FUORI DAL FANGO la relazione di aiuto per superare la violenza di genere

Nell’ambito delle giornate delle Officine della salute “Luoghi senza confini” *

realizzate da Progetti di Cura ed Arte

vi invitiamo alla Tavola rotonda  mercoledì  17 maggio  ore 15,30  

Spazio MRF – Ex area industriale Fiat Mirafiori

Corso Settembrini, 164 – Torino

“FUORI DAL FANGO  la relazione di aiuto per superare la  violenza di genere”

di  Rosanna Rutigliano e Cinzia Spriano

Apertura dei lavori Marco Giusta,  Assessore alle Pari opportunità

Modera l’incontro Laura Onofri, Componente Commissione Pari opportunità Regione Piemonte

Intervengono:

Paola Fuggetta, Sostituto Commissario Polizia di Stato, coordinatore Ufficio Minori-Divisione Anticrimine della Questura di Torino

Paola Fuggetta, assistente sociale-Giustizia-UEPE Torino

Roberto Poggi, Presidente dell’Associazione “Il cerchio degli uomini”

Federica Sergi, Avvocata civilista

AnnaMaria Zucca, Presidente Associazione Onlus “Donne e Futuro”

*Tre giornate a ingresso gratuito, dal 17 al 19 maggio 2017, per l’evento “Officine della Salute”, con i “Progetti di Cura ad Arte” che si terrà a Torino, nello Spazio MRF, in corso Settembrini 164, ex area industriale Fiat Mirafiori. La manifestazione, organizzata dall’Asl “Città di Torino” in collaborazione con la Circoscrizione 2, le cooperative sociali operanti nell’ambito del Dipartimento di Salute Mentale, il Parco Arte Vivente e associazioni di familiari e utenti, sarà ricca di eventi formativi (convegni, conferenze, dibattiti), momenti informativi e di ascolto rivolti alla cittadinanza, performaces teatrali, musicali, artistiche per “avvicinare” i servizi alla comunità locale, promuovendo il riconoscimento del concetto di salute mentale secondo l’approccio “ecologico sociale”.

 

 

 

 

Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne

E’ uscito il bando per il  “Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne” per l’anno 2017

Ai fini di favorire la sensibilizzazione, nonché gli studi e le ricerche per prevenire gli atti di violenza che rientrano nell’ambito della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (detta Convenzione di Istanbul, 2011), la Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, con il Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale, con la CRUI e il Consiglio d’Europa, indice il “Premio per la migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne” per l’anno 2017

Per partecipare al premio di laurea riconosciuto alla migliore tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne, indetto dalla Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, con il Ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale, con la CRUI e il Consiglio d’Europa.

Il Premio, uno per le tesi di laurea magistrale ed uno per le tesi di dottorato, ha ad oggetto le tesi di laurea magistrale e di dottorato discusse presso un’Università italiana, pubblica o privata.

a) Premio per la miglior tesi di laurea magistrale: il Premio consiste nella possibilità di effettuare un periodo di perfezionamento presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, grazie alla corresponsione da parte della CRUI di un premio in denaro pari a 5.000 euro (lordi).

b) Premio per la miglior tesi di dottorato: il Premio consiste nella possibilità di effettuare un periodo di perfezionamento presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, grazie alla corresponsione da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di un premio in denaro pari a 4.200 euro (lordi). E’ inoltre prevista per la vincitrice o il vincitore con la tesi di dottorato la corresponsione di un ulteriore premio in denaro da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità – pari a 4.200 euro (lordi). La suddetta somma dovrà essere utilizzata per supportare la vincitrice o il vincitore nella definizione di un percorso di approfondimento e studio di alcuni temi di interesse del Dipartimento per le pari opportunità. Gli esiti dello studio saranno eventualmente successivamente pubblicati sul sito ufficiale all’indirizzowww.pariopportunita.gov.it. I due premi in denaro attribuiti alla miglior tesi di dottorato sono indivisibili.

Saluti e buon lavoro a tutti

Giada Marcolungo

I Grandi diano una risposta alla violenza contro le donne

La Stampa  6 aprile 2017    – Linda Laura Sabbadini

Vorremmo che non fosse così, ma anche nei Paesi del G7 la violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso e il problema non è risolto. Insieme, totalizzano 4608 omicidi di donne in un anno, più della metà di questi omicidi è opera di partner o ex. È un dato che parla da solo. Dunque, la violenza più diffusa per le donne è quella domestica, la violenza inattesa giunge da parte di chi la donna ama o ha amato.

Le donne migranti di alcune comunità specifiche sono anche più esposte al traffico di esseri umani e alle mutilazioni genitali, problema presente per i Paesi del G7 con movimenti migratori di particolari comunità ed etnie.

La violenza contro le donne pone una barriera all’empowerment femminile, cioè allo sviluppo della libertà e indipendenza delle donne, genera paura e insicurezza nella loro vita e rappresenta un grande ostacolo al raggiungimento della parità, dello sviluppo, del benessere. Vittime sono anche bambini e bambine che assistono alla violenza della loro madre, e rischiano di vedere la loro vita futura fortemente segnata da questa esperienza. È diffusa l’idea che in presenza di tante vittime si debba correre ai ripari attraverso politiche di sola tutela e di aiuti alle donne. In realtà non basta, la via è un’altra.

