Il Patto della montagna

Vogliamo commemorare così il 25 aprile dalla parte delle donne. Con questo trailer di un film che sarà proiettato a Bologna. Speriamo di riuscire a portarlo anche a Torino

l Patto della Montagna è il primo atto in cui in Europa si stabilisce la parità salariale tra uomo e donna. Tra il 1944 e 1945, nel momento più difficile del secondo conflitto mondiale, imprenditori, operai e partigiani si riuniscono clandestinamente a Biella per siglare un accordo che permette di mantenere attive le fabbriche tessili e migliorare le condizioni di lavoro, affermando il principio della parità retributiva a parità di lavoro. Il racconto intreccia la storia della Resistenza con il fascino dell’Alta Moda contemporanea, che in quella terra trova ancora oggi i tessuti più fini, forgiando l’identità di un luogo con gli ingredienti del lavoro, della creatività e della capacità di competere. Il senso del film è che la qualità dei prodotti è radicata nella qualità immateriale delle relazioni tra le persone, qualcosa che non si può delocalizzare facilmente. Una metafora per l’oggi che, in ben altra crisi, deve ritrovare il senso del futuro e del patto sociale.

 

Papa Francesco: “Puro scandalo che le donne guadagnino meno degli uomini”

La Repubblica 29 aprile 2015

“La disparità di retribuzione tra uomo e donna è uno scandalo. Serve uguale retribuzione per uguale lavoro”. Così Papa Francesco durante l’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro.
Papa Francesco: “Puro scandalo che le donne guadagnino meno degli uomini”

“Perché per le donne è scontato che devono guadagnare di meno degli uomini? No, lo stesso diritto! La disparità è un puro scandalo”. Per il Papa, “nello stesso tempo, riconoscere come ricchezza sempre valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini. Ugualmente, la virtù dell’ospitalità delle famiglie cristiane riveste oggi un’importanza cruciale, specialmente nelle situazioni di povertà, di degrado, di violenza familiare”. Leggi il resto »

Women earned on average 16% less than men in 2013 in the EU

Eurostat 5 marzo 2015 – newsrelease

2 out of 3 managers are men, 2 out of 3clerical workers are women

In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Eurostat ha pubblicato i dati sul divario di genere nel mercato del lavoro nell’Unione Europea. Il divario retributivo si attesta su una media del 16,4%. In Italia risulta inferiore al 10% (ma con un incremento notevole dal 2008 al 2013, contro un generale trend in diminuzione), mentre in paesi come Estonia, Austria, Repubblica Ceca e Germania questo valore supera il 20%. Per quanto riguarda le tipologie occupazionali, si nota che le donne sono sottorappresentate tra i manager, mentre costituiscono la maggioranza della forza lavoro tra gli impiegati d’ufficio, e nel comparto dei servizi e delle vendite.
ecco il report: http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/6729998/3-05032015-ap-en.pdf/f064bb11-e239-4a8c-a40b-72cf34f1ac6f%20?utm_source=BenchmarkEmail&utm_campaign=Donne_11marzo&utm_medium=email

Parità di paga: alle donne servono 12 giorni in più

Gender pay gap. Indagine di Red-Sintesi  – Il Sole 24 ore –  3 marzo 2014

Dodici giorni di lavoro in più all’anno per raggiungere la parità in busta paga. È il tempo necessario alle donne per azzerare il gender pay gap, il divario retributivo che le separa dai lavoratori maschi. Una differenza che – in base all’elaborazione realizzata dal centro studi Red-Sintesi per Il Sole 24 Ore – nel 2013 è stata del 15,4%, con uno stipendio mensile netto degli uomini pari a 1.300 euro, duecento in più rispetto al gentil sesso. Leggi il resto »

“Sul lavoro una donna vale la metà di un uomo” di Chiara Saraceno

La repubblica 24 febbraio 2014

La ricerca Istat: in Italia ci vogliono due femmine per fare il reddito di un maschio.

LA CAPACITÀ di una società di produrre i beni e servizi necessari a soddisfare i propri bisogni dipende dalla quantità, qualità e combinazione delle risorse a propria disposizione. Perquesto il capitale umano viene sempre più frequentemente incluso tra le risorse economiche. In quei numeri tutti i ritardi del nostro Paese. Leggi il resto »