La maternità è sopravvalutata. Parola di mamma.

FuoriLogo 10 agosto 2015

Adesso basta. Ve lo buco questo elogio sperticato della maternità. E ve lo buco proprio perché sono una mamma.

Sono una mamma. Ma anche un’incredibile polemica, una curiosa appassionata, una lettrice instancabile, una collezionista di sogni, una caffeinomane, una cinica necessitata, una piangiona improvvisa, una cuoca versatile, un’amante delle passeggiate sul fiume.

Sì, potrei annoiarvi ore ed ore spiegandovi che io non sono solo una mamma. La mia vita è piena di molte altre sfumature e modi di essere. Mi ha sempre dato fastidio essere identificata solo come “la mamma di X”. Come se il parto ti rendesse un corpo unico con l’essere che hai messo al mondo. Mi fanno paura le simbiosi e detesto le fusioni. Solo nella somma dell’individualità si apprezza la complessità dell’essere. Non è l’appiattimento, la chiave della felicità. E se questo vale in ogni relazione, vale ancor di più in quella genitoriale.

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Il Jobs Act del lavoro autonomo

in.Genere      29 luglio 2017        Rosita Zucaro

Cosa cambia per lavoratrici e lavoratori autonomi in termini di conciliazione tra vita e lavoro. Le novità in materia di congedi parentali e maternità

La legge n.81 del 2017, “Misure per la tutela del lavoro autonomonon imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”, ha ampliato le tutele per le lavoratrici e i lavoratori autonomi, oltre a fornire una cornice normativa allo smart working[1].

Dopo il Jobs Act del lavoro dipendente, che nel 2015 ha esteso le tutele in materia di genitorialità, maternità soprattutto, la normativa qui in commento interviene sullo stesso versante per quanto attiene gli autonomi. Con tale provvedimento legislativo, quindi, si cerca di ridurre, almeno in parte, la distanza in termini di conciliazione vita-lavoro tra lavoro dipendente e autonomo.

La legge delega il governo ad adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento un decreto legislativo volto ad ampliare le prestazioni di maternità riconosciute alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata. Nello specifico, al fine di incrementare le prestazioni legate al versamento della contribuzione aggiuntiva per gli iscritti alla gestione separata, il governo dovrebbe ridurre i requisiti di accesso alle prestazioni di maternità, incrementando il numero di mesi precedenti al periodo indennizzabile entro cui individuare le tre mensilità di contribuzione dovuta, nonché introduzione di minimali e massimali per le medesime prestazioni.

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Noi, donne mai diventate madri

Donna Moderna    3 agosto 2017         Elisa Venco

Quanti pregiudizi ancora in Italia contro chi rinuncia alla maternità. Insieme a una fotografa che da tempo lavora su questo tema, abbiamo raccolto alcune testimonianze di donne che non hanno figli. E che qui si confessano a cuore aperto. Avete anche voi una storia simile da raccontarci? Scriveteci 

“Egoista, immatura, amante dei viaggi, convivente di un gatto o di un cane, una che ha tanto tempo libero, rifugge l’impegno, vuol mantenere il corpo atletico”. Così viene descritta la donna senza figli nel documentario Lunadigas di Nicoletta Nesler e Marilisa Piga (su Facebook le date del tour in varie città italiane). Segno dei pregiudizi che tuttora riguardano chi non è madre, a prescindere dai motivi e perfino della continua crescita numerica.

Secondo il Rapporto natalità e fecondità 2016 dell’Istat, oggi è 1 donna su 4 a varcare la soglia dei 40 anni senza avere figli, mentre un quarto di secolo fa era solo 1 su 10. Le ragioni sono varie, spesso molto personali. Tuttavia nel 2008 le demografe Maria Letizia Tanturri e Letizia Mencarini hanno esaminato un focus group di circa 800 “nullipare” evidenziando le principali motivazioni della scelta.

La maternità non è un destino

«Ci sono le donne che posticipano la gravidanza per motivi economici, professionali o perché non hanno una relazione stabile, fino a quando non è troppo tardi per una gravidanza» spiega Maria Letizia Tanturri. «Poi ci sono quelle che non hanno mai avuto l’istinto materno. E infine c’è una zona grigia di quante non hanno davvero deciso di non avere figli, ma forse non hanno sentito neppure una forte spinta a farli». Dal 2008 a oggi, però, precisa Giulia Zanini, borsista a Padova che ha condotto una ricerca sul tema, tra i “non genitori” sono comparse sempre più donne che si occupano dei figli del partner o di quelli degli amici.

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Un figlio o il lavoro: diventare madre comporta un taglio del salario del 35%

La Repubblica 5 luglio 2017          Chiara Saraceno

L’ultimo rapporto dell’Inps ha calcolato il prezzo che pagano le donne in termini retributivi quando scelgono la maternità

Decidere di avere un figlio per una donna occupata è rischioso sul piano economico. Non solo perché, ovviamente, aumentano i costi diretti, ma perché mette a rischio la continuità occupazionale ed anche se questa tiene, provoca nel medio e lungo periodo una perdita secca sul piano salariale, quindi in prospettiva anche sulla pensione futura. Il rapporto annuale Inps di quest’anno ha stimato l’ordine di grandezza di questo costo per le occupate nel settore privato.

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Mia madre, la mia bambina Solo l’amore ci può salvare

Corriere della sera La 27 ora  – 16 giugno 2017                 Daniela Aloi

«Buonasera signora, sua mamma dove è andata?». E chi lo sa, vorrei saperlo tanto anche io, mamma ha iniziato a non esserci più lentamente, all’inizio non ricordava dove fossero le cose, al solito si pensa che stia iniziando ad invecchiare e non ci si dà peso, passerà… Poi però ti siedi a tavola e senti dei sapori diversi, qualcosa è cambiato nelle pietanze che mamma, da cuoca sopraffina, ha sempre cucinato in maniera sublime. Poi senti che ti chiede quale strada debba fare per andare in chiesa per la messa, una strada che ha sempre percorso con passo spedito e sicuro, ogni giorno della sua esistenza. Capisci che qualcosa sta cambiando, ma non può essere, la mamma è sempre la mamma, è lei il nostro faro, il nostro punto di riferimento, la roccia che non affonda mai alla quale aggrapparsi quando vengono meno le certezze, è a lei che ci siamo rivolti da sempre per conoscere le cose, per affrontare le difficoltà, per sentirci amati, protetti, guidati, che ci ha sempre capito anche nei nostri silenzi. Non può essere, non ci può abbandonare, non ce lo possiamo permettere, abbiamo ancora tanto bisogno di lei. Perché ci sta facendo questo? Leggi il resto »