.

La minaccia di un arretramento sui diritti per tutte e tutti nel nostro Paese è reale. Teniamolo presente il 4 marzo: andiamo a votare e votiamo responsabilmente.

Ancora sulla proposta di testo sul sistema elettorale

Pubblichiamo un articolo dell’avv. Roberto Lamacchia, Presidente dei Giuristi Democratici sulla proposta della nuova legge elettorale che affronta anche il punto della democrazia paritaria,  tratto dal suo blog sull’Huffington post  – 4/2/2014

Si accrescono le critiche al progetto di modifica del sistema elettorale proposto da Matteo Renzi ed avallato da Forza Italia e, sia pure con critiche e distinguo, da NCD. Il ricatto che Renzi effettua in maniera assolutamente evidente è che il pacchetto di proposte non è trattabile, pena il crollo dell’intero sistema ed il ritorno alle urne con il sistema proporzionale disegnato dalla Corte Costituzionale, senza premio di maggioranza e con preferenze. Leggi il resto »

CILE: ELETTA PRESIDENTA MICHELLE BACHELET

Laura Onofri

15 dicembre: Michelle Bachelet è di nuovo Presidenta del Cile, ottenendo il 62% dei voti al ballottaggio.

Bella competizione in Cile! Due donne si sono sfidate per la carica di Presidente della Repubblica del Cile.
L’esponente socialista Michelle Bachelet ha stravinto al ballottaggio nei confronti della sua avversaria del centrodestra Evelyn Matthei. Leggi il resto »

La Sicilia ha la doppia preferenza. Per legge

Niet dei deputati grillini, ma il presidente Crocetta va avanti. Di Marco: “La Sicilia alla testa del processo di una democrazia rinnovata”.

di Danilia Giardina – Giulia.globalist 8 aprile 2013

Al termine di un tortuoso percorso, all’Assemblea Regionale Siciliana il DDl sulla doppia preferenza di genere è stato approvato. Per la precisione si tratta solo di un articolo dell’intero documento. L’obiettivo è il riequilibrio della rappresentanza di genere nei luoghi decisionali attraverso l’espressione, opzionale, di due preferenze per candidati di sesso diverso, ai consigli comunali e di circoscrizione, della stessa lista. Nei prossimi mesi sarà affrontata poi un’ampia riforma della legge elettorale, che modificherà fra le altre cose anche le soglie di sbarramento.

Il presidente Crocetta, per portare avanti il progetto, ha dovuto fare i conti con una pregiudiziale sollevata poche ore prima del dibattito in aula – una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2012, che boccia le riforme elettorali varate nell’ultimo anno prima del voto – e con il niet dei deputati grillini, che per la prima volta hanno votato contro un provvedimento messo a punto dal governo regionale. Il disegno di legge è stato promosso a maggioranza, con 52 voti sui 72 deputati presenti in aula e 18 contrari. Di questi, 15 sono quelli dei rappresentanti grillini: inammissibile un provvedimento che a loro giudizio favorisce il voto di scambio ed ‘indignati’ per il clima di inciucio in cui si è svolta seduta. In occasione del voto sulla doppia preferenza di genere si è formato infatti un asse tra opposizione e maggioranza, cioè tra Pd e Pdl. Si è così creato un caso nel Parlamento siciliano, dove fino a ieri il ‘modello Sicilia’ prevedeva lo schema maggioranza e Movimento 5 Stelle, che molti pensano si possa applicare al Parlamento nazionale.

Il precedente è significativo perchè se il modello Sicilia comincia a fare acqua, il ‘modello Renzi’, cioe’ un possibile accordo tra Pd e Pdl, potrebbe forse essere esteso alla composizione del nuovo governo a Roma. Il leader del movimento pentastellato nella Regione, Giancarlo Cancelleri, si è affrettato a precisare che il modello regge “perchè abbiamo sempre detto che noi voteremo i provvedimenti nel merito”. Mentre la deputata più giovane dell’Ars, Gianina Ciancio del M5S, ha comunque lasciato intendere che l’intenzione del gruppo era piuttosto quella di astenersi, dichiarando “l’indifferenza” del movimento rispetto alla norma sulla doppia preferenza di genere.

In realtà “si tratta di una norma antidiscriminatoria, che colloca la Sicilia alla testa del processo di una democrazia rinnovata. – spiega Marika Cirone Di Marco, deputata del Pd e firmataria del DDl, insieme a Concetta Raia (Pd) – Alle prossime elezioni amministrative di giugno gli elettori potranno esprimere, in una scheda unica, due preferenze: una per un uomo, una per una donna.Con il voto dell’Ars si conclude una lunga battaglia che ha visto molte donne siciliane impegnate sin dagli anni ’90.”