Orfani del femminicidio: il centrodestra stoppa in Commissione la legge

Laura Onofri

Il disegno di legge per tutelare gli orfani dei femminicidi che doveva essere liberato dalla Commissione Giustizia del Senato dovrà ancora aspettare per diventare legge.

L’approvazione in Commissione, che era in sede deliberante, avrebbe permesso al ddl di essere entro poco tempo legge dello Stato, saltando il passaggio in aula.

I senatori di Forza Italia, Lega Nord e Gal (gruppo di centrodestra) non sono tutti uguali. Francesco Nitto Palma, Tito Di Maggio, Giacomo Caliendo, Carlo Giovanardi, Erika Stefani e Franco Cardiello hanno infatti deciso di opporsi alla velocizzazione dei tempi perchè “nel testo si fa riferimento anche ai figli delle Unioni civili”

Non possiamo che rimanere sgomente davanti a questa decisione e ancor più alla sua motivazione, che penalizza bambini incolpevoli e ancora una volta crea una distinzione fra figli nati da matrimonio e figli nati da unioni civili.

Ci auguriamo che il ddl passi in fretta al vaglio del Senato così come auspicato da tutte le associazioni che si battono da anni per una legge che può concretamente aiutare i bambini vittime dell’orrore della violenza domestica.

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CARO GOVERNO, VEDERCI MORIRE NON TI BASTA?

ELLE   22 giugno 2017                      Cristina Obber

L’ennesima vittima inascoltata. Ester Pasqualoni è stata uccisa dallo stalker che la tormentava da 10 anni. Lo aveva già denunciato due volte ma entrambe le querele erano state archiviate.

Si è suicidato il presunto assassino di Ester Pasqualoni, la donna che il 21 giugno è stata uccisa a Sant’Omero (Teramo), dallo stalker che la tormentava da 10 anni; lei lo aveva già denunciato due volte alle forze dell’ordine ma entrambe le querele erano state archiviate. Un iniziale divieto di avvicinamento era stato revocato.

Erano circa le 16 ed Ester aveva appena finito il turno in ospedale dove lavorava come oncologa; giunta al parcheggio è stata aggredita con un coltello ed è morta in una pozza di sangue per le ferite riportate al torace e alla gola. Il suo volto era così sfigurato che i colleghi intervenuti non l’hanno nemmeno riconosciuta subito. La sua avvocata ha raccontato che Ester aveva conosciuto quell’uomo perché figlio di un suo ex paziente e da allora lui la perseguitava in maniera ossessiva con pedinamenti e minacce. L’Ansa riporta che un investigatore avrebbe subito ammesso: «Abbiamo idea di chi possa essere l’omicida e lo stiamo cercando», frase insopportabile ora che Ester è morta. Ci si chiede come sia possibile che le sue denunce fossero state archiviate. Che con una legge sullo stalking non si sia potuto investigare ed intervenire per tutelare l’incolumità di una persona oggettivamente in pericolo.

È di pochi giorni fa la sentenza della Cassazione che ha riconosciuto la responsabilità dei due magistrati della corte d’appello di Messina che non hanno considerato con la dovuta attenzione le 12 denunce presentate da Marianna Manduca, successivamente uccisa dal marito Saverio Nolfo. Nessun provvedimento fu preso nei confronti di quest’uomo che ripetutamente picchiava e minacciava la moglie, e ora di questa negligenza i magistrati dovranno rispondere. La sentenza su Messina è importante perché apre la strada ad altre richieste di assunzione di responsabilità istituzionali nel sottovalutare i fattori di rischio e nel minimizzare le denunce delle donne, talvolta mettendone in dubbio la credibilità. Ma poco ci consola in questo momento sperare di rendere a Ester un po’ di giustizia così come poco ci consola che il suo assassino si sia ucciso. Ester è morta, e come tante altre volte la sua è stata una fine annunciata. Ne scriviamo in continuazione eppure il governo sembra sordo e indifferente, gli appelli rimangono inascoltati e ogni volta che una donna muore la rabbia cresce perché ci lasciate sole.

Quante Ester ci sono in questo momento in pericolo, inascoltate, rimandate a casa con qualche buona parola? Abbiamo un governo con ampia presenza femminile eppure nulla cambia, si lavora su dettagli discutibili e non sulla sostanza, sulla piena applicazione della convenzione di Istanbul. È dal giugno 2013 che l’Italia non ha una ministra delle pari opportunità. Mi rivolgo al premier Gentiloni, a Maria Elena Boschi che ha la delega alle pari opportunità, al ministro della giustizia Orlando: che dobbiamo fare per avere la vostra attenzione visto che non serve nemmeno morire?

 

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Riunione di SeNonOraQuando? Torino su: Femminicidio – Informazione sui media

Il  27 giugno alle ore 21

in  via Cernaia 30, (scala destra 4 piano – suonare Libertà e Giustizia)  saranno  nostre ospiti: la professoressa Marinella Belluatti,  Professora Associata   di Sociologia e Media  presso il Dipartimento di Culture Politica e Società dell’Università di Torino e la professoressa Simona Tirocchi Ricercatrice del Dipartimento di  Filosofia e Scienze dell’Educazione della stessa Università; entrambe si occupano della  sociologia dei processi culturali e comunicativi

Ci racconteranno di un progetto ed una ricerca che l’Università  vuole sviluppare sul tema dell’informazione  sui  media  quando si tratta  del   femminicidio.

 

DI NUOVO MAMME (DELLE LORO NIPOTI)

Lettera D  – 30 maggio 2017                         Cristina Obber

I bambini dopo un femminicidio: come prendersi cura di loro? Ce lo racconta una nonna che si è ritrovata a prendersi cura delle sue nipotine dopo che il genero ha ucciso sua figlia.

Sono quattro i figli che ha lasciato Antonietta di Nunno, uccisa a Segrate dal suo ex compagno con un colpo di pistola alla testa. Quattro bambini di cui qualcuno si dovrà prendere cura. Ma chi, e come? Ne ho parlato con Stefania, che a 59 anni si è improvvisamente ritrovata a dover fare da mamma alle sue nipotine perché il genero le ha ucciso la figlia e poi si è suicidato, come è accaduto a Segrate.

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NON CHIAMIAMOLO RAPTUS

MARTEDÌ 28 MARZO L’ENNESIMO FEMMINICIDIO È AVVENUTO SUL NOSTRO TERRITORIO.

IL CENTRO ANTIVIOLENZA SVOLTA DONNA

UNITAMENTE ALL’AMMINISTRAZIONE DELLA CITTÀ DI PINEROLO E IN ACCORDO CON LE ISTITUZIONI E LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO ORGANIZZA NELLA SERATA DI VENERDÌ 7 APRILE

UNA FIACCOLATA IN MEMORIA DI BATTISTINA E DI TUTTE LE DONNE UCCISE PER MANO DI UN UOMO. RITROVO ALLE  ORE 20.00    DAVANTI AL MUNICIPIO DI PINEROLO.

IL PERCORSO SI SNODERÀ LUNGO IL CENTRO STORICO E SI CONCLUDERÀ IN PIAZZA SANTA CROCE.

Aderiscono all’iniziativa AMA, AnLib, Arci Pinerolo, Avass, Diaconia Valdese • Coordinamento Opere Valli, Donne e Futuro Onlus (Referente rete D.i.Re Piemonte), Fidapa sez. Pinerolo, Liberi dalla Violenza, Non Una Di Meno • Torino, Se Non Ora Quando • Torino, Uomini in Cammino, Zonta Club Pinerolo e i Comuni del Territorio.