A Roma la differenza si pratica già al nido

in.Genere   20 marzo 2018      –   Sara Marini

Ma il Vicariato non apprezza. E l’autorità della famiglia? E i modelli sicuri? Dove si va a finire? Una testimonianza in prima persona

Il 20 gennaio si è tenuto a Roma il primo incontro di La scuola fa differenza, un ciclo di otto corsi formativi rivolto a oltre 200, tra maestre di scuola dell’infanzia ed educatrici di asilo nido di Roma, per un totale di 17 scuole sparse sull’intero territorio urbano, dalle periferie al centro. Un programma di 176 ore, articolate in otto percorsi laboratoriali, di 22 ore ciascuno, basati sullo scambio e sulla co-costruzione dei saperi, sulla condivisione, la discussione e il confronto delle pratiche educative, dei metodi, dei materiali e dell’organizzazione degli spazi. Leggi il resto »

Una storia a metà

In.Genere  6 giugno  – Elisabetta Serafini

Nelle scuole italiane i manuali raccontano ancora una storia a metà, dove le donne non compaiono oppure sono un’eccezione. L’indagine condotta su 18 volumi di 15 case editrici

L’inclusione della storia delle donne e degli studi di genere nei libri di testo in Italia è senza ombra di dubbio un traguardo ancora lontano dall’essere raggiunto, nonostante la normativa relativa alle pari opportunità abbia alle spalle una storia più che ventennale.  Leggi il resto »

La qualità dell’asilo conta fino alla maturità

in.genere –  30 gennaio 2017

Che puntare sulla qualità degli asili è una politica che funziona lo dimostrano decenni di ricerche, nonostante ciò il dibattito su quanto e se conviene investire nelle strutture per la prima infanzia continua. Come abbiamo più volte segnalato su inGenere, studi e simulazioni dimostrano che gli investimenti in questo tipo di strutture si ripagano da sé nel giro di qualche anno.

Molti però restano ancora scettici sul fatto che ampliamento dell’accesso e qualità del servizio offerto possano andare insieme, soprattutto quando a investire è il pubblico. Uno studio appena pubblicato dalla Brookings Institution riporta il caso del Michigan per mostrare come in realtà sia assolutamente possibile tenere insieme investimenti pubblici e qualità dei servizi.

In Michigan, spiega lo studio, un programma di investimenti nei percorsi prescolari ha aperto la strada ai finanziamenti statali in questo settore, e ha dato vita a un sistema di valutazione che segue i bambini per tutto il percorso scolastico successivo. I risultati confermano che i bambini che hanno frequentato materne di qualità si diplomano in tempi migliori e con migliori prestazioni rispetto agli altri.

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#62MillionGirls: l’ultima battaglia di Michelle Obama (e di Hollywood)

Io Donna – Corriere della sera – 29 settembre 2015 – Cristina Piotti

La First Lady ha lanciato una campagna social, per l’istruzione delle bambine. Hanno già aderito tante star, da Charlize Theron a Freida Pinto, da Bono a Leonardo DiCaprio

L’idea della campagna per la scolarizzazione femminile, promossa da Michelle Obama durante il Global Citizen Festival che si è tenuto a Central Park (New York), sta raccogliendo l’entusiasmo di mezza Hollywood. La First Lady, introducendo l’arrivo, durante la serata di gala, del giovanissimo premio Nobel Malala Yousafazi, ha lanciato la sua ultima battaglia: #62MillionGirls, un hashtag già diventato virale su Instagram e Twitter. Si pubblica una propria foto da bambini, spiegando come la scuola ha inciso sulla propria vita e come potrebbe rivoluzionare quella di tante ragazze che non vi hanno accesso. E la stessa Theron è stata ospite, al fianco della First Lady, dell’evento “The Power Of An Educated Girl”. Leggi il resto »

Le politiche educative attente al genere sono un’arma per combattere le disuguaglianze

Il Sole 24 ore – 7 luglio 2015 -di Francesca Brezzi* e Laura Moschini**

Educazione di genere? Cosa è? E perché tante polemiche? Saremmo tentate di rispondere: lo chiede l’Europa, e non sarebbe solo una battuta o una risposta evasiva perché con questo termine recepiamo le indicazioni che provengono dall’Unione europea che considera la Gender Equality, vale a dire una partecipazione equa e non discriminatoria di ognuno/a alla vita familiare e sociale, il presupposto fondamentale per la cittadinanza democratica. Leggi il resto »