LIBERE TUTTE

venerdì 15 settembre ore 18

Presentazione del libro di e con Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti edito da minimum fax
con Norma de Piccoli, CIRSDE Università di Torino e Laura Onofri, Commissione Pari Opportunità Regione Piemonte

C’è ancora bisogno di femminismo?  Questa parola, da alcuni archiviata troppo presto, ritrova un significato di battaglia, per tutte le donne e per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro.  Le lotte non sono finite, su temi vivi e controversi che riguardano corpi, libertà, autodeterminazione.

a cura di SeNonOraQuando?Torino

Circolo dei Lettori    – via Bogino 9 Torino

Donne non caschiamoci: il potere che ci tocca è solo una presa in giro

L’Espresso – 16 luglio 2017  Natalia Aspesi

E’ sempre un gruppo di maschi magnanimi che decide se dare una qualsiasi carica a una donna. E non perché sia brava. Ma solo per necessità burocratica: tra venti capi uomini ce ne vuole almeno una per fare parità

Donne non caschiamoci: il potere che ci tocca è solo una presa in giro

Signore state in guardia, soprattutto se siete videogeniche e attorno ai 40. I maschi come sempre tramano contro di voi, e qualche ingenua ci è già cascata. All’erta, all’erta! Se per caso simpatizzate stoltamente per un partito o movimento o ancor peggio vi fate parte, oppure se un vicino di casa, un parente, il vostro salumaio, il compagno di università di vostra figlia, o addirittura un pezzo grosso della politica, vi stanno circuendo, lusingando, muratevi in casa, oppure fuggite in chador dove alle donne è proibito anche guidare la macchina. Che libertà!
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Chiara Saraceno: ‘Il maschilismo ormai è sdoganato’

L’Espresso  16 luglio 2017   – Sabina Minardi

Dagli ombrelli per coprire i politici al sindaco che definisce bambinata lo stupro di gruppo, il sessismo è diventato talmente diffuso da diventare normalità.  «E la battaglia è sempre più difficile perché si nutre della presunzione che in fondo alle donne vada bene così». Parla la sociologa

Chiara Saraceno: 'Il maschilismo ormai è sdoganato'
Chiara Saraceno

Il termine mancava, ora c’è. Già pronto a fare ingresso tra i neologismi dei dizionari: “ombrelline”. Ragazze in piedi con l’ombrello in mano, a proteggere dal sole relatori maschi.
Dopo veline, ragazze immagine, donne-oggetto, si aggiorna col parasole femminile il catalogo dell’ordinario maschilismo. E siccome le parole contano, ci pensa il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, a rafforzare lo spirito del tempo: definendo uno stupro di gruppo, dodici ragazzini contro una quindicenne, una bambinata. Birichinata, bricconata: poco più che una marachella.
I social in rivolta. Il sindaco si ravvede. La verità è che la calura estiva fa da spia allo Zeitgeist: il maschilismo è forte e più che vivo che mai.

TREMATE TREMATE I MASCHI SON TORNATI

Tremate,tremate, i maschi son tornati: discriminazione, autoritarismo, violenza sulle donne. Non sono il passato, anzi dominano di nuovo il presente. Rapporto sulla sottomissione di genere sul nuovo numero dell’Espresso di domenica 16 luglio

Interessante rapporto del settimanale che dedica ampio spazio al tema del maschilismo ormai “sdoganato” e delle tante  discriminazioni nei confronti delle donne che segnano sempre di più il nostro tempo.

Giustamente si parla di un arretramento dei diritti, ma anche della democrazia che se non è paritaria non è tale.

A parlare di questo   tema : Natalia Aspesi, Federica Bianchi, Manuela Cavalieri, Francesca Mannocchi, Sabina Minardi, Donatella Mulvoni, Valeria Parrella, Chiara Saraceno, Gayatri Spivak.

Pubblicheremo ne corso delle settimane tutti i contributi a questo dibattito.

 

 

 

(Illustrazione di Giuseppe Fadda)

Boldini fu colui che guidò a colpi di pennello l’emancipazione femminile???

di Cinzia Ballesio

Si  è aperta venerdì 29 luglio nella sala delle arti alla Reggia di Venaria  dove rimarrà visitabile fino al 28 gennaio 2018, una grande mostra antologica su Giovanni Boldini.

Con oltre 115 opere, il percorso si articola seguendo gli anni di attività dell’artista ed è organizzato in quattro sezioni tematiche che ne narrano la parabola espressiva mettendo a confronto la sua pittura con quella di alcuni suoi contemporanei come De Nittis, Signorini, Zandomeneghi.

L’allestimento è arricchito inoltre dalla presenza di arredi e oggetti del periodo Liberty ed Art Nouveau e da alcuni filmati a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino con protagoniste Lyda Borelli, Pina Menichelli, Francesca Bertini, le Divine del cinema muto.

Una mostra dove le donne sono protagoniste, sorridenti e palpitanti di vita nei loro stupendi abiti e ben rappresentano quella gioia di vivere che caratterizza un periodo contradditorio  che passerà alla storia come Belle Epoque e che prelude alla tragedia della Prima Guerra Mondiale.

Ritratti stupendi e famosi come quello di Berthe che legge una dedica su un ventaglio del 1878, i due della contessa de Rasty del 1880, quello della danzatrice del 1905 e molti altri tra cui quello famosissimo di Donna Franca Florio del 1924. Leggi il resto »