Perché il “dipartimento mamme” non ha nulla di moderno di Giorgia Serughetti

Continuiamo a raccogliere  e pubblicare opinioni sul discusso “dipartimento mamme”

Femministerie               24 luglio 2017   – Giorgia Serughetti

Quando alcuni mesi fa il segretario del Pd, fresco di rielezione, pensò di rilanciare il programma del partito con “3 parole: lavorocasa e mamma” in molte ci trovammo a commentare sdegnate quel terzo termine che ci sembrava (ri)fondare sul ruolo materno la cittadinanza delle donne. Eppure non mancò chi volle sottolineare la “modernità” di un discorso che poneva così in alto tra le priorità politiche il sostegno alle scelte di maternità. Certo, si disse, poteva dire madri, poteva dire donne, ma si sa, questo lessico familiare è lo stile comunicativo di Matteo Renzi. Ora però la creazione di un “dipartimento mamme” da parte della segreteria del partito va oltre la trovata ad effetto, segnala l’insistenza su un modo preciso di vedere il tema della riproduzione, il ruolo delle donne, il rapporto con il femminismo. Un modo che non ha nulla, ma proprio nulla di moderno. Leggi il resto »

Il Regno Unito vieterà le pubblicità con gli stereotipi di genere

 

 

Il Post   19 luglio 2017

Perché hanno conseguenze «sugli individui, sull’economia e sulla società», dice un rapporto dell’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria

L’Advertising Standards Authority (ASA), l’organizzazione di autoregolamentazione dell’industria pubblicitaria del Regno Unito, ha deciso di rendere più rigidi i suoi criteri per evitare che vengano prodotte pubblicità che presentano evidenti stereotipi di genere. Le nuove regole verranno scritte nei prossimi mesi sulla base di un rapporto dell’ASA intitolato “Rappresentazione, percezione e danno” sulla presenza di stereotipi di genere nelle pubblicità del Regno Unito. Nelle intenzioni dell’ASA serviranno per evitare nuove pubblicità come quella molto discussa di un marchio di latte in polvere in cui si immaginava che una bambina da grande diventasse una ballerina e un bambino un matematico, o quella della campagna di prodotti per dimagrire di Protein World, in cui si chiedeva alle persone se avessero un «corpo pronto per la spiaggia» insieme all’immagine di una modella molto magra in costume da bagno. Leggi il resto »

Una storia a metà

In.Genere  6 giugno  – Elisabetta Serafini

Nelle scuole italiane i manuali raccontano ancora una storia a metà, dove le donne non compaiono oppure sono un’eccezione. L’indagine condotta su 18 volumi di 15 case editrici

L’inclusione della storia delle donne e degli studi di genere nei libri di testo in Italia è senza ombra di dubbio un traguardo ancora lontano dall’essere raggiunto, nonostante la normativa relativa alle pari opportunità abbia alle spalle una storia più che ventennale.  Leggi il resto »

Il vino, la logica e le false generalizzazioni Io lavoro su me stessa per crescere figlie e figli senza stereotipi

Corriere della Sera  La 27 ora   –  21 maggio 2017            Daniela Molinari

«Mamma, ma perché nessuna donna beve il vino?». Domanda di Mauro, 8 anni, rientrando da un pranzo fuori, la domenica pomeriggio, mentre io guido l’auto «del papà». Prima riflessione, a caldo: «Mauro, il fatto che tua mamma faccia o non faccia una cosa non significa che il resto dell’universo femminile faccia o non faccia quella cosa».

E qui chiamiamo in causa la logica: a otto anni, ma forse anche più tardi, le generalizzazioni diventano uno strumento per dipingersi il mondo circostante. Ecco, quindi, che papà e mamma non sono semplicemente il papà e la mamma di Mauro, ma rappresentano tutti i papà e tutte le mamme, ovvero tutti gli uomini e tutte le donne. Eppure, matematicamente parlando, questo ragionamento, per quanto affascinante, non funziona. A scuola, quando faccio esercizi di matematica con i miei alunni, mi scontro spesso con questo errore, giustificato solo dal fatto che ci illudiamo di renderci facile la strada dell’apprendimento costruendo schemi e analogie.

Quando, però, mi scontro con lo stesso errore nei ragionamenti della vita di tutti i giorni, mi rendo conto di come spesso questa falla nella logica ci spinga a fare induzioni che non hanno alcun valore. Per abbattere gli stereotipi, è necessario partire da questo: le false generalizzazioni.

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CHE GENERE DI COMUNICAZIONE

“Polo del 900” Palazzo San Celso, via Del Carmine 14, Torino

25 novembre ore 15

Vorremmo contribuire ad aprire una riflessione per riconoscere ed analizzare in modo critico gli stereotipi di cui le donne sono oggetto. Vorremmo contribuire ad aprire un percorso di occasioni di crescita che porti le donne ad acquisire maggiore sicurezza e combatta pregiudizi e discriminazioni di genere. Vorremmo far riflettere su quanto e come la divisione stereotipata in ruoli “maschili e femminili” spesso limiti un reale cammino verso la parità e precluda alle donne opportunità di lavoro, di avanzamento sociale e culturale ed escluda gli uomini da una reale integrazione e partecipazione alla vita della famiglia. Scarica il programma>>

a cura del Coordinamento Pari Opportunità SLC – CGIL RAI Torino e SLC – CGIL