Verona, cartelli anti-abortisti e pro-family in una scuola pubblica: «La pillola deresponsabilizza»

OPEN      Redazione – 09/04/2019

Lo rivela l’Espresso: un Istituto tecnico Veronese ospita una «mostra» di cartelloni anti-abortisti e a favore della famiglia tradizionale

A Verona si è concluso il Congresso Mondiale delle Famiglie, ma i temi trattati dai relatoricontinuano a essere d’attualità nella provincia veneta. Nei corridoi dell’istituto tecnico Dal Cero, a San Bonifacio, sono stati affissi dei manifesti che definiscono la pillola del giorno dopo «deresponsabilizzazione» e chiamano l’aborto «un dramma».

Lo rivela il settimanale l’Espresso, che pubblica insieme alle foto dei cartelloni anche quella di una circolare con cui la preside della scuola invita i docenti a «valorizzare tale iniziativa» coinvolgendo i ragazzi. L’«iniziativa» in causa è una mostra promossa dal centro di aiuto alla vita del “Movimento per la vita”, che installa da anni nell’atrio della scuola i ventisette pannelli in questione, per un mese e mezzo.

L’esposizione pone al centro la «famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, centro e cuore della civiltà dell’amore». Uno dei poster è intitolato «siamo stati tutti embrioni» e spiega che «l’essere umano va rispettato e trattato come una persona sin dal suo concepimento».  Leggi il resto »

Non sono una mamma che fa torte ma la scuola non mi condanni

Corriere della sera –  La 27 ora    12 gennaio 2019           – Anna S.

Quest’anno il Natale mi ha portato una fetta di stress del tutto inaspettata. A due settimane dalla tradizionale festa natalizia con recita della scuola materna del mio bambino, l’orario viene anticipato di circa due ore, alle 14. Faccio presente che mi sarà impossibile partecipare a causa dei miei impegni professionali (come me, del resto, non pochi altri genitori) ed un’insegnante mi risponde che «ognuno ha le sue priorità».
Ho dovuto lottare giorni per metabolizzare quella piccola frase infelice (che al singolo ho già perdonato, ben sapendo che gli incidenti di percorso capitano a tutti), ma non è stato facile, ingigantita com’era dalla frustrazione di sapere quale delusione avrebbe provato mio figlio per l’assenza della mamma. Di più: per me è stata come un ferro caldo posato su una ferita aperta; un dolore acuito dalla consapevolezza della sua ingiustizia e dall’amarezza per la sua provenienza: la scuola pubblica, in cui tanto ho creduto e voglio continuare a credere. Leggi il resto »

A Roma la differenza si pratica già al nido

in.Genere   20 marzo 2018      –   Sara Marini

Ma il Vicariato non apprezza. E l’autorità della famiglia? E i modelli sicuri? Dove si va a finire? Una testimonianza in prima persona

Il 20 gennaio si è tenuto a Roma il primo incontro di La scuola fa differenza, un ciclo di otto corsi formativi rivolto a oltre 200, tra maestre di scuola dell’infanzia ed educatrici di asilo nido di Roma, per un totale di 17 scuole sparse sull’intero territorio urbano, dalle periferie al centro. Un programma di 176 ore, articolate in otto percorsi laboratoriali, di 22 ore ciascuno, basati sullo scambio e sulla co-costruzione dei saperi, sulla condivisione, la discussione e il confronto delle pratiche educative, dei metodi, dei materiali e dell’organizzazione degli spazi. Leggi il resto »

Una storia a metà

In.Genere  6 giugno  – Elisabetta Serafini

Nelle scuole italiane i manuali raccontano ancora una storia a metà, dove le donne non compaiono oppure sono un’eccezione. L’indagine condotta su 18 volumi di 15 case editrici

L’inclusione della storia delle donne e degli studi di genere nei libri di testo in Italia è senza ombra di dubbio un traguardo ancora lontano dall’essere raggiunto, nonostante la normativa relativa alle pari opportunità abbia alle spalle una storia più che ventennale.  Leggi il resto »

La qualità dell’asilo conta fino alla maturità

in.genere –  30 gennaio 2017

Che puntare sulla qualità degli asili è una politica che funziona lo dimostrano decenni di ricerche, nonostante ciò il dibattito su quanto e se conviene investire nelle strutture per la prima infanzia continua. Come abbiamo più volte segnalato su inGenere, studi e simulazioni dimostrano che gli investimenti in questo tipo di strutture si ripagano da sé nel giro di qualche anno.

Molti però restano ancora scettici sul fatto che ampliamento dell’accesso e qualità del servizio offerto possano andare insieme, soprattutto quando a investire è il pubblico. Uno studio appena pubblicato dalla Brookings Institution riporta il caso del Michigan per mostrare come in realtà sia assolutamente possibile tenere insieme investimenti pubblici e qualità dei servizi.

In Michigan, spiega lo studio, un programma di investimenti nei percorsi prescolari ha aperto la strada ai finanziamenti statali in questo settore, e ha dato vita a un sistema di valutazione che segue i bambini per tutto il percorso scolastico successivo. I risultati confermano che i bambini che hanno frequentato materne di qualità si diplomano in tempi migliori e con migliori prestazioni rispetto agli altri.

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