Medicina di genere. Lo speciale di The Lancet

Quotidiano.sanità.it   16 febbraio 2019

Questa settimana The Lancet si è dedicato alla questione della promozione dell’uguaglianza di genere nella scienza, nella medicina e nella salute globale. La raccolta di documenti evidenzia che l’equità di genere nella scienza non è solo una questione di giustizia e diritti, ma è fondamentale per produrre la ricerca migliore e più efficace per la salute degli individui

16 FEB – “L’equità di genere non è solo una questione di giustizia e diritti, è fondamentale per produrre la ricerca migliore e fornire la migliore assistenza ai pazienti. Se la scienza, la medicina e la salute globale lavorano per migliorare le vite umane, devono essere rappresentative della società di cui sono al servizio. La lotta per l’equità di genere è responsabilità di tutti, e questo significa che deve valere per tutti, uomini e donne, ricercatori, medici, finanziatori, leader istituzionali e, anche per riviste mediche”.

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Nomine dei “laici” al Csm e negli altri Consigli di garanzia: per la trasparenza delle procedure e il rispetto dell’art. 51 Cost.

QUESTIONE GIUSTIZIA   25 luglio 2018   – Tania Groppi

La lettera inviata dalle costituzionaliste ai Presidenti delle Camere pone il problema della elezione, da parte del Parlamento, di 21 uomini nelle 21 posizioni disponibili, in piena sintonia con l’esortazione del Capo dello Stato, che ha ricordato alla politica che il mondo «è composto da donne e da uomini, e non soltanto dal genere maschile»

LA PARITÀ UOMO-DONNA DIMENTICATA DALLA SINISTRA

La Repubblica 13 marzo 2018       MICHELA MARZANO

La parità uomo-donna è ancora molto lontana in Italia, e la politica non aiuta nemmeno quando ci si proclama di sinistra, anzi.
Nonostante il nuovo Parlamento sia il più “rosa” della storia repubblicana con il 34% di deputate e senatrici, ci sono più donne elette nel M5S e in Fi di quante non ce ne siano nel Pd o in Leu, facendo sorgere il sospetto che il principio di uguaglianza piaccia molto quando si tratta di rivendicarlo, ma resti poi lettera morta quando si passa dalla teoria alla pratica. Certo, la nuova legge elettorale prevedeva nelle liste l’alternanza di genere. Ma è stato facile aggirare l’ostacolo con lo stratagemma delle pluricandidature femminili: mettendo le stesse donne capolista in più collegi, una volta avuti i risultati e scelto il collegio in cui farsi eleggere, sono stati tanti i posti che si sono liberati per i maschi. Per non parlare poi della situazione ai vertici del Pd: gli unici nomi che circolano in questi giorni per la segreteria sono maschili.

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Torino: svolta all’università, congedo parentale allo studente che diventa papà

La Repubblica      16 febbraio 2018                   Jacopo Ricca

Riconosciuta la parità di genere: tasse sospese per un anno

Gli universitari che diventano padri potranno chiedere il congedo come le loro colleghe donne. Svolta nella lotta per la parità di genere all’Università di Torino dove anche gli studenti padri potranno sospendere la loro carriera accademica senza pagare le tasse per un anno. La novità è prevista dal nuovo regolamento votato dall’ateneo di via Verdi che cerca di avere un linguaggio non discriminatorio: “Ci piace sottolineare questa cosa perché, oltre a essere un adeguamento formale, si combina anche con un cambiamento sostanziale – spiega il portavoce di Studenti Indipendenti, Federico Salvatore – Leggi il resto »

Udi Napoli / A novembre il G7, il W7 e la parità di genere

Noi Donne    7 giugno 2017

Al G7 una sessione sarà sulla questione femminile nei paesi membri. Il documento “W7 Startingfromgirls” proiettato verso l’ambizioso obiettivo “parità di genere entro il 2030”…

A novembre si terrà una sessione dei G7 incentrata sulla questione femminile nei paesi membri. I temi proposti nel documento “W7 Startingfromgirls” sono proiettati verso l’ambizioso obiettivo “parità di genere entro il 2030”.

Le pari opportunità di genere sono condizionate dal comportamento delle classi dirigenti degli Stati, la maggioranza dei quali persistono in un comportamento di indifferenza se non di contrarietà nell’attuazione delle norme da tempo indicate come doverose nei consessi internazionali. Questo non solo nei paesi dove solo recentemente è emersa la visibilità delle pressioni e della consapevolezza delle donne, ma anche nei paesi così detti avanzati. La migliore condizione del genere femminile, in Europa e nei paesi a conduzione democratica, non mette al riparo dall’iniquità nell’accesso alle risorse da parte delle donne, fatto questo in gran parte riconosciuto e lamentato anche dalla politica istituzionale. Leggi il resto »