Rendere visibile il sessismo: in questi annunci degli anni ’50, i ruoli di genere sono stati invertiti

ZE.TT  – 

Un fotografo ha ristampato vecchie pubblicità e ha solo invertito i ruoli di genere. Vuole mostrare quanto sia sessista la nostra vita di tutti i giorni.

Se guardi alcuni annunci pubblicitari e manifesti degli anni ’50 di oggi, puoi solo scuotere la testa: c’è una donna che lavora al lavandino  in cucina, mentre l’uomo all’esterno è visto con il bambino. In un’altra pubblicità, un uomo incoraggia la moglie piangente con la frase: “Non ti preoccupare, dopo tutto, la birra non viene bruciata!” In un’altra pubblicità, lei gli serve sottomesso il cibo a letto.

Nella sua serie fotografica In A Parallel Universe, il fotografo 31enne Eli Rezkhallah ricrea fedelmente degli  annunci degli anni ’50, ma scambia i ruoli di uomo e donna. Così, nel suo lavoro, l’uomo sta al lavandino o porta la colazione a letto.

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Il Regno Unito vieterà le pubblicità con gli stereotipi di genere

 

 

Il Post   19 luglio 2017

Perché hanno conseguenze «sugli individui, sull’economia e sulla società», dice un rapporto dell’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria

L’Advertising Standards Authority (ASA), l’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria del Regno Unito, ha deciso di rendere più rigidi i suoi criteri per evitare che vengano prodotte pubblicità che presentano evidenti stereotipi di genere. Le nuove regole verranno scritte nei prossimi mesi sulla base di un rapporto dell’ASA intitolato “Rappresentazione, percezione e danno” sulla presenza di stereotipi di genere nelle pubblicità del Regno Unito. Nelle intenzioni dell’ASA serviranno per evitare nuove pubblicità come quella molto discussa di un marchio di latte in polvere in cui si immaginava che una bambina da grande diventasse una ballerina e un bambino un matematico, o quella della campagna di prodotti per dimagrire di Protein World, in cui si chiedeva alle persone se avessero un «corpo pronto per la spiaggia» insieme all’immagine di una modella molto magra in costume da bagno. Leggi il resto »

Donne e pubblicità, tra corpo e cervello. Quattro casi recenti

Artribune 24 luglio 2016 – Helga Marsala

Aziende che promuovono la propria immagine puntando sull’impegno sociale e culturale, contro pregiudizi e cliché; altre che restano legate a vecchi schemi. E il corpo delle donne è al centro. Ecco quattro casi recentissimi, dall’Italia all’Inghilterra

EDISON, UN PRIMATO IN ROSA
La musa dell’operazione è la milanese Maria Artini, tra le prime stelle a illuminare l’altra metà del firmamento delle scienze moderne. Nata nel 1894, iscrittasi nel 1912 al Politecnico di Milano, si laureò nel 1919 in elettrotecnica con 90/100. E non si fermò lì. La Artini cominciò subito a collaborare con aziende del settore elettrico e nel 1937 fu assunta dal colosso Edison, conquistando presto un ruolo dirigenziale. Nulla di scontato, per l’epoca. Anzi. Le donne che studiavano, facevano carriera e sfondavano nel settore scientifico-tecnologico erano perle rare.
Ma quanto è cambiata oggi la situazione? Se l’è chiesto proprio Edison, con una bella campagna di comunicazione tutta al femminile, lanciata a giugno 2016. Il progetto si chiama “Pretty Curious” e dal prossimo autunno metterà in campo una serie di iniziative di taglio didattico-culturale, destinate alle studentesse degli istituti superiori e del licei scientifici: incontri, progetti, dibattiti.edison

Il volto femminile di Edison, tra energie pulite e impegno per le donne

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LA PARITA’ ESISTE? LO SAPREMO DOPO LA PUBBLICITA’

RIGHTS VILLAGE – GLI APPUNTAMENTI DI GIOVEDI’ 21 LUGLIO

Alle ore 18 “LA PARITA’ ESISTE? LO SAPREMO DOPO LA PUBBLICITA’”

Presiede: Anna ROSSOMANDO Parlamentare, Ufficio di Presidenza Camera dei Deputati

“La pubblicità ha grandi responsabilità proprio perché è efficace anche quando diffonde e rafforza modelli di ruolo arcaici, sistemi di disvalori, stereotipi deleteri e offensivi”. (Annamaria Testa)

Giovedì 21 luglio alle ore 18,00 il Rights Village di Torino Esposizioni affronterà il tema delle discriminazioni nella comunicazione pubblicitaria.

L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria è l’ente privato che regolamenta la comunicazione commerciale. Attraverso un sistema in grado di eliminare la cattiva pubblicità, lo IAP persegue l’obiettivo di garantire che la comunicazione commerciale sia onesta, veritiera e corretta. L’Associazione LOFFICINA combatte gli stereotipi di genere della comunicazione, denunciando allo IAP la pubblicità dannosa, oltraggiosa e scorretta. Con l’obiettivo di affermare i principi delle pari opportunità e contrastare le discriminazioni, ha realizzato ‘articolotr3 comunicare la parità’, il primo Festival della pubblicità corretta (Torino, 5-13 maggio 2014).

Intervengono: Vincenzo GUGGINO Segretario Generale IAP Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, Valerio SAFFIRIO pubblicitario, Gabriella BOERI Consigliera di Parità della Città Metropolitana, Elena ROSA Associazione LOFFICINA

Modera: Stefanella CAMPANA, giornalista e scrittrice

Seguirà una Rassegna di spot e campagne sociali italiani e stranieri sul tema delle discriminazioni a cura della Fondazione Pubblicità Progresso

La serata continua con la Ukulele Turin Orchestra che, a partire dalle ore 22, propone un “Viaggio negli anni ’80 e ‘90” con classici rock, pop, colonne sonore in uno spettacolo carico di groove e graffianti armonie vocali.

Il Rights Village – ideato e organizzato da Concept Event in collaborazione con il Coordinamento Torino Pride, l’Associazione LOFFICINA e l’Associazione iNova – è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 18. Gli eventi del Rights Village proseguiranno per tutto il mese di luglio, affrontando temi quali la non discriminazione, l’uguaglianza e le pari opportunità per tutti, in un contesto di aggregazione e divertimento. L’ingresso è gratuito, alcuni eventi che si svolgeranno nell’area Emiciclo saranno a pagamento.

Programma dettagliato e aggiornato su www.rightsvillage.it