Siamo tutte Laura Boldrini

Laura Onofri

Non possiamo che esprimere il nostro sdegno per quanto accaduto ieri a Busto Arsizio, dove alcuni giovani leghisti hanno dato  fuoco a un fantoccio che voleva rappresentare Laura Boldrini.

Non si tratta di ‘una sciocchezza’ , nè di  una goliardata giovanile, ma di un atto fascista e misogino pericoloso e  conseguenza della politica maschilista e razzista portata avanti in questi anni dalla Lega e dal suo segretario.

La violenza simbolica e verbale che il centrodestra, la Lega  e il Movimento 5 stelle hanno esercitato  nei confronti di Laura Boldrini in questi cinque anni di legislatura non ha precedenti ed è la fotografia di quanto questi partiti siano ancora profondamente maschilisti e convinti  di una presunta superiorità dell’uomo nei confronti della donna.

Laura Boldrini, non è solo una donna, ma è una donna forte, libera e indipendente: queste qualità sono insopportabili agli occhi di chi è portatore di una cultura sessista e fallocentrica.

Le donne ne devono essere consapevoli, ancor di più in questo momento in cui fra poco saremo chiamate a votare i nostri  e le nostre rappresentanti in Parlamento.

Noi, a prescindere dalla nostra appartenenza politica,  siamo tutte Laura Bodrini.

 

 

Perché le femministe devono ringraziare Trump

L’Espresso  16 luglio 2017    –  Federica Bianchi

Se non fosse stato per il maschilismo cosmico del Presidente, le americane non sarebbero mai state costrette a prendere le misure della propria situazione reale

Perché le femministe devono ringraziare Trump

S i diverte ad afferrare le donne per i genitali. Offende il loro aspetto. Ne ridicolizza talento e intelligenza. E lo fa in modo seriale. Con un riflesso incondizionato. Poi, consciamente, manovra nel Congresso per impedire loro di abortire e sogna di riportarle tra il forno e la camera da letto. Donald Trump, il presidente americano, è diventato sinonimo di maschilismo cosmico: per molti è l’esatto opposto dell’americano vero, un insulto a anni di conquiste civili.

Eppure incarna perfettamente quel maschilismo del pioniere coraggioso, bianco e cristiano che l’intellighenzia democratica americana, nonostante mezzo secolo di battaglie, non è riuscita a estirpare e che ha ora ritrovato legittimità. Tanto più forte è l’uomo al potere tanto più bella e passiva deve essere la donna che gli sta accanto. Se brilla è di luce riflessa. Come la moglie Melania, da povera ragazza dell’Europa dell’Est a First Lady d’America. Ma anche come la figlia Ivanka, priva di meriti se non quelli di sangue, sistemata al “tavolo dei potenti”, come è accaduto nel recente G20, quando la conversazione verteva su questioni ritenute minori o fastidiose. Non è un caso che l’anno scorso, quando il settimanale “Time” lo aveva nominato “persona dell’anno” lui si fosse lamentato e avesse ribadito che tante donne avrebbero preferito la dicitura di “uomo dell’anno”. Il leader, nella sua definizione, è naturalmente uomo.

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Donne non caschiamoci: il potere che ci tocca è solo una presa in giro

L’Espresso – 16 luglio 2017  Natalia Aspesi

E’ sempre un gruppo di maschi magnanimi che decide se dare una qualsiasi carica a una donna. E non perché sia brava. Ma solo per necessità burocratica: tra venti capi uomini ce ne vuole almeno una per fare parità

Donne non caschiamoci: il potere che ci tocca è solo una presa in giro

Signore state in guardia, soprattutto se siete videogeniche e attorno ai 40. I maschi come sempre tramano contro di voi, e qualche ingenua ci è già cascata. All’erta, all’erta! Se per caso simpatizzate stoltamente per un partito o movimento o ancor peggio vi fate parte, oppure se un vicino di casa, un parente, il vostro salumaio, il compagno di università di vostra figlia, o addirittura un pezzo grosso della politica, vi stanno circuendo, lusingando, muratevi in casa, oppure fuggite in chador dove alle donne è proibito anche guidare la macchina. Che libertà!
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Chiara Saraceno: ‘Il maschilismo ormai è sdoganato’

L’Espresso  16 luglio 2017   – Sabina Minardi

Dagli ombrelli per coprire i politici al sindaco che definisce bambinata lo stupro di gruppo, il sessismo è diventato talmente diffuso da diventare normalità.  «E la battaglia è sempre più difficile perché si nutre della presunzione che in fondo alle donne vada bene così». Parla la sociologa

Chiara Saraceno: 'Il maschilismo ormai è sdoganato'
Chiara Saraceno

Il termine mancava, ora c’è. Già pronto a fare ingresso tra i neologismi dei dizionari: “ombrelline”. Ragazze in piedi con l’ombrello in mano, a proteggere dal sole relatori maschi.
Dopo veline, ragazze immagine, donne-oggetto, si aggiorna col parasole femminile il catalogo dell’ordinario maschilismo. E siccome le parole contano, ci pensa il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, a rafforzare lo spirito del tempo: definendo uno stupro di gruppo, dodici ragazzini contro una quindicenne, una bambinata. Birichinata, bricconata: poco più che una marachella.
I social in rivolta. Il sindaco si ravvede. La verità è che la calura estiva fa da spia allo Zeitgeist: il maschilismo è forte e più che vivo che mai.

TREMATE TREMATE I MASCHI SON TORNATI

Tremate,tremate, i maschi son tornati: discriminazione, autoritarismo, violenza sulle donne. Non sono il passato, anzi dominano di nuovo il presente. Rapporto sulla sottomissione di genere sul nuovo numero dell’Espresso di domenica 16 luglio

Interessante rapporto del settimanale che dedica ampio spazio al tema del maschilismo ormai “sdoganato” e delle tante  discriminazioni nei confronti delle donne che segnano sempre di più il nostro tempo.

Giustamente si parla di un arretramento dei diritti, ma anche della democrazia che se non è paritaria non è tale.

A parlare di questo   tema : Natalia Aspesi, Federica Bianchi, Manuela Cavalieri, Francesca Mannocchi, Sabina Minardi, Donatella Mulvoni, Valeria Parrella, Chiara Saraceno, Gayatri Spivak.

Pubblicheremo ne corso delle settimane tutti i contributi a questo dibattito.

 

 

 

(Illustrazione di Giuseppe Fadda)