Lettera aperta a Enrico Mentana, ma anche a tutti gli altri Direttori

Caro Mentana, che dire, la sua maratona  elettorale è senz’altro la più interessante, la più completa, la più puntuale ed anche sì, grazie a lei la più divertente.

Ma c’è un però, un vulnus che non è addebitabile purtroppo solo a lei, ma a tutte le trasmissioni di commento politico: mancano le donne!

L’immagine  da lei postata su Instagram fotografa molto bene la situazione: tutti uomini e non solo nello staff di quelli dietro le quinte,  come testimonia la fotografia, ma anche fra i commentatori. E’ vero c’erano  varie  brave giornaliste inviate nelle varie sedi di partito ad intervistare i politici di turno (tutti rigorosamente maschi, tranne Giorgia Meloni) ma  il giudizio e l’opinione  dell’altro sesso è importante  e vorrei conoscerla per avere una lettura dei risultati politici e dello scenario che si verrà a creare in futuro anche da un punto di vista femminile.

Non diciamo che mancano le donne: ci sono molte brave giornaliste di livello che spesso sono più puntuali, più lucide e distaccate rispetto ai loro colleghi uomini in fatto di analisi degli scenari politici attuali e futuri. Alcuni nomi: Concita De Gregorio, Lucia Annunziata, Lilli Gruber, Barbara Stefanelli, Flavia Amabile, Annalisa Cuzzocrea, Giusi Fasano, Luisa Pronzato e tante tante altre ancora.

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La crociata contro la parità

In.Genere   18/04/2019    Sian Norris

SPECIALE EUROPA. Romania, Ungheria, Polonia: la guerra alla parità è partita dall’Europa orientale e centrale e lentamente si sta diffondendo sostenuta dalle chiese e dai governi conservatori e populisti

La famiglia secondo il nuovo governo

in.Genere    22 maggio 2018

Il contratto appena firmato da Lega e 5Stelle rivela una precisa visione del ruolo delle donne e della famiglia: la cura è un problema tutto femminile. Chi ha i soldi può risolverlo pagando, le altre pesando sulle nonne o rinunciando al lavoro. Un’analisi di genere e le ripercussioni sull’economia

Che tipo di famiglia hanno in mente gli estensori del ‘contratto di governo’ Lega-5Stelle?

Pensano alla famiglia tradizionale, con l’uomo che porta a casa il pane e la donna impegnata nella cura dei famigliari, con al massimo un lavoro part-time a integrare il bilancio famigliare?

O a una famiglia che, fuori dagli stereotipi sessuali, condivide lavoro pagato e non pagato?

La domanda è importante, non solo per capire quali prospettive attendono la parità di genere, e in che modo si vuole rispondere al problema della sostenibilità del modello di sviluppo, ma anche per immaginare quale sarà l’impatto sull’economia del paese. A una prima lettura il contratto sembra barcamenarsi fra i due modelli descritti sopra, ma solo in apparenza. Leggi il resto »

Una brutta stagione politica: le donne e quel silenzio su cui interrogarci

Corriere della sera – La 27 ora 15 aprile 2018    Alessandra Bocchetti

Perché noi donne ci facciamo da parte? Perché siamo così remissive, così ubbidienti, così ininfluenti, così silenziose, così compiacenti, così distratte, così incoscienti, così inette? Sempre a parlare di diritti, per poi dimenticarsi i propri. Lettera alle donne Dem

E’ possibile che per scopi umanitari si faccia una guerra? Missili Usa sulla Siria. Brutto risveglio ieri mattina, questa era la prima notizia.

Walter Benjamin ci racconta che l’angelo della storia ha il viso rivolto solo al passato, vede catastrofi e cumuli di rovine. Forza, potere e profitto sono sempre stati il motore della storia. Ma oggi è giusto, soprattutto per una donna, chiedersi se sia possibile uscire da questo paradigma Molti e molte pensano che il femminismo sia una forma di sindacato di genere. E’ invece il tentativo di cambiare modo di pensare. Abbandonare il mito della forza e la logica del potere per riconoscere la verità della condizione umana: dipendiamo gli uni dagli altri, abbiamo bisogno di sentirci amati e di amare, abbiamo bisogno di essere curati, abbiamo paura di morire.

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Le parole e le madri

Noi Donne   –   9 maggio 2017       Monica Lanfranco

Analisi di un discorso politico sulle ‘mamme’

E’ ormai noto: la terza parola-chiave scelta da Matteo Renzi nel discorso di reinsediamento alla testa del suo partito è mamme. “Abbiamo portato le mamme a occuparsi di politica – ha chiosato il segretario-. Ora la politica si occupi di loro. E’ la questione politica del nostro tempo, che nel 2017 la maternità possa essere considerata un ostacolo è assurdo”. Molto interessanti mi sono parse le riflessioni fatte sull’argomento da Simona Sforza, che conosce il Pd dall’interno, e da Lorella Zanardo.
Entrambe mettono l’accento sulla (non ingenua) scelta delle parole usate nel fraseggio di Renzi, particolare non irrilevante per un leader politico fin troppo attento al simbolico nella costruzione degli eventi e della comunicazione mediatica, come insegnano gli allestimenti e gli slogan delle varie Leopolde, per esempio.

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