NON CHIAMIAMOLO RAPTUS

MARTEDÌ 28 MARZO L’ENNESIMO FEMMINICIDIO È AVVENUTO SUL NOSTRO TERRITORIO.

IL CENTRO ANTIVIOLENZA SVOLTA DONNA

UNITAMENTE ALL’AMMINISTRAZIONE DELLA CITTÀ DI PINEROLO E IN ACCORDO CON LE ISTITUZIONI E LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO ORGANIZZA NELLA SERATA DI VENERDÌ 7 APRILE

UNA FIACCOLATA IN MEMORIA DI BATTISTINA E DI TUTTE LE DONNE UCCISE PER MANO DI UN UOMO. RITROVO ALLE  ORE 20.00    DAVANTI AL MUNICIPIO DI PINEROLO.

IL PERCORSO SI SNODERÀ LUNGO IL CENTRO STORICO E SI CONCLUDERÀ IN PIAZZA SANTA CROCE.

Aderiscono all’iniziativa AMA, AnLib, Arci Pinerolo, Avass, Diaconia Valdese • Coordinamento Opere Valli, Donne e Futuro Onlus (Referente rete D.i.Re Piemonte), Fidapa sez. Pinerolo, Liberi dalla Violenza, Non Una Di Meno • Torino, Se Non Ora Quando • Torino, Uomini in Cammino, Zonta Club Pinerolo e i Comuni del Territorio.

Due episodi di grave violenza sulle donne in Piemonte in poche ore

Laura Onofri

Un femminicidio a Pinerolo, in provincia di Torino da parte di un uomo che ha accoltellato la moglie,  con “l’accusa” di spendere troppo.

Borgo Vercelli un uomo ha speronato l’auto della ex moglie da cui viveva separato e poi l’ha accoltellata. Ora lei è in gravissime condizioni ricoverata all’ospedale. Un  uomo descritto come  violento, possessivo e ossessionato da quella donna che lo aveva lasciato. C’erano già stati altri episodi di violenza e  a carico del marito c’era una diffida che l’obbligava a non avvicinarsi né alla ex moglie, né ai figli.

Quante ancora? Quante donne dovranno ancora essere uccise per considerare questo un  problema ancora irrisolto nel nostro Paese?

Gli strumenti fino ad ora messi in campo: la legge del 2013 contro il femminicidio e il piano antiviolenza del Ministero delle Pari Opportunità non hanno dato i risultati sperati.

Il numero dei femminicidi non diminuisce, le donne continuano a subire violenza quasi sempre fra le mura domestiche, tre su quattro non denunciano il maltrattante e i motivi per cui non lo fanno sono molteplici: difficoltà burocratiche, economiche, possibili ritorsioni, paura di denunciare il padre dei propri figli, il peso di dover testimoniare e di subire nelle aule dei Tribunali una nuova violenza….quelle che lo fanno, come la donna di Borgo Vercelli,  pur ottenendo la diffida che obbliga il maltrattante a non avvicinarsi alla vittima non sono sufficientemente tutelate.

Ma è sul fronte della prevenzione e della sensibilizzazione che abbiamo molta strada da fare: educazione alla parità, educazione di genere, educazione ai sentimenti, sono strumenti di straordinaria importanza per cambiare la cultura della nostra società, per far sì che i bambini e le bambine imparino sin dalla primissima età che un mondo senza la violenza e con una reale parità è un mondo in cui vivere meglio tutte e tutti.

 

 

 

Spigolando tra… Minori: due buone notizie per le vittime di violenze

ND NoiDonne  –  5 marzo 2017  – Paola Ortensi

Una briciola di ottimismo in una marea di problemi

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, in seguito al ricorso di Elisaveta Talpis tramite i suoi avvocati, condanna l’Italia per non aver agito con sufficiente rapidità per proteggere la donna e suo figlio, dagli atti di violenza domestica perpetrati dal marito cinque anni fa, violenze che hanno portato all’assassinio del figlio (il quale tentò di difendere sua madre) e al tentato omicidio di Elisaveta.
La Camera finalmente in questi giorni ha approvato, all’unanimità, la legge che tutela gli orfani di femminicidio e più precisamente vittime di crimini domestici.

Leggi il resto »

Parole giuste nei femminicidi, nasce l’Osservatorio permanente

Giulia.globalist.it  – 23 dicembre 2016  Redazione

Inserito nel gruppo di lavoro Pari opportunità dell’ordine dei giornalisti, vigilerà sulle espressioni improprie

 

Un ulteriore passo avanti per ottenere l’uso di “parole giuste” quando si scrive e si parla di femminicidio: la costituzione di un Osservatorio permanente entro il Gruppo di lavoro Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti che metterà a disposizione un indirizzo mail sul quale far pervenire le vostre segnalazioni. Come sottolinea Gegia Celotti, che coordina il Gruppo, l’obiettivo è bandire dalle cronache tutte quelle espressioni fuorvianti che attenuano o addirittura giustificano la gravità del femminicidio quali “delitto passionale”, “raptus”, “pista sentimentale”, “gelosia”. Dopo l’importante risultato del decalogo condiviso con la Ifj (Federazione internazionale dei giornalisti) e votato dall’intero Consiglio nazionale, l’Ordine varerà dunque questo osservatorio con il mandato di monitorare i media, segnalando e denunciando ogni espressione impropria. Commenta Gegia Celotti: “Una misura più puntuale ed efficace di qualsiasi “carta” per contrastare interpretazioni e termini scorretti che di fatto ostacolano il superamento di una cultura ancora profondamente misogina”.

Ricordiamo infatti che anche Giulia, sin dal proprio manifesto fondativo, è contraria a qualsiasi “carta” per e sulle donne, quasi fossero persone d’un genere dai diritti e doveri differenti o ridotti. Invece lo strumento delle carte deontologiche è funzionale alla tutela di persone in intrinseche condizioni di minorità, per età (carta di Treviso per i minori) o in quanto migranti (Carta di Roma) o perché detenuti (carta di Milano).

Orfani due volte: le altre vittime dei femminicidi In un mese 18 figli rimasti senza madre (e padre)

Corriere della sera – La 27 ora    25NOVEMBRE #questononeamore   di Anna Costanza Baldry

Stanotte due bimbi innocenti hanno visto una delle cose più strazianti che può capitare a un bimbo. Vedere la propria madre strangolata dal padre, è successo, ancora, a Seveso. All’inizio del mese, in provincia di Genova un poliziotto ha ammazzato moglie e due figlie. Il giorno dopo, 3 bimbi hanno perso la mamma uccisa dal padre a Bitonto, Bari; il piccoletto di 4 anni era presente. Qualche giorno prima un altro bambino di 7 anni, in Toscana, a Pomarance, vicino a Pisa, lo hanno trovato muto, sotto choc, non lontano dal corpo della madre, ammazzata con una coltellata dal padre che poco dopo si è ucciso; la coppia aveva altri 4 figli. Cinque orfani, di cui due minorenni. Gli orfani adulti, non meno traumatizzati: due settimane fa a Sassari, 3 figlie orfane; il 20 novembre a Nubia (Trapani), altri 3 figli. In un solo mese 18 figli rimasti orfani di madre per mano del padre: 9 maggiorenni, 9 minorenni, di questi 2 anche loro uccisi. Cosa accade? Ma che Paese siamo, che permette che vengano così deturpati i diritti dei figli?

Leggi il resto »