Femminicidio – il colpo di coda di un patriarcato insicuro di Nicoletta Dentico

di Nicoletta Dentico dalla rivista “Rocca”

Due notizie ad incastro, taglio basso della stessa pagina del gior-nale, mentre scriviamo: «Scom-parsa da 14 mesi, era murata nella casa del compagno» e «Il sì del Senato: la Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne diventa legge». Due notizie che si intrecciano tematicamente in parossistico con-trasto. Il corpo di Samantha Fava, 36 anni, incassato nella nicchia della cantina del suo compagno e fiutato tardivamente dal cane è solo l’ultimo racconto della nuova e martellante consuetudine con cui le don-ne uccise sono state contate, i loro volti sono apparsi sulle pagine dei giornali, i loro nomi sono stati pronunciati nelle piazze. Parole scomode come femminicidio, nate tra le polveri del deserto di Ciudad Juarez, sono state messe in campo e, sia pure con infiniti distinguo, dicono un tipo di delitto unidirezionale (da lui a lei), sul solco di relazioni impregnate di un malin-teso concetto di natura – uomini forti e donne deboli, uomini cacciatori e donne prede – ancora non scalfito. Senza questa mobilitazione intorno al conteggio delle morte ammazzate l’altra notizia non ci sa-rebbe. Non saremmo approdate – anche qui tardivamente – all’unanimità di appro-vazione della Convenzione del Consiglio d’Europa con cui l’Italia «vuole ripagare un debito incolmabile, nei confronti delle tante donne uccise», con le parole di Jose-fa Idem, la ex ministra che aveva invitato ad allestire una taskforce interministeria-le sul tema. Leggi il resto »