Cara Ijeawele Quindici consigli per crescere una bambina femminista

E’ uscito per Einaudi   con la Traduzione di Andrea Sirotti

Cara Ijeawele Quindici consigli per crescere una bambina femminista”  di Chimamanda Ngozi Adichie

Chimamanda Ngozi  è la scrittrice nigeriana che con il piccolo saggio  Dovremmo essere tutti femministi  ha offerto ai lettori una definizione  nuova del femminismo per il XXI secolo, ponendo l’attenzione su ciò che significa essere una donna oggi, con un un appello di grande attualità sulle ragioni per cui dovremmo essere tutti femministi.

Questo nuovo lavoro nasce invece  come lettera a un’amica che le chiede consigli sulla formazione da dare alla sua bambina. In pratica, è un manuale di autoconsapevolezza, di femminismo contemporaneo.

Cosa significa essere femminista oggi? Per prima cosa reclamare la propria importanza, di individuo e di donna insieme; reclamare il diritto all’uguaglianza senza se e senza ma. E cosa significa essere una madre femminista? Non smettere di essere una donna, una professionista, una persona, e condividere alla pari la responsabilità con il proprio compagno. Mostrare a una figlia le trappole tese da chi la vuole ingabbiare per mezzo della violenza, fisica o psicologica, in un ruolo predefinito, e spiegarle che quel ruolo non ha nessun valore reale e che potrà scegliere di essere ciò che vorrà. Farle capire che la sua dignità non dipende dallo sguardo e dal giudizio degli altri e che la sua realizzazione non dipenderà dal compiacere quello sguardo. E significa soprattutto insegnarle che l’amore è la cosa più importante, ma che bisogna anche capire quando è il caso di battersi contro l’ingiustizia.
Adichie ha scritto un intenso pamphlet sotto forma di lettera, con uno sguardo confidenziale eppure politico. La sua voce, che sa essere intima e allo stesso tempo universale, ha saputo dare vita a un manifesto necessario in un presente in cui dobbiamo imparare a vivere la differenza per poterci ancora dire umani.

Un manuale che ogni donna dovrebbe leggere e leggere insieme alle proprie figlie;  in un momento in cui molti diritti e molte discriminazioni sono ancora presenti nella nostra società quello che possiamo fare, oltre a batterci per non arretrare, ma per raggiungere delle reali pari opportunità e pari dignità fra donne e uomini, è di  infondere  alle ragazze, future donne di domani, la consapevolezza  che donne e uomini sono individui di pari valore e con pari dignità, e che gli stereotipi che per anni hanno ingabbiato le donne devono essere rimossi  se si vuole un mondo dove la parità, non sia solamente un concetto astratto, ma sia concretamente realizzato.

Questo libro può aiutarci a spiegarlo in modo semplice  alle bambine e ai bambini  di oggi, ancor più se riusciremo a evidenziare i tanti modelli positivi di donne, che con  il loro coraggio, la loro forza e le loro capacità hanno contribuito a migliorare questo mondo. Ed infine un consiglio che ci dà Chimamanda Ngozi Adichie: ” Non dire mai a tua figlia che deve fare una cosa o che non la deve fare «perché sei una femmina». «Perché sei una femmina» non è mai una buona ragione. In nessun caso.

Laura Onofri

 

 

La marcia delle differenze

Femministerie – 26 gennaio 2017   – Giorgia Serughetti

La Women’s March on Washington del 21 gennaio è stata senz’altro un evento straordinario, fuori dall’ordinario, perché nei paesi occidentali è sempre più raro assistere a manifestazioni di queste dimensioni, tanto più se guidate dalle donne. L’America è scesa in piazza, è stato scritto. In piazza per sostenere un programma politico “che parla a tutte e tutti”, a “persone di ogni genere, razza, cultura, appartenenza politica”, e si riallaccia all’eredità di tutti i movimenti: dal suffragismo all’abolizionismo, al femminismo, alle lotte dei nativi americani fino a Occupy Wall Street e a Black Lives Matter. Sul palco si sono susseguite le voci di donne bianche, nere, latine, lesbiche, etero, musulmane, cristiane, e uomini, donne, transgender. Tra le celebrità, c’erano femministe storiche come Gloria Steinem, icone del movimento per i diritti civili e per la liberazione delle donne come Angela Davis, star dell’attivismo di sinistra come Michel Moore. Leggi il resto »

La Russia vuole depenalizzare la violenza domestica

Il Post – 21 gennaio 2017

La camera bassa del parlamento ha approvato un disegno di legge per “declassare” da penali ad amministrativi i reati che riguardano alcuni abusi commessi in famiglia

La camera bassa del parlamento russo (la Duma) ha approvato in prima lettura un disegno di legge per depenalizzare alcune forme di violenza domestica. L’obiettivo è quello di “declassare” da penali ad amministrativi i reati che riguardano le violenze commesse in famiglia e che causano lesioni considerate non gravi: nella logica della legge si tratta di quelle lesioni che non necessitino di cure ospedaliere o che costringano la persona che le ha subite a chiedere un congedo dal lavoro.
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Femminismo, quel che resta del movimento alla youtube generation.

Ansa.it  di Alessandra Magliaro

La marcia di Washington lo fa tornare attuale, ma le ragazze cosa sanno delle battaglie di allora?

La Women’s March on Washington, l’immensa storica marcia delle donne che il 21 gennaio ha portato in strada 2,5 milioni di persone in 30 paesi protestando contro il razzismo e il sessismo del neo presidente Donald Trump e per ribadire i diritti alla parità, ha ridato improvvisamente attualità ad un termine che pensavamo perduto: il femminismo. Circa 5 decenni dopo quel movimento che portava in piazza le donne e insieme alle battaglie istituzionali sull’emancipazione determinava in Italia leggi sull’aborto, il divorzio, il diritto di famiglia e in generale lottava per un cambiamento di prospettiva tra i sessi puntando alla pari dignità e uguaglianza, è sconosciuto alla youtube generation, se non misconosciuto perchè etichettato negativamente, travisato.

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DONNE CANDIDATE E COMUNICAZIONE POLITICA

by Diana De Marchi, estratto da ArcipelagoMilano 4  ottobre 2016
www.arcipelagomilano.org

“Non solo la politica, ma anche il settore consulenza politica è prevalentemente maschile, esordisce la direttrice del movimento “Women for Hillary” Jessica Grounds in sala Alessi, invitata a un confronto su donne, politica e istituzioni, organizzato in collaborazione da Comune di Milano, Consolato Americano e Valore D. Quando Jessica Grounds, fondatrice di “Solid Grounds Strategy” e specialista di comunicazione politica, ha iniziato a lavorare in questo campo dieci anni fa, erano soprattutto gli uomini a dominare questo ambito professionale. Il linguaggio, la comunicazione, la strategia e la tattica della consulenza politica, derivano da una percezione maschile.
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