CHE GENERE DI COMUNICAZIONE

“Polo del 900” Palazzo San Celso, via Del Carmine 14, Torino

25 novembre ore 15

Vorremmo contribuire ad aprire una riflessione per riconoscere ed analizzare in modo critico gli stereotipi di cui le donne sono oggetto. Vorremmo contribuire ad aprire un percorso di occasioni di crescita che porti le donne ad acquisire maggiore sicurezza e combatta pregiudizi e discriminazioni di genere. Vorremmo far riflettere su quanto e come la divisione stereotipata in ruoli “maschili e femminili” spesso limiti un reale cammino verso la parità e precluda alle donne opportunità di lavoro, di avanzamento sociale e culturale ed escluda gli uomini da una reale integrazione e partecipazione alla vita della famiglia. Scarica il programma>>

a cura del Coordinamento Pari Opportunità SLC – CGIL RAI Torino e SLC – CGIL

Belle o brutte son distrutte

Caratteri liberi – 15 marzo 2016 di Loredana Biffo

In merito alle dichiarazioni di Bertolaso sulla ministra Meloni che si candida a sindaca di Roma, e a suo dire inadatta al ruolo perchè futura mamma, possiamo ragionevolmente sostenere che la società italiana è ancora pervasa da un marcato sessismo, che ha proprio la caratteristica di essere così radicato nella quotidianità da diventare invisibile, opaco, difficile quindi da concettualizzare e combattere.

Il quadro che ne esce da questi episodi di violenza verbale, istituzionale e di narrazione delle cronache, è un pericoloso atteggiamento paternalista che continua a collocare l’immagine femminile nel limbo delle creature deboli da difendere, e reitera la figura maschile – violenta anche nel linguaggio – che agisce in virtù della sua supposta “natura predatoria”; anche questo mito del “naturale” contribuisce a sostenere stereotipi vari. Salvo poi attivare il modello speculare della figura femminile malvagia quando si verificano episodi di infanticidio, abbandono ecc, in questi casi si dice che sono “madri snaturate”. Leggi il resto »

Esiste il pre-giudizio di genere nella decisione del giudice?

Nuova Etica Pubblica – dicembre 2015 – Paola Di Nicola*

Il pensiero della differenza di genere ci ha insegnato che essere un uomo o una donna, in qualsiasi contesto, non è un dato neutro. E’ l’unico dato, originario, con cui facciamo i conti, da quando nasciamo a quando moriamo.

Anzi, che ci portiamo oltre, anche nella memoria altrui.

L’essere stati noiosi, neri, bianchi, coraggiosi, arroganti, omosessuali, sposati, corrotti finisce con il nostro corpo.

Quel che resta, imperituro, è il nostro nome al maschile o al femminile.

Appartenere ad un genere segna la storia di una vita, di un progetto, di un modo di essere, di un’aspettativa sociale, di un ingabbiamento culturale, di un destino familiare. Leggi il resto »

Da Cenerentola a Cappuccetto Rosso, la Francia dice no alle favole sessiste

La Stampa – 08 ottobre 2015 – Paolo Levi
La ministra francese dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem ha annunciato
la caccia agli stereotipi di genere nei manuali scolastici, a cominciare
dai classici per l’infanzia

«Tenere lontano quei libri dalla portata dei bambini!»: no, non si tratta di
Cinquanta sfumature di grigio o di chissà quale altro Best-seller a sfondo erotico. Ma di Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Hansel e Gretel, i grandi classici della letteratura infantile che secondo alcuni esperti
francesi sarebbero zeppi di contenuti sessisti. A Parigi, la ministra
dell’Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, ha annunciato la caccia agli
stereotipi di genere nei manuali scolastici. Leggi il resto »

Cherchez la femme – 100 donne contro gli stereotipi

Giulia.globalist.it 8 ottobre 2015 – Giovanna Pezzuoli

«Cherchez la femme. Cento nomi di donne contro gli stereotipi».
Con questo titolo lanciamo il crowdfunding per sostenere il nuovo progetto di GIULIA di una guida delle esperte. Un’idea a cui pensiamo da qualche tempo – Monia Azzalini e Luisella Seveso sono insieme a me le ideatrici della guida – e che ha iniziato a frullarci per la testa il giorno in cui Elena Cattaneo è stata nominata senatrice a vita.

Ricordate? Allora siamo state in tante a chiederci chi fosse questa scienziata… La verità è che il suo nome circolava tra gli addetti ai lavori ma i mass media a larga diffusione non si sognavano nemmeno di interpellarla come esperta. Come lei, abbiamo pensato, chissà quante altre donne competenti, capaci di svolgere il loro lavoro ad altissimo livello sono sistematicamente ignorate. L’alibi per intervistare sempre gli stessi (maschi) è: non ci sono donne abbastanza preparate. Non è vero. Per questo abbiamo pensato a una guida delle esperte con 100 nomi, non una mappa del potere femminile in Italia, ma un elenco di professioniste autorevoli da consultare, una risorsa chiave per i giornalisti, le agenzie di stampa ma anche le imprese, le comunità locali e i sindacati. Una sfida e una scommessa per rompere le abitudini, combattere gli stereotipi e promuovere modelli positivi per le giovani generazioni. Leggi il resto »