Aborto, mozione per “la vita” dal consiglio regionale della Liguria

Ecco un altro tassello di un disegno ormai chiaro: smantellare con mozioni, o.d.g. proposte di legge quella che è la legge  più emblematica dell’autodeterminazione delle donne: la Legge 194

La Repubblica  5 febbraio 2019

Votata dal centrodestra, contrario il Pd, si astengono i 5 Stelle

A maggioranza il consiglio regionale della Liguria stamani a Genova ha approvato una mozione che impegna la Giunta Toti a “attuare la parte a tutela della maternità della legge 194 per salvaguardare la vita”. Sono stati 17 i voti favorevoli (centrodestra), 6 i contrari (Pd) e 5 gli astenuti (M5S e Rete a Sinistra-LiberaMente Liguria) alla proposta del capogruppo FdI Matteo Rosso mirata a far sì che “vengano attuate tutte le azioni riportate dalla legge 194/78”.
“La legge 194 è conosciuta e considerata come la legge sull’aborto ma ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne”, ha detto il capogruppo di FdI Matteo Rosso, che ha proposto la mozione pro vita. “La legge va applicata in toto – hanno replicato le opposizioni -, la mozione dimentica il principio di autodeterminazione delle donne e non rafforza la rete dei consultori pubblici”.

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La sconfitta di una mamma che lavora

La Repubblica 6 luglio 2018   – Invece Concita  di Concita De Gregorio

Ancora grazie a Silvia Teofilo

Ricordate la mamma di cui avevo scritto l’8 marzo, “Madri al lavoro: belle parole, cattive pratiche”? “Sono Silvia – diceva la lettera – ho 37 anni e sono mamma di Lorenzo, un meraviglioso bimbo di 2 anni. Faccio parte della folta schiera di mamme-lavoratrici che ogni giorno affrontano un numero indefinito di difficoltà per conciliare famiglia e lavoro. Vivo in una grande città del nord e non abbiamo i nonni vicini. Dobbiamo districarci tra nido, baby sitter, campi scuola. Lavoro nella più importante compagnia assicurativa italiana, dove ogni giorno si parla di semplificazione del lavoro, dello smart working, del welfare aziendale. Bellissime parole, peccato che siano solo e sempre parole. Due anni fa, dopo della nascita di Lorenzo ho richiesto alla mia azienda di concedermi il part time. Qui è iniziata la mia odissea”. Una causa in tribunale, perché l’azienda aveva negato il part time. Silvia mi ha scritto ancora. Leggi il resto »

Ti cambia il corpo ti resetta la mente Perché fare un figlio

La Repubblica    12 luglio 2018  Simona Sparaco

Le fotografie sono di Elinor Carucci

Dalla gravidanza alla nascita, dai primi anni fino all’adolescenza La fotografa israeliana Elinor Carucci ha documentato per immagini la sua esperienza di madre. Mentre in Occidente le culle si svuotano, un inno senza enfasi a ciò che può riempire la vita stravolgendola completamente. E un avviso ai genitori: fateli andare, fateli fare, limitatevi a fare il tifo per loro

Per una madre è impossibile osservare le fotografie di Elinor Carucci senza venire inghiottita da una voragine di emozioni che ti avvicinano a lei fino a sentirla amica, quasi sorella. Davanti alle sue immagini, in mostra a Cortona da domani fino al 30 settembre, si ha l’impressione di essere messi a parte di una confidenza irripetibile.
Sono finestre che ci permettono di sbirciare su un’intimità che non è la nostra, ma che in un certo senso ci appartiene.
Penso all’abbraccio con mio figlio dopo il dolore del travaglio, quando ciò che fino a poco prima era solo una fantasia assume la consistenza di un corpo minuscolo, una testolina che puoi raccogliere in una mano, una faccia estranea eppure in qualche modo prevedibile, e imprescindibile, come se ci fosse sempre stata. Una cosa che mi è rimasta impressa di quel momento è stato l’odore del suo respiro, uno dei primi che compiva nel mondo, e non riesco a figurare niente di altrettanto fresco e pulito, tanto che ricordo di essermi domandata: «Ma da dove viene?»

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Donne e stereotipi di genere: una ricerca svela cosa pensano le italiane. E non è quello che credete

D.it     15 marzo 2018    –         Greta  Di Maria

L’uomo deve mantenere la famiglia; la maternità è l’unica esperienza di autorealizzazione di una donna; il successo è più importante per l’uomo… Secondo i dati della ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” pubblicata dall’Istituto Ipsos, resistono ancora gli stereotipi di genere. Con una sorpresa: anche le donne li sostengono

Anche le donne contribuiscono ad alimentare gli stereotipi di genere sul mondo femminile. Un risultato che fa riflettere, quello raggiunto dall’Istituto Ipsos per conto di WeWorld Onlus che, nella ricerca “Gli italiani e la violenza assistita” condotta su un campione di 500 uomini e 500 donne intervistati sull’argomento, mette a fuoco la persistenza in Italia sia degli stereotipi di genere sia di chi li sostiene, donne comprese. Leggi il resto »

La maternità è sopravvalutata. Parola di mamma.

FuoriLogo 10 agosto 2015

Adesso basta. Ve lo buco questo elogio sperticato della maternità. E ve lo buco proprio perché sono una mamma.

Sono una mamma. Ma anche un’incredibile polemica, una curiosa appassionata, una lettrice instancabile, una collezionista di sogni, una caffeinomane, una cinica necessitata, una piangiona improvvisa, una cuoca versatile, un’amante delle passeggiate sul fiume.

Sì, potrei annoiarvi ore ed ore spiegandovi che io non sono solo una mamma. La mia vita è piena di molte altre sfumature e modi di essere. Mi ha sempre dato fastidio essere identificata solo come “la mamma di X”. Come se il parto ti rendesse un corpo unico con l’essere che hai messo al mondo. Mi fanno paura le simbiosi e detesto le fusioni. Solo nella somma dell’individualità si apprezza la complessità dell’essere. Non è l’appiattimento, la chiave della felicità. E se questo vale in ogni relazione, vale ancor di più in quella genitoriale.

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