Per combattere la violenza è necessario sviluppare programmi di empowerment, azioni che potenzino la libertà delle donne. Le politiche, le stesse pratiche delle associazioni devono rapportarsi alle donne non come a vittime e soggetti vulnerabili, ma a soggetti che possono essere protagonisti del percorso di uscita dalla violenza, pratica che da tanti anni viene portata avanti dai centri antiviolenza e anche in strutture pubbliche sanitarie di eccellenza. Si tratta di sviluppare azioni che potenzino la libertà femminile, sostenere i centri antiviolenza, che già mettono in pratica questo approccio da anni nei vari Paesi, potenziare e formare adeguatamente gli operatori e le operatrici dei servizi sociali, sanitari, di polizia, le forze armate, perché agiscano in un’ottica di empowerment femminile.

La sinergia di tutti gli attori in campo è la chiave del successo di queste politiche. Per prevenire, e contrastare la violenza contro le donne, c’è bisogno di una grande rivoluzione culturale che abbatta gli stereotipi di genere in tutti i Paesi e metta in discussione profondamente la radice della violenza contro le donne, il desiderio di dominio dell’uomo sulla donna. C’è bisogno di una grande offensiva educativa nelle scuole e più in generale nella società a tutti i livelli, verso gli uomini perché perdano il loro desiderio di possesso e per le donne, per far crescere il loro livello di autostima, fondamentale antidoto contro la violenza. C’è bisogno che gli uomini scendano in campo e non solo le donne. E che i media si facciano sentire, ma nel modo giusto, rinunciando alle immagini femminili irrispettose e stereotipate e dando spazio paritario alle donne e alle loro vite reali in trasmissione. È venuto il momento di lavorare intensamente in sinergia su questo a livello di G7, imparando gli uni dagli altri, perché i problemi sono gli stessi. Sarebbe un grande passo in avanti per tutti.

Quel dato Istat che fa impressione: “Umiliate e offese: 8 milioni di donne”

La Stampa.it  29 marzo 2017   – Antonella Boralevi

Il dato arriva dall Istat.

E sul momento pensi che ci sia uno sbaglio. Forse hai letto male. Forse è un refuso.  Invece no.

Non c é nessuno sbaglio.

8 milioni e 300.000 donne in Italia ( cioè sottocasa) sono state umiliate e offese da un uomo. “Svalorizzate, limitate, sottoposte a controllo fisico, psicologico, economico”.

Il 40,4% di tutte le italiane. 

Quasi un compagno/marito/amante su due ha cercato di distruggere psicologicamente e socialmente la donna che gli sta accanto.  Perché?

Perchè era disoccupato, arrabbiato, invidioso, insicuro? Perché le donne sono vittime perfette?

Il percorso della violenza psicologica é lento e tortuoso, un veleno che entra in circolo giorno dopo giorno. Dosi infinitesimali , trafitture, che diventano a ogni passaggio sempre più potenti. E quando te ne rendi conto, sei già quasi spacciata .

Una distruzione di te che a certi uomini riesce benissimo.

All’ inizio sei “stupida”, e magari una ragione oggettiva per dirtelo, c’era. E così chiedi scusa e cerchi di rimediare. Poi arriva un altro insulto. E di nuovo ti pare che una ragione, per meritartelo, ci sia. Dopo cominciano le pressioni, le svalorizzazioni, le umiliazioni .

Lentamente, uno dopo l’ altro, i mattoni su cui hai faticosamente costruito l’ idea ti te stessa, ti vengono sfilati da sotto i piedi. Annaspi. Più lui ti dice che non vali nulla, che non sei nulla, più si fa strada dentro di te il veleno. Ti senti nulla. Quello che hai conquistato, che sei, che sei stata capace di essere, si sbriciola. È una nuvola di polvere acre e ti secca il respiro.

Piano, lentamente, a piccoli passi che non ti riesce di non fare, gli vai dietro.

Cominci a pensare che lui abbia ragione. Un centimetro dopo l’ altro, smantelli il percorso magnifico della tua vita, del tuo carattere, dei tuoi doni. Non ti interroghi su di lui. Guardi ( e le vedi anche se non ci sono) solo le tue mancanze. Perchè?

Perché dorme, dentro tante di noi, perfino  tra le  più affermate pubblicamente, questo inconsulto bisogno di conferma? Perché, pur sapendo che è sbagliato,in tante cerchiamo disperatamente l ’approvazione dell uomo che abbiamo accanto?

Quando gli uomini si parlano

Questo video nasce con il contributo e su sollecitazione della Città di Torino a produrre uno strumento utile per avviare in vari contesti: scolastici, universitari, lavorativi, ecc. una riflessione sui generi, partendo dal ruolo degli uomini, nell’ambito del contrasto alla violenza contro le donne.
 
Un gruppo di uomini di diverse generazioni si incontra per parlare di sé, del proprio essere uomini, di come “maschi si diventa”, tra eredità di codici millenari e desiderio di liberarsi da gabbie e stereotipi di genere. Di qui cominciano un racconto corale e un percorso di consapevolezza su di sé e sulla violenza contro le donne, che dà voce alla soggettività e alle storie maschili.
 
Realizzato da Sergio Fergnachino, Angelo Arruffo, Susanna Ronconi, con il contributo di Davide Bertolino, Franco Muzzarelli, Roberto Poggi
Prodotto da SaperePlurale e Cerchio degli Uomini con la collaborazione di Videocommunity e Quinta Tinta.
Da questo video è stata tratta una versione interattiva, strutturata per capitoli a tema, che è un efficace strumento per la formazione e l’educazione di genere.
Il DVD si può richiedere inviando una mail a politichedigenere@comune.torino.it