Una presidente mapuche alla costituente in Cile

in.Genere – 7 luglio 2021 – Tania Groppi

Vestita in solenni abiti tradizionali azzurri e neri, le collane di monete che scendono dal collo, il copricapo austero, la bandiera mapuche stretta tra le mani, il fazzoletto verde e viola nunca más sin nosotras avvolto intorno al braccio, gli occhi sorridenti che spuntano sopra la mascherina, la linguista Elisa Loncón saluta col pugno chiuso i deputati e le deputate della Convención constitucional, riuniti all’aperto sotto un’ampia tenda anti-Covid, che l’hanno appena eletta presidente, con 96 voti su 155.

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Kihnu, l’isola delle donne: un caso (studiato) di «adattamento sociale» nel Mar Baltico

Corriere della sera – La 27 ora – 2 luglio 2021 Chiara Servegnini

Il faro di Kihnu non ha un guardiano, ma una guardiana. Nessuno ci fa caso: le cose, su questa isoletta del Baltico, funzionano così da tempo. Le isolane gestiscono le fattorie, riparano le auto, custodiscono le tradizioni. La chiamano «l’isola delle donne» e il motivo è semplice: dei circa seicento abitanti, solo trecento risiedono stabilmente a Kihnu. E sono, in larga maggioranza, femmine.

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«La prima donna che»: il format tv che, in due minuti, racconta vite straordinarie

Corriere della sera – La 27 ora 1 luglio 2021 Laura Onofri

Da qualche settimana vanno in onda su Rai Uno e Rai Play, prodotte da “Rai Documentari” le pillole di «La Prima Donna che» in collaborazione con Rai Pari Opportunità e Rai Teche. Si tratta di trenta affascinanti ritratti di donne pioniere, una rassegna transgenerazionale che, attraverso brevi video quotidiani, unisce le donne di ieri e di oggi racconta, attraverso la voce narrante di giovanissime ragazze, la storia di grandi donne che, con il loro coraggio e la loro determinazione, sono riuscite a vivere una “prima volta”, e a cambiare il mondo e la società.

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Immediata Liberazione per le donne nei centri di detenzione in Libia

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Al Presidente del Consiglio Mario Draghi  – Mario Draghi 

Al Ministro Affari Esteri e Cooperazione Internazionale  – Luigi Di Maio 

Alla Ministra Interno  – Luciana Lamorgese 

Alla Ministra Pari Opportunità – Elena Bonetti 

Le pagine di Avvenire raccontano di quanto sta avvenendo nel centro di detenzione ufficiale di Sharà al- Zawiya, una delle prigioni nelle quali vengono condotti i migranti catturati in mare dalla guardia costiera libica. 

Cinque ragazze somale, come loro tante altre, raccontano ad Associated Press le violenze e gli stupri sistematici che devono subire dai poliziotti-stupratori che governano la prigione. 

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Il Jazz rompe il soffitto di cristallo con “Il filo di Arianna”

Corriere della sera – La 27 ora – Rosarita Crisafi

Quante sono e quante sono state le compositrici donne nella storia della musica? Pochissime a quanto emerge dai programmi di concerti e festival in cui, ancor oggi, la presenza di musica scritta da compositori uomini è preponderante. Non è un mistero che, soprattutto nella tradizione occidentale, nascere uomini fosse uno dei requisiti indispensabili per diventare grandi compositori. Tuttavia, anche se l’ambiente e la cultura del tempo riservava alle donne solo il ruolo di esecutrici, meglio se cantanti, ci sono state in ogni epoca, numerose donne di talento e di coraggio che hanno affrontato con successo, oltre alle difficoltà della scrittura musicale, anche molti pregiudizi.

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Parlamento Europeo: vittoria sui diritti sessuali e riproduttivi

Il Parlamento europeo adotta una posizione di riferimento sui diritti sessuali e riproduttivi

IPPF International Planned Parenthood Federation – 24 giugno 2021

Il Parlamento europeo ha votato oggi a favore di una relazione storica presentata dall’eurodeputato croato Predrag Fred Matić sulla “situazione della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi nell’UE”. Sebbene il Parlamento europeo abbia ripetutamente espresso preoccupazione per la mancanza di una piena realizzazione e attacchi contro i diritti delle donne, l’uguaglianza di genere e la salute e i diritti sessuali e riproduttivi (SRHR), questo rapporto è il primo del suo genere in quasi 10 anni a dare tale un grado di importanza politica per SRHR a livello dell’UE.

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Voto sui diritti sessuali e riproduttivi

Giovedì 24 giugno il Parlamento Europeo voterà la “Relazione sulla situazione della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti nell’UE, nel quadro della salute delle donne”.

Il Rapporto contiene indicazioni su tutti gli aspetti dei diritti sessuali e riproduttivi nell’Unione Europea. Questa relazione è il risultato di lunghi e costruttivi negoziati tra i gruppi politi del Parlamento Europeo e se approvata sarà un risultato importante e invierà un forte segnale alla Commissione europea, agli Stati membri dell’UE, così come a tutti i cittadini europei e le cittadine europee, evidenziando che i diritti di salute sessuale e riproduttiva sono imprescindibili e devono diventare priorità nelle politiche nazionali ed UE.

Se non approvato, sarà una vittoria per il fronte reazionario che preme per rendere sempre più difficile aborto, contraccezione, educazione sessuale. Il rapporto riafferma che la salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano, intrinsecamente legato all’uguaglianza di genere e alla lotta contro la violenza di genere; evidenzia le sfide rimanenti nell’accesso all’intera gamma di SRHR nell’UE, sfide aggravate dalle misure della COVID-19; e denuncia l’arretramento dei diritti delle donne, dell’uguaglianza di genere e della SRHR in Europa e nel mondo.

A questo link trovate una scheda di IPPF European Network che descrive perché è importante che sia approvato