Lo spot Gillette pro #MeToo fa infuriare gli attivisti di destra

Lettera Donna  15 gennaio 2019

Il nuovo messaggio pubblicitario dell’azienda produttrice di rasoi si scaglia contro la mascolinità tossica. E a favore di un modello di uomo meno stereotipato. Facendo insorgere le associazioni conservatrici.

Il nuovo spot Gillette esce dai tradizionali canoni dell’uomo che non deve chiedere mai e strizza l’occhio al movimento #MeToo, scagliandosi contro la masconilità tossica e un modello che pare aver fatto il suo tempo. Ma l’iniziativa del brand che produce e commercializza rasoi è finita nel mirino di associazioni conservatrici e politici di destra che, negli Stati Uniti, hanno invitato al boicottaggio dell’azienda. La colpa? Diffondere uno stereotipo maschile fasullo e che risulterebbe a sua volta sessista.

STEREOTIPI NOCIVI E DA SOVVERTIRE

La pubblicità riprende lo storico slogan di Gillette “Il meglio di un uomo” e lo sovverte, lasciando intendere che il meglio di uomo è proprio ribaltare quel modello, riconoscendo che gli stereotipi connaturati alla mascolinità tossica (aggressività, scarsa empatia, repressione di vulnerabilità) sono nocivi per gli uomini stessi.

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Quando la pubblicità fa le sue scuse alle donne

Le  campagne corrette contribuirebbero in modo considerevole all’abbattimento degli stereotipi di genere.

Questo video ci fa capire quanto invece ancora le pubblicità influenzano i comportamenti e inducono a seguire modelli femminili stereotipati

Adpology, una clip di Tiny Bullet per Thomas Thomas Films

Regia: Tiny Bullet

che genere di comunicazione

GiUIiA  Giornaliste     e     Commissione Pari Opportunità Federazione Nazionale Stampa Italiana

lunedi’ 26 marzo 2018 Circolo della Stampa Corso Stati Uniti, 27 Torino ore 14,00 / 17,00

che genere di comunicazione

la pubblicità e i risvolti sull’informazione tra parità di genere e cambiamenti

Interventi di:

Stefanella Campana rappresentante CPO-FNSI Associazione Stampa Subalpina                      Ruolo e  importanza della pubblicità per i media

Elena Rosa presidente Associazione LOFFICINA                                                                                      Gli stereotipi della pubblicità e le denunce allo IAP –  La violenza di genere nella rappresentazione della donna – La pubblicità corretta

Monica Davò responsabile Comitato di Controllo IAP                                                                              La tutela del cittadino nei confronti della pubblicità sessista e discriminatoria: i casi rilevanti

Margherita Trezzi direttrice creativa Agenzia di Pubblicità 3dcomunicazione                                 La pubblicità sociale. Creatività? il ruolo delle agenzie nella realizzazione delle campagne

Rendere visibile il sessismo: in questi annunci degli anni ’50, i ruoli di genere sono stati invertiti

ZE.TT  – 

Un fotografo ha ristampato vecchie pubblicità e ha solo invertito i ruoli di genere. Vuole mostrare quanto sia sessista la nostra vita di tutti i giorni.

Se guardi alcuni annunci pubblicitari e manifesti degli anni ’50 di oggi, puoi solo scuotere la testa: c’è una donna che lavora al lavandino  in cucina, mentre l’uomo all’esterno è visto con il bambino. In un’altra pubblicità, un uomo incoraggia la moglie piangente con la frase: “Non ti preoccupare, dopo tutto, la birra non viene bruciata!” In un’altra pubblicità, lei gli serve sottomesso il cibo a letto.

Nella sua serie fotografica In A Parallel Universe, il fotografo 31enne Eli Rezkhallah ricrea fedelmente degli  annunci degli anni ’50, ma scambia i ruoli di uomo e donna. Così, nel suo lavoro, l’uomo sta al lavandino o porta la colazione a letto.

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Il Regno Unito vieterà le pubblicità con gli stereotipi di genere

 

 

Il Post   19 luglio 2017

Perché hanno conseguenze «sugli individui, sull’economia e sulla società», dice un rapporto dell’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria

L’Advertising Standards Authority (ASA), l’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria del Regno Unito, ha deciso di rendere più rigidi i suoi criteri per evitare che vengano prodotte pubblicità che presentano evidenti stereotipi di genere. Le nuove regole verranno scritte nei prossimi mesi sulla base di un rapporto dell’ASA intitolato “Rappresentazione, percezione e danno” sulla presenza di stereotipi di genere nelle pubblicità del Regno Unito. Nelle intenzioni dell’ASA serviranno per evitare nuove pubblicità come quella molto discussa di un marchio di latte in polvere in cui si immaginava che una bambina da grande diventasse una ballerina e un bambino un matematico, o quella della campagna di prodotti per dimagrire di Protein World, in cui si chiedeva alle persone se avessero un «corpo pronto per la spiaggia» insieme all’immagine di una modella molto magra in costume da bagno. Leggi il resto »