L’onda d’urto femminile

La Repubblica 18 giugno 2020 – Livia Turco

Nel costruire un nuovo modello di sviluppo le donne devono essere determinanti. E soprattutto unite. Andare in ordine sparso, impegnarsi ciascuna nella propria associazione, è segno di generosità. Ma rischia di rimanere una testimonianza

Care donne, dobbiamo cambiare passo. Lo dico da cittadina che ha una storia politica e che sente oggi la passione e il dovere di fare la sua parte per costruire un mondo nuovo, una società umana. Dobbiamo avere l’ambizione di costruire una nuova stagione di protagonismo femminile. Dobbiamo costruire un’onda d’urto che invada la società e le istituzioni della politica. Un’onda d’urto che decida l’agenda politica e di governo del nostro Paese. Dobbiamo farlo oggi. Non domani.

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Per la politica la parità di genere in Italia esiste solo per le madri lavoratrici

The Vision 3 giugno 2020 – Jennifer Guerra

La gestione della pandemia in Italia è stata un florilegio di esperti, tecnici, task force e commissioni, per un totale di 450 persone a cui è stato assegnato il compito di portarci fuori dal disastro del coronavirus. Uno dei problemi subito sorti, però, è che le composizioni delle task force non rispettavano le quote di genere di almeno il 30% di presenza femminile. Fortuna che però a riequilibrare le sorti delle italiane c’era la task force “al femminile” voluta dalla ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti, chiamata “Donne per un nuovo Rinascimento” e annunciata su Facebook con un video motivazionale sui toni del fucsia il 10 aprile scorso, nel centenario della nascita di Nilde Iotti. Dodici donne dai profili autorevoli per “costruire un nuovo percorso, un vero e proprio Rinascimento per il nostro Paese”. Il 25 maggio il dicastero ha presentato il documento prodotto dalla commissione, che è però decisamente deludente e più che tracciare un nuovo Rinascimento è un perfetto esempio di gattopardismo: tutto deve cambiare perché tutto resti come prima.

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Brasile, il presidente Bolsonaro denunciato all’Onu per i tagli al buget contro la violenza di genere

Open 7 febbraio 2020

«In un contesto di aumento dei femminicidi nel Paese – hanno detto le deputate di Psol – il governo non ha stanziato alcuna risorsa per la politica di Uguaglianza e Lotta alla Violenza contro le Donne nel 2020»

Deputate del Partito Socialismo e Libertà (Psol, di sinistra) brasiliano hanno presentato una denuncia contro Jair Bolsonaro alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per la violenza sulle donne a causa di alcune considerazioni sulla violenza di genere espresse dal presidente del Brasile. A renderlo noto è stato il quotidiano Folha de S.Paulo. Nel documento inviato all’Onu, le deputate Fernanda Melchionna, Taliria Petrone, Luiza Erundina, Samia Bomfim e Aurea Carolina hanno chiesto che la relatrice speciale in materia, Dubravka Simonovic, venga in Brasile «in modo da osservare direttamente gli impatti della riduzione del budget per combattere l’aumento della violenza contro le donne nel Paese».

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#8Marzo: il «carico mentale» delle donne e quel welfare che si poggia sul lavoro di cura non retribuito – I dati

Open 8 marzo 2020 – Giada Ferraglioni

Foto in copertina di Vincenzo Monaco per Open

È il giorno dei diritti della donna, per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche e continuare a combattere contro discriminazioni e violenze. Ma qual è la situazione nel lavoro di cura?

«Take a load off, Fanny», cantavano i The Band nel 1968 nella famosissima «The Weight» (nell’album Music From Big Pink). «Liberati di un carico, Fannie». Oggi, nel giorno della ricorrenza dedicata alle rivendicazioni dei diritti delle donne, parlare del «carico mentale» che riguarda le donne di tutto il mondo è un tema più attuale che mai. Perché è questo il punto di partenza per poter pensare una società che dia a tutti e tutte gli stessi strumenti per vivere la propria vita.

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Il carico mentale delle donne

La Repubblica 21 febbraio 2020 di Michela Murgia

Arriva in Italia con Laterza il libro a fumetti della vignettista francese Emma, “Bastava chiedere! Dieci storie di femminismo quotidiano”. Qui la prefazione della scrittrice italiana.

Sono stata cresciuta da due famiglie che, in sequenza, si sono occupate della mia crescita e della mia formazione, ciascuna con i suoi mezzi. Nonostante il fatto che una delle mie due mamme facesse un lavoro imprenditoriale che la portava fuori casa e l’altra fosse una casalinga, entrambe erano sposate a uomini che non avevano idea di dove fossero riposte le loro mutande.

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