Comunicato delle associazioni professionali del mondo della scuola

Dopo mesi di silenzio l’Assessora all’Istruzione della Regione Piemonte Elena Chiorino ha inviato a tutti i dirigenti scolastici una circolare istituzionale.

In essa si invitano i presidi, “considerando l’avvicinarsi del Santo Natale, […] a valorizzare […] ogni iniziativa legata a questa importante Festività come l’allestimento di Presepi e lo svolgimento di recite o canti legati al tema della Natività”.

La richiesta viene suffragata chiarendo che: “è evidente che la conoscenza delle nostre tradizioni […] sia un supporto alla piena integrazione per chi proviene da altre realtà”.

Ci permettiamo di osservare che nella scuola pubblica, laica e pluralista per definizione, l’esibizione di simboli religiosi è un’anomalia e non è mai stata una tradizione, ma una libera scelta personale e privata di chi la frequenta, da realizzare e vivere in luoghi dove tale scelta sia condivisa e comunitaria.

Prime adesioni

Coordinamento per la laicità della scuola CIDI Torino FNISM Torino MCE Centro Studi Piero Gobetti Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini” Senonoraquando? Torino Proteo Piemonte ASAPI Casa Insegnanti ANISN Piemonte Legambiente Multiproposta SIEM Associazione Magistrale N. Tommaseo

Le associazioni che vogliono aderire possono inviare una mail a: claudia123.dogliani@gmail.com

… ma noi non ci lasceremo sospendere!

E’ della settimana scorsa la notizia che la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, insegnante di italiano e storia in un istituto tecnico palermitano, è stata sospesa per “omesso controllo” sulla sua classe.

Ma qual è la sua colpa? Aver fatto il suo mestiere tenendo lezioni su temi che sono la Storia, le migrazioni, l’Italia dal 1922 al 1945, la Shoah ed aver “ permesso” la realizzazione di un lavoro di approfondimento dove un gruppo di allievi ed allieve con immagini, dati, riflessioni ha messo in relazione il Decreto Sicurezza con le leggi razziali del 1938.

Ma la legge che prevede il controllo sulle classi da parte degli insegnanti fa riferimento all’incolumità fisica dei ragazzi e non al lavoro didattico che può, anzi deve essere ispirato alla libertà di pensiero e di insegnamento. ( Articoli 21 e 33 della Costituzione Italiana)?

Tira una brutta aria ultimamente e compaiono, in ambiti diversi,  “zelanti servitori dello Stato” che “annusando” qua e là pensano di far contento “qualcuno”.

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Verona, cartelli anti-abortisti e pro-family in una scuola pubblica: «La pillola deresponsabilizza»

OPEN      Redazione – 09/04/2019

Lo rivela l’Espresso: un Istituto tecnico Veronese ospita una «mostra» di cartelloni anti-abortisti e a favore della famiglia tradizionale

A Verona si è concluso il Congresso Mondiale delle Famiglie, ma i temi trattati dai relatoricontinuano a essere d’attualità nella provincia veneta. Nei corridoi dell’istituto tecnico Dal Cero, a San Bonifacio, sono stati affissi dei manifesti che definiscono la pillola del giorno dopo «deresponsabilizzazione» e chiamano l’aborto «un dramma».

Lo rivela il settimanale l’Espresso, che pubblica insieme alle foto dei cartelloni anche quella di una circolare con cui la preside della scuola invita i docenti a «valorizzare tale iniziativa» coinvolgendo i ragazzi. L’«iniziativa» in causa è una mostra promossa dal centro di aiuto alla vita del “Movimento per la vita”, che installa da anni nell’atrio della scuola i ventisette pannelli in questione, per un mese e mezzo.

L’esposizione pone al centro la «famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, centro e cuore della civiltà dell’amore». Uno dei poster è intitolato «siamo stati tutti embrioni» e spiega che «l’essere umano va rispettato e trattato come una persona sin dal suo concepimento».  Leggi il resto »

Non sono una mamma che fa torte ma la scuola non mi condanni

Corriere della sera –  La 27 ora    12 gennaio 2019           – Anna S.

Quest’anno il Natale mi ha portato una fetta di stress del tutto inaspettata. A due settimane dalla tradizionale festa natalizia con recita della scuola materna del mio bambino, l’orario viene anticipato di circa due ore, alle 14. Faccio presente che mi sarà impossibile partecipare a causa dei miei impegni professionali (come me, del resto, non pochi altri genitori) ed un’insegnante mi risponde che «ognuno ha le sue priorità».
Ho dovuto lottare giorni per metabolizzare quella piccola frase infelice (che al singolo ho già perdonato, ben sapendo che gli incidenti di percorso capitano a tutti), ma non è stato facile, ingigantita com’era dalla frustrazione di sapere quale delusione avrebbe provato mio figlio per l’assenza della mamma. Di più: per me è stata come un ferro caldo posato su una ferita aperta; un dolore acuito dalla consapevolezza della sua ingiustizia e dall’amarezza per la sua provenienza: la scuola pubblica, in cui tanto ho creduto e voglio continuare a credere. Leggi il resto »

A Roma la differenza si pratica già al nido

in.Genere   20 marzo 2018      –   Sara Marini

Ma il Vicariato non apprezza. E l’autorità della famiglia? E i modelli sicuri? Dove si va a finire? Una testimonianza in prima persona

Il 20 gennaio si è tenuto a Roma il primo incontro di La scuola fa differenza, un ciclo di otto corsi formativi rivolto a oltre 200, tra maestre di scuola dell’infanzia ed educatrici di asilo nido di Roma, per un totale di 17 scuole sparse sull’intero territorio urbano, dalle periferie al centro. Un programma di 176 ore, articolate in otto percorsi laboratoriali, di 22 ore ciascuno, basati sullo scambio e sulla co-costruzione dei saperi, sulla condivisione, la discussione e il confronto delle pratiche educative, dei metodi, dei materiali e dell’organizzazione degli spazi. Leggi il resto »