Quelle donne nel Sessantotto, rigenerate nel femminismo

La Stampa 21 giugno 2018   – Silvana Mazzocchi

Il Sessantotto, laboratorio di ribellione, fabbrica di speranze e illusioni. Non sempre i giovani di allora sono riusciti a portarsi dietro nella loro vita di adulti se non l’intransigenza, almeno i valori fondanti di quel Movimento che, negli anni a venire, avrebbe prodotto delusione e rassegnazione, ma anche ondate di estremismo violento, una degenerazione che avrebbe a lungo ferito il Paese . Fu invece il femminismo a prosperare e a rigenerare l’anima e la mente delle donne e, da quel tempo di rivolta, iniziò nell’arte, nella cultura, nelle professioni, nella politica e nella società civile un percorso denso di passioni e di conquiste. Una vera e propria “rivoluzione femminile” pacifica e capace di raccogliere il testimone di quel grande passaggio d’epoca che è stato il Sessantotto e di trasformarlo in un germe positivo che ha cambiato per sempre la vita delle donne.
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Una brutta stagione politica: le donne e quel silenzio su cui interrogarci

Corriere della sera – La 27 ora 15 aprile 2018    Alessandra Bocchetti

Perché noi donne ci facciamo da parte? Perché siamo così remissive, così ubbidienti, così ininfluenti, così silenziose, così compiacenti, così distratte, così incoscienti, così inette? Sempre a parlare di diritti, per poi dimenticarsi i propri. Lettera alle donne Dem

E’ possibile che per scopi umanitari si faccia una guerra? Missili Usa sulla Siria. Brutto risveglio ieri mattina, questa era la prima notizia.

Walter Benjamin ci racconta che l’angelo della storia ha il viso rivolto solo al passato, vede catastrofi e cumuli di rovine. Forza, potere e profitto sono sempre stati il motore della storia. Ma oggi è giusto, soprattutto per una donna, chiedersi se sia possibile uscire da questo paradigma Molti e molte pensano che il femminismo sia una forma di sindacato di genere. E’ invece il tentativo di cambiare modo di pensare. Abbandonare il mito della forza e la logica del potere per riconoscere la verità della condizione umana: dipendiamo gli uni dagli altri, abbiamo bisogno di sentirci amati e di amare, abbiamo bisogno di essere curati, abbiamo paura di morire.

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Lettrici & femministe: i nuovi club di lettura dove si discute di parità

Corriere della sera –  La 27 ora          Greta Sclaunich

I club di lettura tornano di moda: ma adesso si parla soprattutto di femminismo

Il primo «scaffale condiviso» è stato quello dell’attrice Emma Watson, che nel 2016 ha deciso di aprire un account sul social per bibliofili Goodreads chiamato, appunto, «Our shared shelf» (in italiano, il nostro scaffale condiviso). Con un obiettivo preciso: «Iniziare un gruppo di letture femminista». Oggi, due anni dopo, conta 214 mila membri. E un bel po’ di emuli. Che il club di lettura stia tornando di moda? Lo afferma il femminile francese Cheek Magazine, che sostiene però che i nuovi circoli di lettura abbiano poco a che fare con quelli tradizionali: oggi, più che di letteratura, si discute di femminismo. Che non significa però condividere solo saggi storici su emancipazione e parità. Come dimostra il film Book Club, che segue le vicende di un gruppo di signore della terza età alle prese con 50 sfumature di grigio (uscirà nelle sale americane a metà maggio), si può discutere di femminismo anche analizzando romanzi e best seller, magari erotici.

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50 anni dopo il ’68 come sono cambiate le politiche di pari opportunità e di genere

Giovedì 8 marzo 2018     Ore 9.30 – 12.00

Auditorium Città metropolitana di Torino Corso Inghilterra, 7

Saluti istituzionali e introduzione

Sindaca della Città metropolitana di Torino

Consigliera delegata Diritti sociali e parità, welfare interventi

“Donne e potere: le radici della libertà” Laura Cima esperta di parità

“Dalla Riforma del Diritto di Famiglia al reato di stalking” Michela Quagliano consiglierà di parità supplente della Città metropolitana di Torino

“Parità e pari opportunità nel lavoro” Mirella Caffaratti avvocata giuslavorista

Proiezione Video

“Il movimento femminista da 50 anni in marcia” Laura Onofri Movimento Se Non Ora Quando

Modera Elena Di Bella dirigente Servizio Politiche Sociali e di Parità Città metropolitana di Torino

Italia chiama Lituania. Dialoghi sul femminismo a Roma

ARTRIBUNE  11 febbraio 2018   – Donatella Giordano

Istituto Centrale per la Grafica, Roma ‒ fino al 2 aprile 2018. Ventinove artiste donne cantano la rivoluzione con una mostra il cui titolo riprende quello di una delle prime rassegne al femminile curata da Romana Loda nel 1977.

Laisvydė Šalčiūtė, Don’t Die for Love, dalla serie Strip Search, 2010. Courtesy l’artista © Laisvydė Šalčiūtė Photo © Marco Ravasini
Laisvydė Šalčiūtė, Don’t Die for Love, dalla serie Strip Search, 2010. Courtesy l’artista © Laisvydė Šalčiūtė Photo © Marco Ravasini

Si fa presto a parlare di femminismo quando le tematiche si spostano sul ruolo o sul corpo della donna? Dopotutto, quello che negli Anni Sessanta e Settanta in Italia appariva come una rivolta sociale ancora oggi non ha trovato una ragion d’essere e – come dichiara ad Artribune  Tomaso Binga, presente in mostra con una installazione e una performance – “Tutta la presa di posizione delle donne contro la violenza sessuale fa capire che è una tematica che non è superata per niente”. Leggi il resto »