ALLARME 194

ALLARME 194 – GINECOLOGHE: ALLA MINISTRA GRILLO: LEGGE INAPPLICABILE, SANZIONARE OSPEDALI.
LA PETIZIONE CRESCE. FIRMANO BOLDRINI, CAMUSSO, FEDELI E LE LEADER DEI MOVIMENTI FEMMINISTI IN IRLANDA, POLONIA E ARGENTINA.
La petizione lanciata da quattro ginecologhe non obiettrici, raccoglie sempre più firme e anche adesioni importanti. Ai sedicimila firmatari, si sono unite il Segretario CGIL Susanna Camusso, l’on. Laura Boldrini, le ex ministre  Valeria Fedeli e Josefa Idem e tre leader del movimento delle donne  per “aborto legale e sicuro”, Ailbhe Smith  protagonista del referendum in IrlandaGisella Carino attivista e influencer argentina e Justyna Frydrych attivista polacca, una delle organizzatrici delle manifestazione a Varsavia contro il divieto di abortire.
Le quattro ginecologhe non obiettrici si rivolgono nella petizione direttamente alla Ministra Grillo con un appello importante ed accorato, perché venga garantita l’applicazione della 194 e vengano sanzionati i tanti Enti ospedalieri che, contrariamente agli obblighi di legge, non forniscono il servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Le dottoresse chiedono anche di istituire una preziosa “helpline” per le donne che necessitano di informazioni e supporto. Leggi il resto »

Legge 194. Dall’Associazione Luca Coscioni, Aied e Associazione Amica un rilancio in quattro mosse

Quotidiano.sanità   21 maggio 2018

Regolamentare l’obiezione di coscienza che al sud coinvolge l’83,5% dei ginecologi e favorire la pillola al posto dell’intervento chirurgico, privilegiando il Day Hospital evitando così un ricovero di tre giorni, risparmiando risorse da investire in Consultori, Contraccezione e nella promozione di una corretta informazione per tutti

“Il miglior regalo per il 40esimo compleanno della legge 194 sarebbe quello di applicarla in maniera legale ed appropriata, evitando così di minare le fondamenta, la sostenibilità e l’equità del sistema, risparmiando oltre 10 miliardi di euro, un peso insostenibile sulle casse del nostro Ssn e che potrebbe essere alleviato dalla corretta regolamentazione dell’obiezione di coscienza e dall’ottimale applicazione del metodo farmacologico”.

A quaranta anni dall’emanazione delle 194 l’Associazione Luca Coscioni Aied e Associazione Amica presentano in quattro mosse come garantire la tutela della salute riproduttiva

Regolamentare l’obiezione di coscienza…
Secondo la Relazione del ministro della Salute sull’attuazione della Legge 194/78 per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza, in Italia, nonostante l’aborto sia legalizzato, l’obiezione di struttura, non ammessa dalla legge 194 (solo il 60% degli ospedali con reparto di ostetricia ha un servizio IVG) e la dilagante obiezione di coscienza, aggravano anno dopo anno il disservizio in molte Regioni, limitando di fatto il diritto alle scelte riproduttive e alla salute di molte donne che vivono nel nostro paese.
Nell’Italia Settentrionale su 1541 ginecologi il 63.9%  sono obiettori, in quella Centrale su 688 ginecologi il 70.1% sono obiettori e nel meridionale le percentuali crescono ancora di più, degli 838 ginecologi presenti sono obiettori l’83.5%, nelle isole ci sono 542 ginecologi di cui il 77.7% obiettori

“Nell’anniversario della 194 – rileva in una nota l’Associazione – ribadiamo che le soluzioni individuate con l’Aied e Associazione A.m.i.c.a. per evitare interruzioni di servizio o ritardi nell’accesso alla 194 sono soluzioni applicabili immediatamente per il pieno rispetto della legge senza la necessità di modifiche normative”. Leggi il resto »

Onu, Comitato Diritti umani richiama l’Italia sull’aborto e sulle adozioni gay

Repubblica.it  28 marzo 2017

L’allarme lanciato per la carenza di medici non obiettori e il numero troppo alto di interruzione di gravidanza clandestine. Il rapporto si rivolge anche al nostro Paese affinché consideri “di permettere alle coppie dello stesso sesso di adottare bambini, compresi i figli biologici del partner” 

ROMA – Il Comitato per i diritti umani dell’Onu nelle sue osservazioni sulla situazione italiana si dice “preoccupato per le difficoltà di accesso agli aborti legali a causa del numero di medici che si rifiutano di praticare interruzione di gravidanza per motivi di coscienza”.

