La famiglia secondo il nuovo governo

in.Genere    22 maggio 2018

Il contratto appena firmato da Lega e 5Stelle rivela una precisa visione del ruolo delle donne e della famiglia: la cura è un problema tutto femminile. Chi ha i soldi può risolverlo pagando, le altre pesando sulle nonne o rinunciando al lavoro. Un’analisi di genere e le ripercussioni sull’economia

Che tipo di famiglia hanno in mente gli estensori del ‘contratto di governo’ Lega-5Stelle?

Pensano alla famiglia tradizionale, con l’uomo che porta a casa il pane e la donna impegnata nella cura dei famigliari, con al massimo un lavoro part-time a integrare il bilancio famigliare?

O a una famiglia che, fuori dagli stereotipi sessuali, condivide lavoro pagato e non pagato?

La domanda è importante, non solo per capire quali prospettive attendono la parità di genere, e in che modo si vuole rispondere al problema della sostenibilità del modello di sviluppo, ma anche per immaginare quale sarà l’impatto sull’economia del paese. A una prima lettura il contratto sembra barcamenarsi fra i due modelli descritti sopra, ma solo in apparenza. Leggi il resto »

Una brutta stagione politica: le donne e quel silenzio su cui interrogarci

Corriere della sera – La 27 ora 15 aprile 2018    Alessandra Bocchetti

Perché noi donne ci facciamo da parte? Perché siamo così remissive, così ubbidienti, così ininfluenti, così silenziose, così compiacenti, così distratte, così incoscienti, così inette? Sempre a parlare di diritti, per poi dimenticarsi i propri. Lettera alle donne Dem

E’ possibile che per scopi umanitari si faccia una guerra? Missili Usa sulla Siria. Brutto risveglio ieri mattina, questa era la prima notizia.

Walter Benjamin ci racconta che l’angelo della storia ha il viso rivolto solo al passato, vede catastrofi e cumuli di rovine. Forza, potere e profitto sono sempre stati il motore della storia. Ma oggi è giusto, soprattutto per una donna, chiedersi se sia possibile uscire da questo paradigma Molti e molte pensano che il femminismo sia una forma di sindacato di genere. E’ invece il tentativo di cambiare modo di pensare. Abbandonare il mito della forza e la logica del potere per riconoscere la verità della condizione umana: dipendiamo gli uni dagli altri, abbiamo bisogno di sentirci amati e di amare, abbiamo bisogno di essere curati, abbiamo paura di morire.

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Le parole e le madri

Noi Donne   –   9 maggio 2017       Monica Lanfranco

Analisi di un discorso politico sulle ‘mamme’

E’ ormai noto: la terza parola-chiave scelta da Matteo Renzi nel discorso di reinsediamento alla testa del suo partito è mamme. “Abbiamo portato le mamme a occuparsi di politica – ha chiosato il segretario-. Ora la politica si occupi di loro. E’ la questione politica del nostro tempo, che nel 2017 la maternità possa essere considerata un ostacolo è assurdo”. Molto interessanti mi sono parse le riflessioni fatte sull’argomento da Simona Sforza, che conosce il Pd dall’interno, e da Lorella Zanardo.
Entrambe mettono l’accento sulla (non ingenua) scelta delle parole usate nel fraseggio di Renzi, particolare non irrilevante per un leader politico fin troppo attento al simbolico nella costruzione degli eventi e della comunicazione mediatica, come insegnano gli allestimenti e gli slogan delle varie Leopolde, per esempio.

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Pari opportunità. Cosa cambia con la legge di stabilità

In.genere  26 gennaio 2017   – Claudia Bruno

Per il secondo anno consecutivo l’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità, nato dall’impegno di deputate appartenenti a diversi gruppi parlamentari, ha presentato al governo gli emendamenti alla legge di stabilità. Ecco cosa cambierà nel 2017

 

Estensione del congedo per violenza alle lavoratrici autonome, incremento dei fondi al Piano nazionale antiviolenza e finanziamento del Piano di azione in attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza. Sono gli emendamenti di genere approvati tra quelli presentati alla legge di stabilità quest’anno dall’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

Da ora, quindi, anche le lavoratrici autonome che hanno subito violenza avranno diritto all’astensione temporanea dal lavoro, per un massimo di tre mesi, con un’indennità giornaliera pari all’80% del salario minimo giornaliero previsto dalla relativa normativa. “Ogni anno si rivolgono ai centri antiviolenza circa 11.000 donne” spiega l’intergruppo “considerando che il tasso di occupazione femminile è pari al 47% e di queste il 6% è rappresentata da lavoratrici autonome, il numero di casi dovrebbe aggirarsi intorno ai 310 annui, con un onere di circa 10.000 ciascuno”. Leggi il resto »

Belle o brutte son distrutte

Caratteri liberi – 15 marzo 2016 di Loredana Biffo

In merito alle dichiarazioni di Bertolaso sulla ministra Meloni che si candida a sindaca di Roma, e a suo dire inadatta al ruolo perchè futura mamma, possiamo ragionevolmente sostenere che la società italiana è ancora pervasa da un marcato sessismo, che ha proprio la caratteristica di essere così radicato nella quotidianità da diventare invisibile, opaco, difficile quindi da concettualizzare e combattere.

Il quadro che ne esce da questi episodi di violenza verbale, istituzionale e di narrazione delle cronache, è un pericoloso atteggiamento paternalista che continua a collocare l’immagine femminile nel limbo delle creature deboli da difendere, e reitera la figura maschile – violenta anche nel linguaggio – che agisce in virtù della sua supposta “natura predatoria”; anche questo mito del “naturale” contribuisce a sostenere stereotipi vari. Salvo poi attivare il modello speculare della figura femminile malvagia quando si verificano episodi di infanticidio, abbandono ecc, in questi casi si dice che sono “madri snaturate”. Leggi il resto »