Deve finire l’ipocrisia sessuale in Marocco

Le Monde 23 settembre 2019 Editoriale. Traduzione a cura di Laura Recrosio e Eleonora Data

L’appello di 470 cittadini per l’abrogazione delle leggi contro l’interruzione di gravidanza e le relazioni sessuali fuori dal matrimonio giunge al momento giusto.

La condizione delle donne è sovente un buon indice della salute di una società e dello qualità di un regime politico. La condizione delle donne marocchine riflette al tempo stesso la notevole vitalità di un paese, in cui sempre più donne accedono a compiti di responsabilità, e un sistema ipocritamente ossessionato dalla verginità, dove la libertà di costumi serve come pretesto per regolamenti di conti politici.

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L’evoluzione del ruolo della donna in campo artistico e culturale nello scenario degli ultimi 40 anni

6 novembre 2015, ore 16.00

Consiglio regionale del Piemonte Palazzo Lascaris –

Aula consiliare via Alfieri, 15 – Torino

Stefanella Campana, responsabile della versione italiana del sito delle Culture del Mediterraneo Babelmed e giornalista de “La Stampa”

dialogherà con Rita El Khayat

Rita El Khayat è considerata una della più importanti intellettuali del Marocco e del Maghreb: scrittrice, etno-psichiatra, psicanalista, antropologa è autrice di una quarantina di opere oltre che sulla psichiatria più in generale sulla condizione esistenziale delle donne nel mondo arabo. Candidata per ben due volte al Premio Nobel per la Pace detiene molti primati nel suo Paese: prima donna psichiatra, prima donna medico del lavoro prima voce femminile e produttore presso l’emittente televisiva marocchina ed il centro cinematografico marocchino. Le è stata conferita nel 2006 la cittadinanza onoraria italiana.