Appello alle donne del Parlamento: 40 anni dopo, la legge 194 va difesa

Repubblica.it   19 maggio 2018

La lettera. Intellettuali, sindacati, esponenti della politica e delle associazioni scrivono: “Insieme abbiamo salvato tante donne dalla morte e dalla vergogna della clandestinità. È per questa coscienza che non ci può fare paura l’oscena propaganda che si sta scatenando in questi giorni contro questa legge”

 

Questa lettera è indirizzata alle donne che oggi siedono in Parlamento. Siete le più numerose della storia della nostra Repubblica, vi trovate lì per il desiderio e la lotta delle donne che vi hanno precedute. Vogliamo celebrare con  voi, che siate d’accordo o no, i 40 anni della legge che ha dato alle donne il diritto di dire la prima e l’ultima parola sul proprio corpo.
Un po’ di storia: la 194, legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, è stata fortemente voluta dalle donne contro la destra e a fronte di una sinistra a lungo titubante, alleato senza remore fu solo il Partito Radicale. Alla fine gran parte del Movimento femminista, le donne dell’Udi, dei partiti di sinistra, dei sindacati e delle associazioni e tante altre seppero mettersi insieme, dopo mediazioni non facili, e vinsero. Fu un vero e proprio atto di governo.

È questo insieme che vogliamo celebrare e mostrare oggi ancora vivo e potente. Insieme abbiamo salvato tante donne dalla morte e dalla vergogna della clandestinità. È per questa coscienza che non ci può fare paura l’oscena propaganda che si sta scatenando in questi giorni contro questa legge, che pretende di mostrare le donne come assassine. Ma l’amore delle donne per la vita lo testimoniano secoli di storia.  

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Non torneremo alla clandestinità

Femministerie   7 aprile 2018        – Cecilia D’Elia

Roma ferita due volte in poche ore. Prima il mega manifesto della associazione Provita su via Gregorio VII,  poi, oggi, lo striscione all’ingresso della Casa internazionale delle donne: 194 strage di stato. I caratteri sono quelli noti, usati dall’estrema destra romana.

Si avvicinano i 40 anni della legge che ha legalizzato le interruzioni di gravidanza in Italia, e i toni si riaccendono, le crociate ripartono, le ideologie si rianimano.

Contro una legge che ha consentito negli anni una costante diminuzione del ricorso all’aborto, che è passata indenne attraverso due referendum, una legge che sopravvive nonostante il quotidiano tentativo di boicottarne l’applicazione. Leggi il resto »

Relazione 2016 sull’attuazione della legge 194 del 78: due chiavi di lettura diverse

Qui di seguito presentiamo un articolo tratto dal Quotidianosanità.it che riporta i dati della relazione al Parlamento del Ministero della Salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78) relativa all’anno 2016 con le valutazioni, positive, della Ministra della Sanità, on. Beatrice Lorenzin.

Per completezza d’informazione, riteniamo utile proporre successivamente anche il commento, decisamente più critico, dell’Associazione Luca Coscioni. Leggi il resto »

SNOQ sull’applicazione della L 194 ad Ancona

SNOQ a sostegno di un bando pubblico per l’applicazione della 194 nelle Marche

Se Non Ora Quando? esprime la propria disapprovazione per la petizione svolta sotto il patrocinio dell’Associazione per la difesa dei Valori Cristiani ed indirizzata al dott. Giovanni Stroppa, presidente del Comitato Consultivo zonale di medicina specialistica ambulatoriale, con la quale si dice No ad un bando di concorso per assumere personale non obiettore da destinare al distretto di Ancona e Fabriano. Con tale petizione si critica la scelta di precludere “il lavoro a chiunque consideri l’aborto un omicidio”.
E’ assolutamente necessario operare una netta distinzione tra l’erogazione della prestazione medica e l’istituto dell’obiezione di coscienza, perché non è più accettabile che la quest’ultima di fatto complichi o addirittura impedisca l’esercizio del diritto a richiedere un’interruzione di gravidanza. Una volta accertata una grave mancanza di personale sanitario non obiettore che effettui questo servizio, è doveroso per le istituzioni preposte mettere mano a questa situazione che concretamente impedisce una prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale
Poiché anche l’assistenza distrettuale fornita dai consultori rientra nei Livelli essenziali di assistenza, è gioco forza che un dirigente sanitario ottemperi all’obbligo di consentire l’erogazione del servizio pubblico richiesto da una donna che vuole interrompere una gravidanza nel pieno rispetto della normativa vigente. Conseguentemente, se mancano medici non obiettori, è pienamente legittimo che l’Asur (Azienda Sanitaria Unica Regionale) assuma iniziative finalizzate a che la gestione del personale sia realizzata in modo da consentire la prestazione sanitaria richiesta.
Ben venga, quindi, un bando di concorso che vada incontro alle esigenze delle donne che richiedono di interrompere una gravidanza in base al disposto normativo della 194. Una legge dello Stato, che garantisce un diritto in capo a chi sceglie di diventare madre in maniera consapevole e libera. Un diritto, che non può essere annullato a causa della presenza di medici che rifiutano di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza, perché obiettori di coscienza.

Se Non Ora Quando?

Legge 194. Lettera aperta ad Amedeo Bianco: “Fnomceo non lasci soli i medici non obiettori”

QS quotidianosanità – 19 marzo 2014

Lavorare con deontologia, o con scienza e coscienza, in Ostetricia e Ginecologia impone questo imperativo categorico: stare vicino alla donna. Non c’è posto per morali di fronte a diagnosi prenatali caldamente consigliate da personalità che poi si dileguano di fronte alla scoperta di malformazioni, affidando temporaneamente pazienti disperate, a pezzi e da ricostruire, al buon cuore di pochi

19 MAR – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Sandra Morano, ginecologa e ricercatrice dell’IRCCS AOU S. Martino IST. Università degli Studi di Genova, ha indirizzato al presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, Amedeo Bianco, per chiedere un intervento incisivo della Fnomceo sui temi dell’aborto e della maternità responsabile. Leggi il resto »