Un gruppo di associazioni di donne scrive alla Regione Piemonte

DALL’INSEDIAMENTO DELLA GIUNTA REGIONALE SOLO 9 DONNE SU 83 NOMINE IN ENTI E SOCIETÀ PARTECIPATE

Un gruppo di associazioni di donne scrive al Presidente Cirio, all’Assessore Ricca e alle Consigliere di Parità

Al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio All’Assessore alle Partecipate della Regione Piemonte Fabrizio Ricca Alla Consigliera di Parità della Regione Piemonte Anna Mantini Alla Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Torino Michela Quagliano p.c. Alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini p.c. Alla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti

Torino, 27 aprile 2021

Egregio Presidente, Egregio Assessore e Gentili Consigliere di Parità, scriviamo a nome delle associazioni e dei movimenti che rappresentiamo.

Abbiamo recentemente appreso dalla lettura degli articoli di giornale che dalla data di assunzione della carica di Presidente della Regione da parte di Alberto Cirio ad oggi, su 83 nuove nomine negli enti e società partecipate dalla Regione soltanto 9 hanno riguardato donne (si veda ex multis l’articolo https://torino.corriere.it/politica/21_marzo_19/piemonte-solo-9-donne-83-nomine-enti-importanza-minore-7a081bc0-88ef-11eb-9214-48facb37773c.shtml).

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Democrazia paritaria: finalmente una proposta di legge presentata in Piemonte

Laura Onofri

E’ stata presentata in Consiglio Regionale del Piemonte  la proposta di legge di modifica dell’elezione dell’assemblea legislativa e del Presidente della Giunta regionale, a prima firma Silvana Accossato per introdurre la norma di riequilibrio di genere nell’ambito dell’attuale sistema elettorale.

La proposta interviene in due ambiti: la composizione delle liste e le modalità di espressione del voto, riguardo al primo viene prevista l’alternanza di genere  e la pari rappresentanza di candidate e candidati sia per le liste circoscrizionali, che per il listino regionale; per il secondo viene introdotta la doppia preferenza: nel caso in cui l’elettore o l’elettrice lo voglia, può esprimere due preferenze ma queste devono essere date ad una donna e a un uomo, pena l’annullamento della scheda stessa. Leggi il resto »

Anche un’informazione scorretta non aiuta a risolvere i problemi

Laura Onofri

Fare buon giornalismo significa innanzitutto dare un’informazione corretta.

Certamente non è il caso dell’articolo di Emanuela Valente dal titolo “Violenza domestica, il «kit della fuggiasca» che non risolve i problemi”  pubblicato ieri sulla 27 ora del  “Corriere della sera” pieno di inesattezze (basta poco per documentarsi…), facile ironia e stereotipi che nell’informazione non vanno mai bene, ma ancor  di più quando si tratta di un tema delicato come la violenza contro le donne.

Prima inesattezza: il Consiglio Regionale del Piemonte non ha  “scelto la via del gadget: una valigia con tutto l’occorrente in omaggio alle donne che decidono di «non tornare più a casa” e non ha utilizzato “fondi pubblici per l’acquisto di canottiere e dischetti di cotone”.

L’iniziativa, che piaccia o meno,  è stata voluta e finanziata dal Soroptimist locale  che, essendo un’associazione privata,  non spende quindi soldi pubblici, ma fondi  raccolti nell’ambito della sua associazione e li destina come meglio crede.

Per quanto riguarda  la Polizia di Stato, quella  municipale e i Carabinieri del nostro territorio,   inviterei la giornalista, prima di generalizzare e semplificare sugli atteggiamenti che le  Forze dell’ordine hanno  nei confronti delle donne vittime di violenza quando si presentano a sporgere denuncia, di venire a verificare come effettivamente lavorano, quanta delicatezza usano nell’approccio,  di quali strumenti si sono dotati (per esempio la stanza, presente in molti commissariati,   dove le donne possono sporgere denuncia, allestita con tecnologie per registrare la testimonianza su supporti validi ad  evitare alla donna di dover rivivere tantissime volte la violenza subita) Leggi il resto »

Il Piemonte avrà la contraccezione gratuita per per donne under 26 e disoccupate

Laura Onofri

La Regione Piemonte  avrà la  Contraccezione gratuita per le giovani donne sotto i 26 anni e per le donne disoccupate nei 12 mesi successivi al parto e nei 24 mesi successivi all’interruzione di gravidanza per le quali viene garantito l’accesso libero e diretto senza ticket nei Consultori sanitari.

Un sentito grazie alla Consigliera Regionale Nadia Conticelli che si è fatta carico di portare avanti questa azione politica e ha saputo dare una risposta al tema della contraccezione gratuita, prendendo a modello la delibera dell’Emilia Romagna, entrata in vigore da pochi mesi

La disponibilità di contraccettivi gratuiti, erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale, è condizione necessaria per assicurare il diritto alla procreazione responsabile, con ricadute importanti sulla salute delle donne. Nel nostro, a differenza di altri Paesi europei, come la Francia, il Belgio e la Germania, l’Inghilterra e la Svezia,  la contraccezione è interamente a carico delle cittadine e dei cittadini. Non è quindi un caso che l’Italia sia tra gli ultimi, in Europa, nell’utilizzo della pillola anticoncezionale. Leggi il resto »