Preoccupazione è espressa anche per la distribuzione in tutto il paese dei medici obiettori, e “il numero significativo di aborti clandestini”. “Lo Stato – sottolinea – dovrebbe adottare misure necessarie per garantire il libero e tempestivo accesso  ai servizi di aborto legale, con un sistema di riferimento valido”.

Il Comitato delle Nazioni Unite non si è però limitato a richiamare l’Italia sull’aborto. Nel rapporto sottolinea anche infatti che il nostro Paese  “dovrebbe considerare di permettere alle coppie dello stesso sesso di adottare bambini, compresi i figli biologici del partner, e assicurare ai bambini che vivono in famiglie omosessuali la stessa tutela legale di quelli che vivono in famiglie etero”. Il Comitato dell’Onu rileva come la legge sulle unioni civili varata nel 2016 presenti delle lacune: secondo il rapporto andrebbe anche garantito “lo stesso accesso alle tecniche di fecondazione in vitro per le coppie gay”, oltre all’esortazione a “combattere discriminazioni e ‘hate speech’ nei confronti di persone omosessuali”.

Magistratura democratica dedica alla Giornata internazionale della donna una riflessione sullo stato d’attuazione della legge 194

In Italia i medici obiettori di coscienza sono in continua crescita, arrivando a sfiorare il 70%, una delle percentuali più alte in Europa, a fronte del 6% in Norvegia e Germania, del 10% in Francia ed Inghilterra e del fatto che in Paesi quali la Finlandia e la Svezia non è riconosciuta l’obiezione di coscienza. In alcune regioni il dato è significativamente elevato: nel Molise sono obiettori il 93,3% dei ginecologi, nella Provincia autonoma di Bolzano il 92,9%, in Basilicata il 90,2%, in Sicilia l’87,6%, in Puglia l’86,1%, in Campania l’81,8%, nel Lazio e in Abruzzo l’80,7%.

Meno accentuata, ma sempre molto alta, la percentuale di anestesisti obiettori che, in media, è pari al 49,3%. Anche in questo caso i valori più elevati si osservano al Sud, con un massimo di 79,2% in Sicilia, 77,2% in Calabria, 76,7% in Molise e 71,6% nel Lazio.

In sostanza, su 94 ospedali con un reparto di ostetricia e ginecologia, solo 62 effettuano interruzioni volontarie di gravidanza.

Cioè solo il 65,5% del totale. Leggi il resto »

Michele Mariano: “Sono il ginecologo degli aborti ma che gioia se la madre si convince a tenere il bimbo”

La Repubblica   – 24 febbraio 2017             Maria Novella De Luca

Il medico è l’unico specialista che pratica le interruzioni di gravidanza in Molise, una delle Regioni con il più alto tasso di obiezione di coscienza in Italia

ROMA – “Faccio 400 aborti l’anno, sono l’ultimo ginecologo non obiettore rimasto in tutto il Molise. Niente ferie, niente riposi, niente. Reperibilità totale. Estate e inverno. Così, ogni giorno. E ho già 65 anni. Eppure sapete qual è la mia più grande soddisfazione? Quando una donna sceglie di tenerlo il bambino. Quando lo fa nascere.

Perché questo mestiere io l’avevo scelto per far venire al mondo i figli, non per eliminarli “. Michele Mariano non è certo una persona che ha paura delle parole. E dalla sua “trincea”, il piccolo reparto d’eccellenza per l’interruzione volontaria di gravidanza dell’ospedale “Antonio Cardarelli” di Campobasso, racconta la vita agra di chi difende la legge 194. Leggi il resto »